<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-686521832518369792</id><updated>2012-01-15T15:32:27.244+01:00</updated><category term='Molestie'/><category term='Leggi'/><category term='Cronaca'/><category term='Violenza'/><category term='Film'/><category term='Casi di Stalking'/><category term='Comunicazione'/><category term='Controllo'/><category term='Britney Spears'/><category term='Curiosità'/><category term='Stalking'/><title type='text'>Esci allo scoperto</title><subtitle type='html'>Stalking. Dai voce alle ingiustizie e ai soprusi che subusci: esci allo scoperto.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://escialloscoperto.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/686521832518369792/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://escialloscoperto.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/686521832518369792/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>158</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-686521832518369792.post-1880609775438490995</id><published>2011-10-09T17:45:00.014+02:00</published><updated>2011-10-23T15:36:30.028+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Leggi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Violenza'/><title type='text'>E’ nata una stella?</title><content type='html'>Delitto di Perugia, condanna in 1° grado e assoluzione in 2° grado di &lt;strong&gt;Amanda Knox &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;Raffaele Sollecito &lt;/strong&gt;per l’omicidio di &lt;strong&gt;Meredith Kercher&lt;/strong&gt;. Scorrono ancora davanti ai nostri occhi le immagini di Amanda appena liberata che ha raggiunto il suo paese d’origine, Seattle, che già si parla di proposte stratosferiche ricevute per apparizioni in Tv, cinema, interviste e quant’altro. Per una ragazza che solo fino a qualche giorno fa era considerata una degli assassini della povera Meredith.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le immagini mi hanno scioccata, pensavo che fosse solo un fenomeno italiano quello di “riabilitare” persone condannate per gravi reati e invece ecco che anche oltreoceano accade la stessa cosa. Mi piacerebbe che si facesse un sondaggio per quantificare quanti italiani pensano veramente e senza ombra di dubbio che Amanda non c’entri nulla col delitto e quanti, SE il terzo grado, cioè la Cassazione, dovesse ricondannarla, pensano che tornerebbe in Italia a scontare la sua pena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In particolar modo quello che mi ha colpita come un pugno nello stomaco è stato ben altro e queste sono &lt;u&gt;le mie riflessioni&lt;/u&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• La verità processuale si scontra con la verità reale: in realtà la vera “giustizia” la fanno gli avvocati quando riescono a smontare l’impianto accusatorio ai danni dei loro clienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Chi è ricco e può permettersi un avvocato di fama, viene scarcerato mentre gli altri &lt;em&gt;(quelli che rubano la tavoletta di cioccolata, per intenderci)&lt;/em&gt; restano in carcere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• “Delitti Imperfetti”, “RIS”, “CSI” sono telefilm che in TV hanno un gran successo ma nella vita reale è tutto diverso! Chiara Poggi, Melania Rea, Yara Gambirasio, l’elenco delle &lt;strong&gt;vittime senza colpevoli&lt;/strong&gt; è lungo. Gli assassini si sono “specializzati” nel non lasciare tracce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Il numero delle&lt;strong&gt; vittime è spaventosamente al femminile&lt;/strong&gt;. Forse un rigurgito di maschilismo che vuole punire le donne di tanta libertà e “sfrontatezza”?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• La nostra Costituzione stabilisce che TUTTI i cittadini abbiano diritto alla difesa. Anche gli &lt;strong&gt;indifendibili&lt;/strong&gt;. Da semplice cittadina mi domando: ma perché la vita umana ha perso così tanto valore da non meritare più una pena adeguata &lt;em&gt;(l’ergastolo per gli omicidi)&lt;/em&gt;? Perché gli avvocati che operano in gruppi di tutela delle vittime poi difendono clienti che le uccidono o accusati di averlo fatto? Perché non esiste un’etica che stabilisce che se difendi le vittime di violenza poi non puoi difendere chi è accusato di aver usato violenza su di loro?&lt;br /&gt;Mah, questa è per me una incongruenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Le indagini scientifiche del delitto di Meredith Kercher pare che siano state compiute male, si parla di prove scientifiche compromesse o contaminate, dunque &lt;strong&gt;questi ragazzi in primo grado sono stati condannati senza prove certe&lt;/strong&gt;? E se non avessero avuto questi avvocati così caparbi, sarebbero rimasti in carcere? Questa cosa mi fa rabbrividire e mi dà la certezza che se non hai soldi per combattere &lt;strong&gt;soccombi&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Non oso certo parlar male di un’intera categoria che rispetto, ma nella &lt;u&gt;mia esperienza personale&lt;/u&gt; ho potuto constatare che alcuni avvocati trovano motivazione nel difendere i clienti principalmente in due casi: quando ha tanti soldi da spendere e quando sono legati a loro da una profonda amicizia. Allora sono disposti a impegnarsi nei confronti della controparte &lt;em&gt;(mi viene in mente il legale del mio ex, paladina delle donne maltrattate che &lt;strong&gt;maltratta le donne&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra avvocato e cliente dovrebbe crearsi empatia, invece spesso c’è distacco e a volte persino antipatia. Un bravo avvocato deve trasmetterti fiducia, sicurezza, forza. Invece molte volte si limita a guardarti dall’alto della sua “professionalità” &lt;em&gt;(che vuol dire tutto e niente&lt;/em&gt;) e ti mette di fronte all'accordo avvenuto con l’avvocato della controparte. Così non si fa! Si tratta di decidere della vita e del futuro delle persone!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Colgo un gran timore da parte di molti nell’esprimere il loro pensiero, ma &lt;strong&gt;se non posso nemmeno dire ciò che penso, che vita può essere la mia?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;• Se potessi permettermi la Bongiorno per difendermi, di certo l’avvocato che “maltratta le donne” non avrebbe vita semplice!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ulteriore turbamento mi ha dato l’intervista di &lt;strong&gt;Omar Favaro&lt;/strong&gt; tornato in libertà dopo aver ucciso, con &lt;strong&gt;Erika De Nardo&lt;/strong&gt;, il fratellino e la madre di lei. Dalla sua intervista a Matrix:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;“E’ difficile il futuro per un assassino pentito soprattutto se ci si mettono in mezzo i media, quelli che ti danno centinaia di migliaia di euro per un’intervista esclusiva o per un servizio fotografico”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/WATCH?V=TS7KV1HBWRM"&gt;HTTP://WWW.YOUTUBE.COM/WATCH?V=TS7KV1HBWRM&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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Non ci si può certo rinchiudere per tutta la vita in un centro antiviolenza per sfuggire alle persecuzioni di uno stalker e al pericolo di restare uccise! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La giustizia deve fare il suo corso e ha i suoi tempi e intanto, la vittima rischia costantemente e può ricevere telefonate minacciose o l'assalto anche mortale del suo persecutore, com'è accaduto recentemente a &lt;a href="http://bollettino-di-guerra.noblogs.org/post/2010/11/22/italiano-gia-arrestato-per-il-tentato-omicidio-della-convivente-esce-dal-carcere-e-la-uccide/"&gt;Emiliana &lt;/a&gt;che, salvatasi in passato da un tentato omicidio compiuto dal suo ex, è stata da lui finita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo Stato protegge la vita dei pentiti di mafia, perchè allora non proteggere la vita delle donne perseguitate e minacciate? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Spagna utilizza i localizzatori satellitari per proteggere le vittime della violenza domestica. Speriamo che anche in Italia si faccia qualcosa di concreto...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Di seguito l'articolo originale:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il Gps salva le donne dallo stalking&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Maria Dolores&lt;/strong&gt; ha 40 anni, capelli corti, un viso inespressivo, macchie scure sotto i suoi occhi e un senso dell’umorismo beffardo senza dubbio lasciato da i suoi problemi recenti. Prende un oggetto nero dalla borsa, un po’ più grande di un telefono cellulare, ma molto più pesante e senza tastiera. &lt;br /&gt;“Eccolo qui” dice. Negli uffici del Centro Mujer 24 Horas, un centro per donne maltrattate a Valencia, Loli, come lei chiede di essere chiamata, visualizza un misto di orgoglio e di ansia appena mostra il dispositivo GPS che sta con lei in ogni momento a partire da giugno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SUONA L’ALLARME&lt;/strong&gt; - Quando il giudice ha autorizzato il rilascio di Juan sulla parola, ha stabilito che egli deve rimanere a una distanza di sicurezza (300 metri) dalla moglie e gli è stato imposto di indossare un dispositivo elettronico. Il sistema, introdotto dalla Spagna nel luglio 2009 per proteggere le vittime di violenza domestica, tiene traccia permanente di vittima e aggressore, avvisando la polizia in caso di pericolo. Se la batteria è scarica, l’aggressore tenta di rimuovere l’aggeggio o tenta di entrare nel perimetro di sicurezza della vittima, suona l’allarme. Loli spiega: “La prima volta che si mise a suonare, mi stavo recando al tribunale di Albacete”, nella provincia di La Mancha Castiglia, dove viveva con Juan e i loro due figli, quando l’attacco si è verificato. “Tutto il mio corpo ha cominciato a tremare“, dice. “Solo dopo, squillò il telefono e mi dissero che era a 700 metri, fornendomi il nome della strada. Sono rimasta collegata fino a quando ho raggiunto la stazione di polizia dove avrei dovuto incontrare un ufficiale che doveva accompagnarmi“.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;continua a leggere...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.giornalettismo.com/archives/103965/gps-salva-donne-dallo-stalking/"&gt;http://www.giornalettismo.com/archives/103965/gps-salva-donne-dallo-stalking/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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Bambini che non potranno mai più avere un bacio, un abbraccio dalla loro mamma o solo sapere di poter contare su di lei in tutti i momenti belli e brutti della loro vita. Oltre a uccidere la loro mamma, questi uomini, hanno distrutto la vita dei loro figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ci si domanda spesso cosa spinga le donne a legarsi a uomini violenti e cosa spinga molte di loro a restarci&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei motivi potrebbe essere il rapporto difficile con i genitori con i quali convivono e quindi, la ricerca di una loro serenità e libertà e l’illusione che si possano realizzare dall’unione con un uomo che sembra dare una garanzia di sicurezza e stabilità (&lt;em&gt;o forse s’intravvede solo una via di fuga da una realtà divenuta opprimente&lt;/em&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altre volte, invece, pur non essendone consapevoli, queste donne scelgono uomini violenti che ricalcano modelli comportamentali già presenti all’interno della propria famiglia d’origine. Una sorta di masochismo, insomma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altre ancora, incontrano sulla loro strada dei bravi comunicatori in grado di mostrarsi – a parole – diversi da quelli che sono e che riescono a plagiare le loro menti. &lt;strong&gt;Spesso questi uomini si presentano come vittime di infanzie infelici o di matrimoni sfortunati&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le donne vittime di questi uomini, non danno importanza ai segnali contrastanti che essi mandano, semplicemente perché noi tutti, come esseri umani, siamo portati a giustificare e a fidarci più delle parole che dei fatti.&lt;br /&gt;E così, se un uomo ci offende, ci umilia e ci maltratta ma poi ci dice (&lt;em&gt;magari piangendo&lt;/em&gt;), che ci ama tanto, noi siamo portate a illuderci e a credergli, ingannando noi stesse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La &lt;strong&gt;violenza psicologica&lt;/strong&gt;, giorno dopo giorno, distrugge la nostra autostima, ci rende insicure e timorose di prendere iniziative importanti che possano cambiare la nostra vita, come quella di lasciare il nostro “padrone”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti sono i pensieri che affollano la nostra mente e ci motivano ad andare avanti: “Sarà soltanto un brutto periodo, poi qualcosa cambierà!…”,&lt;br /&gt;“Come faccio, dove vado?..”,&lt;br /&gt;“Lui è mio marito e questa è la mia famiglia, la devo difendere a ogni costo!...”,&lt;br /&gt;“…E se lo lascio e poi mi pento?”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Difficilmente riusciamo da sole a rialzarci e a reagire a questa condizione opprimente. Abbiamo spesso bisogno di aiuti esterni (&lt;em&gt;parenti, amici, centri antiviolenza&lt;/em&gt;), sapere cioè, di poter contare su qualcuno nel momento in cui il nostro uomo tenta di “risucchiarci” con i suoi soliti discorsi da partner pentito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La &lt;strong&gt;violenza fisica&lt;/strong&gt; è spesso associata alla violenza psicologica, ma quest’ultima è ancora più devastante perché ci mette in uno stato di “oblio e dipendenza”. Spesso la violenza fisica interviene quando la donna osa reagire agli insulti e alle imposizioni o solo minaccia di andarsene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ molto facile dare giudizi di aver poco coraggio alle donne maltrattate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' difficile uscirne, ne parlo con cognizione di causa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le donne brutalizzate dapprima sono confuse per ciò che vivono, poi negano a se stesse il problema, infine ne diventano assuefatte convincendosi che la loro condizione rientri nella normalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quante volte mi è capitato di sentir dire, fin da piccola, di alcune donne che conoscevo “Il marito la picchia, però non le fa mancare nulla”? Quasi che, per questi uomini, dare da mangiare alla propria donna, li legittimi dal bistrattarle come e quando gli pare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando mancano il Rispetto e l’Amore con la a maiuscola, a una donna manca tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altre donne invece io so che, dopo essere state picchiate selvaggiamente dai loro uomini, ricevono “&lt;em&gt;per dimenticare l’accaduto&lt;/em&gt;”, dei regali quali vestiti, gioielli o altre cose a loro gradite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il tradimento extraconiugale, secondo me, s’inserisce spesso nel contesto del maltrattamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’incertezza del futuro è uno dei principali motivi di resistenza all’abbandono da parte delle donne brutalizzate. La crisi rende insicuri tutti, figuriamoci le donne che non hanno un’adeguata autonomia economica!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il plagio e la dipendenza economica sono un mix micidiale per le donne maltrattate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ognuna di queste vittime mi viene in mente la frase di un film: “Io, speriamo che me la cavo…”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Auguro a tutte di uscire dalla spirale di violenza in cui sono imprigionate. Perché ciò si realizzi, è necessario parlare e chiedere aiuto, cioè è necessario che escano allo scoperto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://escialloscoperto.blogspot.com/"&gt;&lt;em&gt;http://escialloscoperto.blogspot.com&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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In Italia sono incoraggiate a &lt;strong&gt;denunciare &lt;/strong&gt;i loro stupratori, anche se poi, le pene  comminate dalla giustizia non sempre corrispondono alle loro attese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ noto, comunque, che la percentuale degli stupri di cui si viene a conoscenza, sia molto più bassa rispetto al suo numero effettivo. Molto spesso essi &lt;strong&gt;avvengono in famiglia &lt;/strong&gt;e coinvolgono persone che hanno accesso alla vita delle donne: padri, i fratelli, gli zii, i nonni, i parenti stretti, gli amici di famiglia, i vicini di casa, i conoscenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ambienti criminali, le violenze sessuali, sono usate come punizione e minaccia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’identikit del violentatore è di una persona ostile che &lt;strong&gt;manifesta con l’abuso sessuale l’odio e il disprezzo che nutre verso la sua vittima &lt;/strong&gt;provando, sul suo corpo, l’eccitazione della vendetta e della sua affermazione personale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una confusione tra delirio di potere ed eccitazione sessuale… &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcune persone, associano la violenza sessuale alla forza e al potere e considerano l’erezione maschile come una rappresentazione di tale potenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti &lt;strong&gt;mariti praticano gli abusi sessuali nei confronti delle loro mogli &lt;/strong&gt;che ritengono ree di mancanze nei rapporti coniugali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O anche solo per dimostrare la propria supremazia… &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al riguardo, mi viene in mente il racconto fatto da una donna sul marito che la costringeva a “fare l’amore” con un coltello puntato alla gola. Non s’è neppure resa conto di essere stata ripetutamente violentata!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la cosa più raccapricciante è che &lt;strong&gt;gli stupri sono stati anticamente e sono tuttora considerati&lt;/strong&gt;, in molti paesi in guerra, un’arma &lt;strong&gt;contro la popolazione&lt;/strong&gt;, una vera e propria strategia militare per umiliare il nemico, diffondere malattie come l’AIDS e cancellare intere etnie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ possibile sanare questa piaga? Se ne parla molto ma, anziché diminuire, le violenze sessuali sembrano aumentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A proposito di guerra, è ancora vivido nella mia mente il ricordo della guerra in Bosnia. Ancora rivivo le notizie dei TG quando parlavano degli stupri di massa compiuti dai serbi sulle povere donne bosniache. Si parla di 50mila donne violentate in appositi campi. Per Amnesty International, solo per una trentina di questi casi è stato istituito un processo dei quali 18 davanti al Tribunale internazionale dell’Aja e 12 dai giudici per i crimini di guerra di Sarajevo. Oltre ad aver riportato gravi traumi, le vittime sono stigmatizzate dalla società. Molte di queste donne violentate temono di parlare pubblicamente perché purtroppo molti dei loro stupratori, vivono nelle loro stesse comunità, dove hanno purtroppo assunto posizioni di potere.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Non c’è continente in conflitto che sia immune a quest’orribile crimine&lt;/strong&gt;. Ultimamente si è parlato molto degli stupri commessi in Africa, in Asia e in America. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli abusi sessuali sono un’arma usata per umiliare intere popolazioni civili, per dividerne le famiglie e compiere un genocidio sia fisico che psicologico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molte donne abusate, subiscono dai loro mariti un’ulteriore ingiustizia perché essi, manifestando disagio e rabbia nei loro confronti, le rifiutano e ripudiano, soprattutto quando, in conseguenza degli stupri, restano gravide. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La &lt;strong&gt;risoluzione del Consiglio di Sicurezza&lt;/strong&gt;(1820) condanna la violenza sessuale come arma usata dai belligeranti, ma nonostante ciò, &lt;strong&gt;i processi per stupro restano pochissimi&lt;/strong&gt; e ancora meno sono le condanne inflitte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’aspetto più preoccupante, per me, è che noi donne, pur essendo in numero elevato come popolazione mondiale, non siamo in grado di difenderci né di affermare i nostri diritti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;escialloscoperto&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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Un ragazzo un pò introverso, un pò trattenuto negli atteggiamenti, ma molto gentile e amichevole con tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spesso sognavo di trovare un ragazzo che mi amasse e desiderasse vivere con me, così da rendermi finalmente indipendente dai miei, con i quali il rapporto genitori/figlia non era dei migliori. Ed ecco arrivare lui...e fu subito amore!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A volte lui però era strano, cambiava d'umore all'improvviso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se ricevevo delle telefonate al mio cellulare voleva sapere con insistenza chi fosse. Mi prendeva il telefono e mi leggeva i messaggi. Questo mi dava un pò fastidio, ma pensavo che il suo fosse amore. Quel pizzico di gelosia che ti fa sentire desiderata e veramente "sua".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo un paio d'anni entrai un pò in crisi. Il suo controllo continuo, le sue scenate di gelosia, mi avevano esasperata!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spesso ero tentata di lasciarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma poi lui con dolcezza mi diceva che mi amava e che non poteva stare senza di me e che io dovevo capire quanto lui ci tenesse a me. Così dopo qualche tempo decidemmo di sposarci. Tutto come in una favola!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lui, cominciò a picchiarmi da subito. Ero diventata una cosa sua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ero sola, senza più amici e amiche, perchè lui me li aveva fatti perdere tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando tornava a casa dal lavoro ogni pretesto era buono per picchiarmi. La scusa poteva essere il cibo che gli preparavo e che non andava bene per lui, poteva essere perchè tornavo tardi dalla spesa, perchè avevo speso più soldi del previsto o perchè i bambini non avevano fatto tutti i compiti di scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi picchiava per ogni cosa che facevo o dicevo. Volevo andarmene, ma dove? Con la mia famiglia non avevo buoni rapporti, figuriamoci se mi avrebbero riaccettata a casa loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi avevo i bambini. Poveri figli miei, assistevano terrorizzati alle violenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lui continuava a picchiarmi, come se fossi io la causa di tutti i mali. E non bastavano le botte, c'erano le umiliazioni, le offese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A volte mi trascinava per i capelli e &lt;strong&gt;mi costringeva ad avere rapporti sessuali&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A volte le botte erano così forti da&lt;strong&gt; costringerlo ad accompagnarmi in ospedale per&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;farmi medicare&lt;/strong&gt;. Ai medici io mentivo. Dicevo che ero caduta per le scale, che avevo inciampato, o che avevo battuto contro un mobile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non l'ho mai denunciato, per paura, per vergogna e perchè era il padre dei miei figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi tempi aveva cominciato pure a bere. E quando tornava ubriaco, non c'era nulla che potesse salvarmi dalla sua furia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta mi costrinse ad avere un rapporto sessuale con lui sotto la minaccia di un coltello! Fare l'amore con un coltello puntato alla gola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giorno decisi di dire basta a tutto questo. Lo minacciai che se non la smetteva lo avrei denunciato. Ma lui non smise.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi rivolsi ad un prete che cercò di parlargli. Ma lui non capiva e mi incolpava di tutto, negando le sue violenze, raccontando menzogne per giustificarsi, dicendo che ero una poco di buono, che avevo altri uomini! Fu tutto inutile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lui diventò sempre più violento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giorno lui se ne andò via da casa, senza spiegazioni, chiese la separazione senza neppure informarmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora siamo divorziati. Non l'ho più visto ne sentito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente non mi dà un soldo per gli alimenti dei figli come stabilito dal tribunale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho grandissime difficoltà economiche, sono sola con i miei figli, ma almeno non vivo più nel terrore. Ma ho un grande vuoto dentro di me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LUI MI HA UCCISA LASCIANDOMI VIVA!!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quante storie come la mia? Quante ragazze, donne, che sognavano una vita con il loro compagno. Sposarsi avere dei figli, una casa e amore, tanto amore e invece la splendida favola si è trasformata in orrore!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanti sogni sono stati spezzati da uomini violenti con le loro compagne?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanti di questi uomini che, prima del matrimonio o della convivenza, "sembravano" uomini amabili, disponibili ed invece poi si sono trasformati, da principe ad orco?!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:courier new;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Vera Innocenti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;http://mamma-forever.blogspot.com/&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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E’ la confessione dello &lt;strong&gt;zio Michele Messeri&lt;/strong&gt;  che ha dichiarato di  averla ammazzata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sarah Scazzi, 15 anni&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una ragazza solare che viveva una vita semplice in un paese tranquillo come Avetrana in Puglia, dove tutti si conoscono e che oggi sono sotto shock per quanto accaduto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come tutti i ragazzi della sua età, Sarah stava aprendosi alla vita circondata dall’amore della sua famiglia, che non ha potuto sapere quale pericolo incombeva proprio nel suo seno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo caso porta alla luce un dramma nel dramma: &lt;strong&gt;le molestie e gli abusi sessuali compiuti da un membro della stessa famiglia&lt;/strong&gt;. Un tarlo nella società odierna di cui non si parla abbastanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stretti nel dolore e nella preoccupazione per la scomparsa di Sarah, i familiari avevano sotto i loro occhi, l’autore del suo efferato omicidio, &lt;strong&gt;lo zio Michele Messeri&lt;/strong&gt; e mai hanno dubitato per un solo momento di lui. Come potevano? L’abbiamo visto tutti, quest’uomo, piangere in TV e recitare la parte dello zio afflitto dal dolore e ignaro della scomparsa della nipote.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sarah era bella&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molto bella e deve aver turbato non poco la mente di quest’uomo che la guardava con desiderio: &lt;strong&gt;non certo con gli occhi di uno zio&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da lui subiva molestie ma non ne aveva mai parlato con la sua famiglia: forse per non turbarla o per timore di non essere creduta? Non lo sappiamo ma mi domando se forse,  e dico “SE” lo avesse fatto…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi chissà forse Sarah sarebbe ancora viva. Forse la sua famiglia avrebbe potuto tenerla lontana da quel mostro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spesso gli adolescenti, trovano più facile e immediato confidarsi con gli amici piuttosto che con familiari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarah era molto legata alla cugina &lt;strong&gt;Sabrina&lt;/strong&gt;, figlia di quello zio poi divenuto poi il suo aguzzino. Frequentava spesso la sua casa, inconsapevole del rischio che correva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nemmeno a Sabrina, Sarah ha mai confidato nulla? Finora sembrerebbe proprio di no…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella mattina del 26 agosto 2010, Sarah era andata a casa di Sabrina perché avevano deciso di andare insieme al mare.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo zio era da solo nel box che trafficava col trattore e Sarah è entrata per salutarlo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uomo ha iniziato a molestarla toccandola e Sarah, infastidita, l’ha respinto e gli ha girato le spalle per andarsene.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ stato proprio in quel momento che l’uomo l’ha strangolata con una corda. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da donna, io mi domando come possa uno zio che vede nascere e crescere la propria nipote e che dovrebbe provare per lei sentimenti di affetto molto simili a quelli paterni, arrivare a desiderarla sessualmente? Farà anche parte degli istinti animaleschi, ma esiste pur sempre una ragione che vince sull’istinto…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E come può un uomo (&lt;em&gt;non parliamo più dello “zio”&lt;/em&gt;), arrivare a uccidere una ragazzina solo perché rifiuta le sue attenzioni morbose? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E, infine mi domando con orrore e repulsione: come ha potuto quest'uomo usare violenza sessuale su di un corpo senza vita? Violare quel corpo deve essere stato per lui un po’ come “&lt;em&gt;appropriarsi&lt;/em&gt;” di ciò che non era riuscito ad avere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si può definire un uomo così, &lt;strong&gt;incapace di intendere e di volere&lt;/strong&gt;? Io non credo proprio perché, se così fosse, dopo averla uccisa, si sarebbe ravveduto e non l’avrebbe violentata. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La tristezza infinita è che, casi come questo, sconvolgono sì le nostre coscienze, ma finiscono presto con l’essere sostituite da altre storie raccapriccianti di donne uccise per mano di altri uomini.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’indignazione non basta più.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni donna uccisa lascia dietro di sé una moltitudine di affetti: figli, genitori, zii, cugini, amici, compagni, vicini di casa, colleghi di lavoro, semplici conoscenti…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ogni donna uccisa lascia un vuoto incolmabile. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ci si abitua a tutto purtroppo: ci stiamo abituando anche a queste storie di orrore, senza porvi rimedio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi in TV non si parla più di droga, né di violenza domestica, né di femminicidio. Vanno in onda solo programmi che trattano di madri in crisi depressive post-parto che hanno ucciso i loro bambini o dei  presunti privilegi delle ex mogli nelle cause di separazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E', secondo il mio punto di vista, nella più totale disattenzione che accadono le tragedie.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Chiusa nella bara bianca, oggi 10 ottobre 2010, l’ultimo saluto a &lt;strong&gt;Sarah Scazzi: NON TI DIMENTICHEREMO MAI&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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&lt;div&gt;&lt;a expr:href='"http://www.addthis.com/bookmark.php?pub=anja&amp;amp;url=" + data:post.url + "&amp;amp;title=" + data:post.title' target='_blank' title='Bookmark and Share'&gt;&lt;img src='http://s9.addthis.com/button1-bm.gif' width='125' height='16' style='border: 0px; padding: 0px' alt='Bookmark and Share' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;&lt;a expr:href='"http://www.addthis.com/bookmark.php?pub=anja&amp;amp;url=" + data:post.url + "&amp;amp;title=" + data:post.title' target='_blank' title='Bookmark and Share'&gt;&lt;img src='http://s9.addthis.com/button1-bm.gif' width='125' height='16' style='border: 0px; padding: 0px' alt='Bookmark and Share' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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Ogni giorno, quando leggiamo il quotidiano o ascoltiamo le notizie al telegiornale, speriamo in cuor nostro che qualche altra donna non sia “caduta ” per mano di colui che sosteneva di amarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci auguriamo che questa carneficina sia cessata, invece, inesorabilmente, la notizia arriva puntuale come una pugnalata al cuore: un’altra donna è stata uccisa. Solo in quest’ultimo periodo ne sono state assassinate parecchie; la vita delle donne oggi sembra non avere più alcun valore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza citare le statistiche, diciamo che non sono solo le donne a morire in questa “mattanza”: qualcosa si spegne anche nell’animo dei loro figli, i fratelli, i genitori, gli amici, i parenti e tutti quelli che le hanno amate in vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sangue versato si trasforma in dolore immenso per chi rimane i quali si aggrappano all’illusione che la giustizia possa punire in modo esemplare i colpevoli di tanta crudeltà dando un po’ di sollievo alla loro sofferenza inconsolabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ahimè, la giustizia apre una nuova ferita nel loro cuore e altro dolore si aggiunge al dolore: le pene comminate agli assassini sono inadeguate al tipo di omicidio commesso. Gli sconti di pena e i benefici di cui godono gli assassini servono a tutelarli e così i loro massacri rimangono impuniti. Nessuno può arrogarsi il diritto di togliere la vita a un altro, la vita c’è donata da Dio e solo Lui può togliercela! La giustizia è chiamata a dare ordine alla vita sociale e a impedire che gli uomini possano uccidere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si può più continuare a vivere con un simile peso sul cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OGGI LE DONNE VIVONO NELLA PAURA DELLA VIOLENZA NON SOLO FUORI CASA MA ANCHE TRA LE MURA DOMESTICHE!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo diventati in tanti purtroppo a convivere con quest’angoscia, troppi perché nessuno possa più far finta di non “vederci”! Ma non siamo soli, gli omicidi delle donne sono un dolore e una preoccupazione condivisi dalla popolazione di tutto il Paese. Siamo stanchi di tanta ingiustizia e poca considerazione, vogliamo delle risposte concrete. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiediamo pene adeguate, severe e certe per questi efferati assassinii. Desideriamo che chi causi intenzionalmente la morte di una donna, sia condannato all’ergastolo. Scriviamo per dare voce a chi voce non può più avere: le donne uccise. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le donne devono essere tutelate soprattutto sotto il profilo dell’immagine: basta rappresentarle come un “corpo” da esibire e da vendere, basta con questa campagna che dipinge in modo negativo le ex mogli (molte donne sono uccise da ex mariti o compagni)! Vogliamo che ci sia riconosciuta la nostra dignità come persone, siamo o non siamo la metà della popolazione italiana?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci auguriamo anche che venga approvata la proposta di legge che prevede un sostegno alle vittime di reati violenti e che questo governo ci sostenga e non ci deluda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esci allo Scoperto&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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La formale indignazione e l'astratta dichiarazione di guerra alla violenza contro le donne da parte degli organi istituzionali non bastano a fermare un fenomeno i cui numeri sono quelli di una carneficina.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E se appare giusto fare una guerra culturale contro il fumo – tanto che se ora, in Italia, qualcuno si accende una sigaretta in un locale, anche privato, viene visto come un appestato –, non altrettanto prioritario appare riconsiderare il rapporto con la rappresentazione della figura femminile, anzi, l'essere conquistatore di donna è elevato a virtù negli incontri istituzionali.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Qui sta la miopia del sistema, che non riesce a vedere che la violenta prevaricazione del maschio sulla femmina viene quotidianamente alimentata dalla maniera in cui la donna viene considerata.Se un uomo arriva ad uccidere una donna, dietro il suo agire vi è un substrato culturale che lo “legittima” a farlo. Non è una questione di naturale superiorità fisica, perché così ragionando l'uomo dovrebbe esercitare la stessa violenza sugli anziani, sui bambini, e del resto, nel mondo animale, il maschio non uccide la femmina in quanto più debole, ma si confronta con un altro maschio. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il potere che l'uomo esercita sulla donna deriva dalla considerazione della stessa come una merce, priva di volontà, di cui egli può disporre. I messaggi sulla donna trasmessi televisivamente e sulla carta stampata sono inequivocabili. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La donna è un oggetto promozionale con espliciti fini di marketing, non c'è giornale “d'evasione” che non abbia in copertina una donna seminuda per promuoverne la vendita, non c'è programma televisivo che non abbia un'ampia coreografia di donne mute che indossano vestiti ridicoli per il diletto del pubblico maschile. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Non vi è pubblicità che non veda l'uso del corpo della donna per incentivare il consumo dei prodotti più disparati. La donna è merce e la mercificazione della donna la rende, agli occhi dell'uomo, un oggetto senza volontà, che egli può possedere e dalla quale non può e non deve accettare il rifiuto. Una rappresentazione della donna di questo tipo crea, culturalmente, un messaggio distorto sul rapporto di relazione con la stessa. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E' necessario modificare questa immagine della donna. Scuola, famiglia, istituzioni, stampa, media, programmazione televisiva, tutti devono farsi portatori e promotori di una immagine della donna non mercificata. Se non si fa questo ogni uomo, soprattutto che non abbia avuto una formazione scolastica od educativa e che si sia nutrito solo dei messaggi reiteratamente propinati dai media, non potrà comprendere l'esercizio di volontà della donna e, quando vedrà che lei non si sottometterà al suo volere, ne vorrà disporre fino ad ucciderla.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Quanto agli interventi possibili, sotto questo profilo culturale può essere utile valutare l'istituzione di un Garante che vigili sulla dignità della donna, sul modo in cui la stessa viene rappresentata, sullo spazio che le viene concesso per parlare, sulla strumentalizzazione dl corpo femminile a fini consumistici.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sotto il diverso profilo degli interventi immediati, le vittime della violenza vanno aiutate in tutto il percorso successivo allo stupro, alla violenza, a partire dai luoghi di prima accoglienza, di sostegno psicologico, dentro il processo ed economicamente laddove i responsabili non possano affrontare i dovuti risarcimenti.Proprio a tale ultimo proposito, bisogna sottolineare che esiste una proposta di legge in Parlamento che prevede la possibilità di un indennizzo a favore delle vittime di reati violenti nell'ipotesi in cui il responsabile non ne abbia la possibilità economica. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Tuttavia tale progetto di legge, che permetterebbe all'Italia anche di adeguarsi alla normativa europea ed in particolare alla Direttiva Comunitaria 2004/80/C sul sostegno alle vittime di reati violenti, giace prevaricato da intercettazioni e finanziaria. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Quindi, senza interventi sul piano culturale e dell'effettiva assistenza alle vittime, a poco varranno indignazione e nuove formule legislative volte a rinominare quella che, nelle varie forme, è sempre la solita violenza sulle donne.Dobbiamo impegnarci per una rivoluzione culturale che deve restituisca dignità alla donna. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Avv. Agnese Usai, Paola Caio e gruppo VITE SPEZZATE (escialloscoperto)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=244446190071&amp;amp;ref=mf#!/note.php?note_id=112562535462090&amp;amp;id=1577992351&amp;amp;ref=mf"&gt;http://www.facebook.com/group.php?gid=244446190071&amp;amp;ref=mf#!/note.php?note_id=112562535462090&amp;amp;id=1577992351&amp;amp;ref=mf&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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Sul sito "genitori sottratti", in pratica, si giustifica l'omicidio, a cui l'uomo sarebbe arrivato per esasperazione, ovvero la moglie sarebbe in realtà responsabile del gesto dell'uomo, che non va liquidato come un semplice omicidio, secondo l'associazione, perchè "occorre capire il dramma di questo uomo e comprendere perchè sia stato costretto ad agire in questo modo estremo, capire perchè abbia perso la pazienza".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà su Il messaggero leggiamo, "L'uomo, programmatore informatico che era seguito anche dai servizi psichiatrici del consorzio, accusava la moglie di avere “montato” le figlie contro i nonni paterni, dove avrebbe voluto sistemarle quando sarebbe toccato a lui accudirle". Non conosco il caso, e da ciò che si scrive non dovrebbe conoscerlo neppure l'associazione in questione, che però ha già deciso che l'uomo "va capito". Inutile sottolineare la gravità di simili affermazioni ma dobbiamo constatare che ormai troppo spesso la giusta battaglia per i diritti dei padri, si trasforma in realtà in una guerra alle donne, che raggiunge nei casi più estremi anche l'istigazione alla violenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo articolo non c'è una sola parola di compassione per una donna che, volenti o nolenti, è morta.Non c'è una critica alla gestione che è stata fatta della separazione di questa coppia in cui, certamente, qualche segnale di squilibrio l'uomo doveva aver già dato se è vero che da due anni era seguito dai servizi psichiatrici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In genere non si arriva a commettere un gesto di tale violenza senza dare segnali e dovremmo quindi chiederci come mai nessuno se ne sia mai accorto, oppure se si sarebbe potuto fare qualcosa per prevenirlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invito, quindi, chi si batte per i diritti dei padri a condannare il contenuto di questo articolo, come dovrebbero fare tutte le persone civili. L'odio non ha mai portato a nulla e, soprattutto, in casi come questi, la "difesa di genere " rischia di far perdere credibilità alle tante associazioni nate allo scopo di tutelare i diritti dei padri. Tra questi diritti, però, non credo sia compreso l'omicidio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ecco l'articolo trovato sul sito dell'associazione: "Genitori sottratti"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poliziotto uccide la moglie, a Torino&lt;br /&gt;Torino, 11 mag. (Adnkronos) -&lt;br /&gt;Ha accoltellato la moglie davanti a un'assistente sociale sferrandole, a quanto pare, una trentina di coltellate. E' accaduto questa mattina a Collegno (Torino) e i carabinieri hanno gia' arrestato l'autore del delitto. L'episodio e' accaduto al Cisap, il Consorzio intercomunale servizi alla persona dove la coppia si era recata per discutere di alcuni problemi famigliari. Improvvisamente l'uomo ha estratto un coltello e ha iniziato a colpire la moglie. Per la donna non c'e' stato nulla da fare. Immediatamente e' scattato l'allarme e i carabinieri sono intervenuti riuscendo a bloccare l'omicida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La discussione si è inasprita per via dell'affido delle due bambine, Ora, noi ci immaginiamo un ipotetico dialogo, disarmente e squallido, comune a migliaia di altri incredibili ed avvilenti dialoghi tutti uguali e vediamo l'assistente sociale difendere la parte debole di default: la madre, e raccontare all'uomo gli "spazi" in cui avrebbe dovuto ridurre le sue pretese e la sua genitorialità, ci immaginiamo e temiamo che proprio questo dialogo sia stato determinante per scatenare l'episodio-violento, questa "compressione" e successivo "annichilimento" che non sempre vengono accettati e sopportati senza battere ciglio, anche se migliaia di padri tacciono e masticano bile e muoiono "dentro", per tutta la vita, padri senza la pistola, mentre altri, come il poliziotto in causa, ci immaginiamo, abbia scelto di agire un gesto estremo, trascinando nella morte l'altro genitore e le sue , ci immaginiamo, assurde richieste di esclusività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un servitore dello stato, uno che, con grande probabilità chissà quante volte sarà stato chiamato a dissipare liti fra coniugi riguardanti situazioni come quella in cui si è trovato stavolta lui stesso. Poprio lui, ci immaginiamo che probabilmente già sapeva come vanno a finire per un padre queste cose. Ci immaginiamo i servizi sociali e la donna nell'atto di "tirare la corda al massimo" e sempre di conseguenza ci immaginiamo i germogli del dramma scoppiare in una situazione assai fertile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ecco balzare alla cronaca un fenomeno che non si può aggiudicare semplicemente a perdita di lucidità , occorre capire il dramma di questo uomo e comprendere perchè sia stato costretto ad agire in questo modo estremo, capire perchè abbia perso la pazienza, e comprendere l'habitat in cui il dramma stava crescendo, definire questa situazione prima di gridare banalmente all'assassinio, perchè sappiamo bene che queste forme di pazzia lucida, raramente hanno retroscena patologici, spesso sono indotte da situazioni di estremo stress o da comportamenti vessatori. Ci chiediamo se questo uomo verrà spedito all'ospedale psichiatrico per un tentativo di recupero come accade per l'80 percento delle madri assassine o, se una volta in cella, butteranno via le chiavi come accade al 90 percento degli uomini, un per l'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poichè ci immaginiamo... staremo a vedere gli sviluppi. Un pensiero va alle bambine, le piccole vittime di un circo famigliare simile a tantissimi altri, infiniti che continueranno a vedersi anche in futuro grazie alla "garanzia" di un clima che ha tutte le premesse per riproporsi sempre più frequentemente. La redazione "Non mi faceva vedere le mie figlie". E' la frase che ha ripetuto ossessivamente durante l'interrogatorio dai carabinieri dopo l'arresto.&lt;br /&gt;http://www.blogger.com/%3Ehttp://www.genitorisottratti.it/2010/05/poliziotto-uccide-la-moglie-torino.html%3C/a%3E&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/1984&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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Ambedue sono fatti ad immagine e somiglianza dell’Unico Dio Onnipotente Creatore (dal Genesi) che esprimono attraverso la individuale specifica costituzione fisica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È su questo principio che si fonda la parità tra donna e uomo; anzi il concetto stesso di parità è mortificante sia per la donna, sia per l’uomo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti tra esseri, tra componenti o realtà essenziali non si instaura mai un rapporto di forza, comunemente affermato da” primo” e “secondo”, e nemmeno se affermato da “uguale”, perché anche il concetto di uguaglianza mortifica l’individualità, la specificità e la stessa essenzialità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È anche scorretta e sbagliata l’affermazione che lo spirito è più importante dell’anima e viceversa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oppure squalificare il materialismo rapportato con lo spiritualismo, o squalificare – l`empirismo rapportato con l’idealismo – o viceversa. Perché si tratta sempre di elementi costituzionali del mondo in cui si vive. &lt;br /&gt;Altrettanto è scorretta l’affermazione che il marito è più importante o ha più autorevolezza della moglie, e viceversa. Fortunatamente queste aberrazioni sono state cancellate dai codici civili e religiosi dove erano affermate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È anche scorretto affermare che &lt;strong&gt;ambedue hanno uguale importanza&lt;/strong&gt;. Fondamentalmente l’uomo (marito) è uomo e si comporta attraverso la propria individualità maschile (possibilmente onesta e corretta), come la donna(moglie) è donna e si comporta attraverso la propria individualità femminile (possibilmente onesta e corretta).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pertanto uomo e donna hanno le stesse doti e gli stessi difetti e nell’ambito della vita di coppia la donna può adottare comportamenti difensivi di sé in occasione di eventuali comportamenti aggressivi o impositivi dell’uomo, il quale spesse volte mette in atto comportamenti autoritari. Infatti tra adulti la verità si propone, non si impone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I rapporti di forza tra componenti essenziali all’interno di una entità unitaria (marito e moglie costituiscono l’entità unitaria del matrimonio e l’entità unitaria della famiglia) negano o producono sempre delle ingiustizie comportamentali estreme, che distruggono l’entità stessa da loro costituita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti il matrimonio non è e non deve essere fatto di dipendenza o di sottomissione e nemmeno di uguaglianze, perché l’amore creativo avviene tra diversi e non tra uguali, come i due poli opposti (+ e -; positivo e negativo, l’unione che avviene attraverso la tensione; sarebbe assurdo affermare che il + è più importante del –, o viceversa; ecc), mentre due poli uguali, nello stesso campo magnetico si respingono. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O almeno è importante anche difendere delle differenze all’interno dell’uguaglianza. Cioè: fare delle cose insieme non significa fare tutto insieme; avere delle idee in comune non significa avere tutte le idee in comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Semmai nella vita di coppia i comportamenti reciproci sono purtroppo reattivi ai tipi di comportamenti adottati dall’uno e dall’altro; agire in senso reattivo è spesso un male, perchè favorisce la perdita dell’autocontrollo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti molte volte ci si pente di come si ha reagito; mentre sarebbe importante agire in senso selettivo, perché è riflessivo ed è esercizio di autocontrollo, attraverso il quale difficilmente si sbaglia o si prendono decisioni che poi si rivelano sbagliate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Circa l’onnipotenza divina, attraverso la quale l’uomo e la donna sono fatti ad immagine e somiglianza con il proprio Dio Creatore, è confermata dal Cristo, quando dice ”&lt;em&gt;voi vi meravigliate che io guarisco i malati con la parola! Ma quello che faccio io lo potete fare anche voi, se aveste fiducia in voi stessi; anzi potreste dire quella montagna: spostati! che si sposta&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo è difficile credere e avere fiducia in noi stessi, ma i pochi (normalmente proclamati santi), che hanno creduto in se stessi e che hanno creduto nella presenza di Dio in se, attraverso l’immagine e somiglianza di Lui: hanno fatto ciò che noi chiamiamo “miracoli”. &lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Comunque potenzialmente tutti siamo onnipotenti come Dio è Onnipotente, capaci di fare tanto bene e purtroppo anche capaci di fare tanto male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo l’amore coniugale è percepito come dovere e limitazione della propria libertà, e la visione distorta e mortificante dovrebbe essere sostituita dalla visione di amore libero che lascia liberi, come Dio ha data la libertà all’uomo che ama, perché solo la libertà fa scoprire e scegliere la verità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questa argomentazione e dimostrazione smentisco le alterazioni costituzionali che qualcuno pretende di affermare, senza alcuna dimostrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Dott. G. Basso, psicologo&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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Oggi viene messa spesso in discussione la competenza di una madre da un provvedimento autoritario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti noi abbiamo consapevolezza di quanto sia importante poter avere nella nostra vita la guida di entrambe le figure genitoriali, meglio se in accordo tra di loro. Ma non sempre questo è possibile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’affido condiviso non è, a mio giudizio, la panacea ai conflitti tra i coniugi che si lasciano. Le statistiche dicono che il 54% dei casi di separazione sono causati da problemi di violenza fisica, psicologica, sessuale ed economica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’affidamento condiviso ha la pretesa di conciliare l’inconciliabile e costringe (con l’imposizione della legge) i partner a vedersi e a sentirsi di continuo per decidere l’organizzazione della vita quotidiana dei figli minori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa legge è un’ulteriore arma nelle mani di quei partner violenti e rancorosi perché permette loro di avere maggiore controllo e “accesso” nella vita delle loro ex compagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi veniamo informati, purtroppo quotidianamente, di storie che sfociano in tragedie, nelle quali a essere coinvolti sono spesso donne e bambini senza tutela e dove il fatto di poter incontrare l’altro genitore, ha permesso di compiere la vendetta sull’ex partner.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo senso credo che non si possano valutare e trattare tutte le cause di separazione allo stesso modo. L’affido condiviso va bene nelle cause di separazione non conflittuali, mentre nelle altre sopra citate è, a mio avviso, la soluzione peggiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mediazione familiare forzata è improponibile nei casi di situazioni in cui si verifichino episodi di violenza o di stalking. Oggi invece gli operatori sociali trattano i casi di violenza e quelli di normale litigiosità allo stesso modo non facendo alcuna distinzione e pretendendo anzi un rapporto collaborativo tra gli ex partner laddove non esistono neppure i presupposti perché ciò si verifichi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo, secondo me, oltre a esporre le donne a maggiori rischi, le si vede accusate e addebitate della mancanza di collaborazione con l’ex compagno. Arrivando addirittura a togliere loro i figli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La legge italiana oggi, anziché tutelare le donne già vittime di uomini violenti e/o persecutori, le punisce per non essere in grado di difendersi. E’ una situazione paradossale e assurda che secondo me merita una riflessione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;****************************************************************************************&lt;br /&gt;http://simonapletto.wordpress.com/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.facebook.com/group.php?gid=107222978671&amp;ref=search#/group.php?gid=60210008156&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://escialloscoperto.blogspot.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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Dopo l'articolo di ieri sullo stalking che in alcuni casi è anche femminile, si è discusso un po'. Ecco, ad esempio, che cosa ha scritto il blog 'Femminismo a Sud':&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;strong&gt;Leggo un articolo&lt;/strong&gt; di Flavia Amabile che parla di stalking commesso da donne. Il dato si basa sulle denunce elaborate dalle questure e di sicuro non mi sconvolge che i maschi abbiano approfittato della legge per trattare da folli e ancora più da cattive le donne alle quali fanno del male. Tra queste c'è sicuramente qualcuna che eccede nelle modalità di relazione e sbaglia come sbaglia chiunque tenti in ogni modo possibile di attirare l'attenzione su di se' con persone che evidentemente non hanno voglia di proseguire quel rapporto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quello che non mi piace&lt;/strong&gt; dell'articolo riguarda innazitutto la dichiarazione dello psichiatra che sembrerebbe giustificare il comportamento maschile generalmente più violento. Non è un caso infatti che ad oggi non ci sia nessuna donna che abbia fatto del male fisicamente ad un uomo mentre è assai frequente, nella media di una ogni due giorni, e parliamo solo dell'italia, che l'uomo uccida la propria ex. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come dire&lt;/strong&gt;: una cosa è provare ad attirare l'attenzione e un'altra perseguitare la propria ex progettando di rovinarle la vita o addirittura di ucciderla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Leggo un'altra cosa&lt;/strong&gt; che non mi piace e si riferisce alla denuncia di qualcuno che non ha sopportato la ex in un bisticcio di affidi e bambini. Qui ho bisogno di spegnere la testa tanto suona forte il campanello di allarme e mi viene in mente tutta la serie di odiose questioni che pongono i padri separati. Odiose nella misura in cui vorrebbero che le madri sparissero dalla faccia della terra, intenti a fare loro i dispetti e a raffinare lo stalking in modalità assai più articolata: cosa c'è di meglio che rendere la vita impossibile alla propria ex facendola soffrire come un cane togliendole i figli? E quale occasione migliore di togliersele dalle balle che denunciarle per stalking? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lungi da me giustificare&lt;/strong&gt; comportamenti scorretti e persecutori ma se Flavia Amabile fa il suo mestiere riportando fedelmente le dichiarazioni di ministra e psichiatra sta a noi commentare senza paura di apparire parziali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Di cosa stiamo parlando&lt;/strong&gt;? Di una legge pubblicizzata come fosse la panacea di tutti i mali mentre è chiaro a tutte quanto sia insufficiente. Solo l'altro ieri un uomo ai domiciliari per stalking è comodamente uscito fuori di casa - i media in modo ridicolo hanno detto che era evaso come se fosse difficile "evadere" da casa - ed è andato a sparare alla ex moglie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lo stalking di cui parliamo&lt;/strong&gt; è tutta quella modalità di persecuzione che serve all'uomo per uccidere socialmente o fisicamente una donna. Per privarla della propria vita, della libertà di uscire, lavorare, amare ancora, vivere. E non c'entra un bel niente la differenza che lo psichiatra attribuisce a donne e uomini, le une giudicate più riflessive e gli altri più orientati alla guerra. Dove l'ha letto? Sui cioccolattini? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le donne sono aggressive&lt;/strong&gt; e se mostrano di esserlo vengono criminalizzate e definite poco femminili e bulle. Le donne sanno difendersi ma non devono perchè c'è l'uomo che dovrà farlo per lei. Le donne vengono mantenute in stato di "riflessività" perchè non possono fare altro. Gli uomini invece sono legittimati ad essere stronzi, codardi, egoisti, aggressivi, violenti. E' una legittimazione sociale, culturale e come si può vedere anche psichiatrica. Non esiste l'uomo violento in natura come non esiste la donna riflessiva in natura. L'uomo non è naturalmente femminicida, non ha geni che lo rendono un assassino perchè la memoria della violenza si trasferisce di eredità in eredità e sono le famiglie l'anello di trasmissione e in quelle famiglie ci siamo anche noi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'uomo perseguita in modo violento&lt;/strong&gt;, lo fa per uccidere, per privare della vita qualcun'altra e lo fa perchè è legittimato socialmente e culturalmente a farlo, perchè l'italia è una repubblica basata sul sessismo e la carfagna ne è la massima rappresentante giacchè occupa il posto di ministro non certo per le sue capacità e la sua esperienza politica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Perciò la domanda sorge spontanea&lt;/strong&gt;: come si sta valutando la questione? Che diamine stanno facendo le questure? Che tipo di denunce accolgono? Sanno costoro cos'è lo stalking? E' una cosa ben definita? Preventiva di femminicidi, atti violenti? O è di tutto un po'? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Telefonare all'ex marito&lt;/strong&gt; che non ti riporta il figlio in orario per farlo andare a letto, viene considerato stalking? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rispondere in privato&lt;/strong&gt; ad un messaggio di qualcuno che ti sta molestando in pubblico, in un forum, in un social network, chiedendogli gentilmente di smettere, è stalking? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lo chiedo perchè l'atteggiamento&lt;/strong&gt; di certi individui è esattamente questo. Lui lascia diversi messaggi in pubblico. Insiste, prova ad attirare l'attenzione di altre persone sulla cosa che a lui interessa perchè tutti devono sapere e se gli scrivi in privato per chiedergli di smettere lui ti dice: "Smettila di molestarmi, non voglio ricevere messaggi da te!". Questo atteggiamento secondo voi cos'è? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Poi ci sono quelli&lt;/strong&gt; che si sentono in diritto di spammarti e molestarti fino allo sfinimento perchè tu DEVI ascoltarli e DEVI permettergli di venire a pisciare sul tuo blog. Come ti permetti tu, donna, di non concedere il lasciapassare a lor signori che tutto possono e tutto immaginano di poter pretendere? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In quel caso le richieste gentili&lt;/strong&gt;, gli appelli, non funzionano. Se alla fine gli dici che provvederai legittimamente a difenderti allora parlano di "donne aggressive". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Certo di cretini&lt;/strong&gt; è pieno il mondo e questo non ci impedisce comunque di continuare a fare il lavoro che facciamo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tornando all'argomento&lt;/strong&gt; del post: di cosa è fatto lo stalking delle donne? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dicevamo, non si può negare&lt;/strong&gt; che le donne assumano atteggiamenti ossessivi nei confronti di alcune persone ma parliamo di un fenomeno completamente diverso che difficilmente può portare alla morte fisica di una persona. Ovvio che la violenza psicologica e la molestia sono cose gravi da considerare e dunque parliamone. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La maggior parte delle donne &lt;/strong&gt;attuano forme di aggressività indiretta. La strategia è la stessa del mobbing. Le donne possono agire in branco o comunque sobillate da una singola che è quella che ha motivi di astio personali contro il soggetto che prenderanno di mira. A partire da QUI troverete una serie di link utili a comprendere qualcosa sull'argomento. Perchè per parlarne bisogna avere cognizione di causa. E QUI c'è un gruppo facebook fondato per ragionarne soprattutto con le donne che ne avessero voglia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Teoria a parte&lt;/strong&gt; potrei parlarvi delle storie che altre mi hanno raccontato a questo proposito. Ce n'è soprattutto una che si esplicita nella solita maniera in cui si svelano queste dinamiche: nell'anonimato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale strumento migliore di internet per mettere in atto strategie di aggressività indiretta? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La modalità è abbastanza banale&lt;/strong&gt; e abbiamo visto che viene utilizzata in molte altre situazioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Due donne hanno dei problemi di relazione&lt;/strong&gt;. Una ha delle qualità che la rendono in qualche modo irraggiungibile e l'altra è una donna abbastanza acida e mediocre che prima tenta di entrare nelle grazie della prima e non essendoci riuscita attua una linea di competizione che punta dritta alla distruzione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tenete conto&lt;/strong&gt; che tutto ciò accade nella mente del soggetto competitivo mentre l'altra di tutto quanto non saprà nulla fino a che non si renderà conto di essere oggetto di inspiegabili aggressioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ciò che non si può possedere&lt;/strong&gt; bisogna raggiungerlo, sorpassarlo e ciò che non si riesce a raggiungere bisogna distruggerlo. Questa è la filosofia di massima che sta dietro questi atteggiamenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La persecutrice si sente trascurata&lt;/strong&gt;, esclusa e nel suo egocentrismo comincia perciò a usare la rete di conoscenze comune per diffondere bugie da denuncia penale, roba pesante, attribuisce alla protagonista della storia persino dei reati gravi ed è su questi fatti che si ritaglia una specie di complicità con altre persone che pur sapendo quanto sia improbabile tutto quello che viene detto agiscono comunque da soggetti terzi, indifferenti, testimoni passivi della persecuzione. Nel bullismo i soggetti terzi hanno una funzione specifica perchè contribuiscono ad attivare linee di continuità con il gioco molesto che la persecutrice porta avanti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La persona molestata&lt;/strong&gt; continua a fare la sua vita e ottiene dei risultati personali, qualche riconoscimento, si realizza nel lavoro e anche nella vita privata. Fa tutto ciò che la persecutrice vorrebbe fare ma invece che chiamarla per dirle "sai, da una decina d'anni io sto morendo di invidia per te" attivando meccanismi di disgelo invece che continuare a nutrire la sua ossessione, provvede ad alzare il tiro delle molestie e comincia a lasciare messaggi anonimi su internet violando pesantemente la privacy dell'altra, mettendo in piazza nome e cognome, numero di telefono, indirizzo, informazioni private impastate alle sue distorsioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La vittima di tutta questa faccenda&lt;/strong&gt; ovviamente a quel punto sa di quanto sta accadendo ma non sa di chi si tratta. Nella sua ingenuità non le viene neppure in mente di associare quelle molestie anonime ai pettegolezzi messi in giro qualche tempo prima. Oltretutto non ha avuto il tempo di dedicarci grande attenzione perchè nel frattempo ha anche avuto un figlio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lei si rivolge al garante della privacy&lt;/strong&gt;, scrive ai contatti internet responsabili delle pagine in cui appaiono quelle notizie chiedendone la rimozione. In poco tempo la molestatrice viene bannata da una serie di spazi e tuttavia continua e insiste. Fa di più: comincia a scriverle messaggi anonimi e li manda via mail e in un sito pubblico in cui la sua vittima ogni tanto scambia degli appunti professionali con colleghi e colleghe. Vuole essere certa che tutti e tutte sappiano e vuole distruggerla, rovinarla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E' a quel punto che la persona&lt;/strong&gt; di cui parliamo è obbligata a fare una denuncia alla polizia postale. Denunciare un persecutore o una persecutrice anonima su internet è un atto di resa, un modo di consegnare la propria vita alle forze dell'ordine sapendo di diventare un numero al quale sarà sottratta privacy e la sicurezza che deriva dal risolvere le questioni da sole. Perciò noi ragioniamo di autodifesa digitale perchè bisogna trovare una alternativa che ci veda protagoniste e in grado di difenderci. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In ogni caso la nostra storia&lt;/strong&gt; finisce con una denuncia per diffamazione. La postale becca l'ip, l'indirizzo dal quale la persecutrice scriveva, e la accusa formalmente di tutta l'attività diffamatoria - giacchè nel periodo di cui parliamo lo stalking non era ancora considerato un reato - tutto quanto poi sarebbe diventato una causa in tribunale. Fu allora che la vittima di queste molestie seppe e provò una gran pena per questa donna che le stava rovinando la vita. La persecutrice fu sottoposta a restrizioni e cessò di fare quello che aveva fatto fino a quel momento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sapete perchè&lt;/strong&gt;? Semplicemente perchè la molestia, il bullismo, il mobbing, lo stalking, in qualunque modo vogliate chiamarlo, si nutre di un conflitto indiretto, vigliacco, agito di nascosto. Quando viene portato alla luce, se la persona è obbligata ad affrontare il conflitto in modo diretto, con tanto di firma, nome e cognome, consapevole delle conseguenze ma anche nell'impossibilità di alimentare bugie guardando negli occhi la persona che ne è oggetto, allora tutto improvvisamente smette o assume modalità diverse. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In questo i maschi&lt;/strong&gt; purtroppo sono bravissimi perchè riescono ad ammantare di dignità teorica fior di intimidazioni e di concetti che istigano alla violenza contro le donne esattamente come i fascisti rincoglioniscono il mondo con chiacchiere revisioniste e bugie di ogni tipo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I maschi in questo sono allenati&lt;/strong&gt; perchè è da secoli che sono obbligati a difendersi in pubblico da accuse di molestia. Mentono sapendo di mentire e fanno passare la loro vittima come una partecipe e consensuale "battona" propensa allo stupro o una donnetta che inventa accuse di molestia che loro sostengono non essere vere. La lezione di Dominique, la ragazza di catania che ha denunciato il suo docente universitario che chiedeva prestazioni sessuali in cambio di buoni voti, rimane esemplare a far capire il comportamento di certi maschi, molesti in privato e rigira frittate e bugiardi in pubblico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un consiglio&lt;/strong&gt;? Che siano molestatori e molestatrici anonimi/e poco importa perchè alla lunga tra molestat@ e molestatrice si stabilisce una "relazione", una sorta di empatia che vi fa comprendere sempre chi è l'anonim@ che lascia messaggi su ogni parete libera. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rivolgetevi a loro&lt;/strong&gt;, in modo diretto, invitateli/e a discuterne. Agite il conflitto per determinarne le sorti. Se agite da vittime sarete solo vittime. Se agite da donne che non si crogiolano nel ruolo di vittima ma intendono prendere in mano la propria vita senza cederla alla prima intimidazione di turno allora bisogna affrontare la questione con tutte le prudenze del caso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E' chiaro che se c'è una persona&lt;/strong&gt; che vi scrive allora voi scriverete, se c'è una persona che parla voi parlerete, se c'è una persona che vi vuole ammazzare, lo stalker, il vostro ex, sappiate che non c'è nulla da dire e dovete semplicemente stargli lontane. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La differenza tra mobbing, bullismo e la persecuzione&lt;/strong&gt; finalizzata ad uccidervi sta tutta qui. Il mobbing se lo affronti in modo diretto hai una speranza di risolverlo. Non la certezza, ho detto la speranza, quindi prudenza sempre. La persecuzione non la risolvete mai perchè l'unico modo che avete di risolverlo è quello di rinunciare alla vostra vita, di continuare a sottoporvi a violenze fino a che arriverà comunque il momento per voi di crepare per mano di quell'uomo. Stategli lontane e se non ce la fate da sole in quel caso non abbiate paura a chiedere aiuto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Chiedere aiuto ad un centro antiviolenza&lt;/strong&gt; è essenziale perchè contro un uomo che vi vuole ammazzare non potete combattere da sole. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mi raccomando amiche mie&lt;/strong&gt;. Abbiate cura di voi." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=124&amp;ID_articolo=771&amp;ID_sezione=274&amp;sezione=&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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Non &lt;br /&gt;accettava la fine della relazione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PESCARA&lt;br /&gt;Ancora senza esito le ricerche di Michele Lambiase l’uomo di 47 anni, originario di Foggia, che nella serata di sabato ha tentato di uccidere con una pistola calibro 765 la ex compagna e il suo fidanzato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Teatro di questo duplice tentativo di omicidio è stato Montesilvano (Pescara) ad una decina di chilometri di distanza da Silvi Marina dove la donna si era trasferita, in casa dei genitori, con il figlioletto di 4 anni dopo l’arresto per stalking del suo ex compagno. Lambiase era stato destinato agli arresti domiciliari proprio a Foggia nella sua terra d’origine, poi la violazione del provvedimento e la corsa per rintracciare la sua ex compagna e mettere in essere il suo piano scellerato. Ora le forze dell’ordine stanno setacciando l’intero territorio per cercare di scovarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il fenomeno&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ex compagni di vita che pedinano, minacciano, subissano di sms, aggrediscono: solo oggi sono venuti alla luce tre casi, a Cecina (Livorno), Montecchio (Reggio Emilia) e Montesilvano (Pescara). Quando va abbastanza bene, come nel livornese e nel reggiano, le donne vivono da recluse, escono solo se scortate, cadono in un profondo stato di ansia, mentre l’uomo viene arrestato per stalking. Quando va male, avviene come la scorsa notte nel pescarese: lei in ospedale con il viso sfigurato da un colpo di pistola; il suo ex in fuga; il nuovo compagno ferito tanto gravemente da perdere un rene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;"Un'aggressione annunciata"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Un duplice tentativo di omicidio annunciato, secondo le forze dell’ordine, quello della scorsa notte a Montesilvano. In un mese e mezzo il magistrato era già intervenuto due volte. A ottobre, con un divieto di dimora per lui a Silvi Marina (Teramo), dove la ex coppia - con un bimbo di quasi 4 anni - aveva vissuto in passato e dove ora lei era stata costretta, dalla paura, a trasferirsi a casa dei genitori. Venerdì scorso, con un provvedimento di arresti domiciliari nella sua abitazione foggiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'identikit del fuggiasco&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L’uomo, Michele Lambiase, 47 anni, 16 più di lei, è conosciuto come una persona violenta. L'altra sera, secondo la ricostruzione dei Carabinieri, raggiunge l’abitazione dei genitori di lei, a Silvi. Travestito, con una parrucca bionda, spia. La vede uscire di casa, prendere la sua auto e dirigersi verso Sud. La segue fino a Montesilvano, aspetta che lei lasci la sua auto in un parcheggio e salga su quella del fidanzato, poi spalanca lo sportello e spara con una pistola calibro 7.65. Nonostante le ferite il compagno della donna riesce a mettere in moto ed a raggiungere la vicina caserma dei carabinieri per chiedere aiuto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tre anni di paura&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Michele Lambiase fugge. Ora lo cercano tra gli amici che aveva a Silvi, ma anche tra i parenti che ha a Foggia. Difficile sapere quale auto abbia usato e, quindi, cercare. Le indagini dei carabinieri hanno accertato che le precedenti aggressioni subite dalla giovane donna sono sempre state fatte con autovetture diverse, a volte prese in prestito da amici e parenti, altre prese a noleggio. Insieme erano stati circa tre anni. Poi la rottura, da lui mai accettata. Minacce, un tentativo di violenza sessuale, l’esigenza di controllarla sempre, fino al gesto della scorsa notte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200911articoli/49227girata.asp&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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Stessi nomi e stesso tragico destino di morte. &lt;strong&gt;Uccise entrambe dai loro compagni di vita&lt;/strong&gt;: una ammazzata di botte, dopo che ne aveva prese tante per tanto tempo, l'altra accoltellata sei volte perchè era incinta e non voleva sposare il padre del suo bambino (il fidanzato ha persino dato fuoco al corpo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le loro mamme (&lt;strong&gt;Paola Caio&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Maria Teresa D'Abdon&lt;/strong&gt;), con grande coraggio, stanno manifestando da ieri davanti al carcere di San Vittore con altri membri dell'Associazione Italiana Vittime della Violenza, molti dei quali hanno perso familiari per mani di folli assassini. Stanno facendo anche uno sciopero della fame per farsi ascoltare dal ministro Alfano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Protestano contro la facilità di scarcerazione di criminali del genere, che una volta in galera si fanno qualche anno, poi, si comportano bene in carcere, fanno i detenuti modello, vanno a messa e ricevono permessi premio. Cosa che contrasta con l'atrocità di quello che hanno commesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'&lt;strong&gt;Associazione Italiana Vittime della Violenza&lt;/strong&gt; vuole mettere in guardia, perchè non è la prima volta che capitano cose del genere. E le loro due figlie non sono le sole ad essere state uccise da compagni incapaci di reggere l' "affronto" della separazione o da compagni violenti, o dediti all'abuso di sostanze di vario genere. E' uno stillicidio continuo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I loro nomi fanno scalpore per pochi giorni e poi tutto finisce nel dimenticatoio. Ma una madre e un padre non dimenticano: le due Moniche come Jennifer Zacconi, Antonella Multari, Deborah Rizzato o Stella Palermo. Molte di queste storie sono state raccontate nella trasmissione di Rai Tre Amore Criminale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Donne che non vengono difese&lt;/strong&gt;: donne che denunciano decine di volte le botte, le minacce, le telefonate in cui questi futuri assassini le minacciano di morte (basta leggere le trascrizioni di quelle di Antonella Multari per farsi un'idea della pericolosità di questi pazzi). Le diffide non bastano, non basta un foglietto che "obblighi" i delinquenti a tenersi lontani a tot metri. Basta guardare le pagine di cronaca. I segnali di allarme sono molti, ma sembrano ignorati. Fino alla tragedia finale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta in galera però gli assassini devono scontare ogni singolo giorno di carcere, senza sconti nè premi. E' questo che chiedono Maria Teresa D'Abdon e Paola Caio  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://milano.blogosfere.it/2008/10/maria-teresa-dabdon-e-paola-caio-due-mamme-chiedono-giustizia-per-la-morte-delle-figlie-davanti-a-sa.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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I mattinali dei carabinieri raccontano tre nuove storie di donne molestate e abusate. E di uomini per nulla intimoriti dalle nuove norme contro lo stalking e contro la violenza sessuale, la cui applicazione concreta e formale potrebbe dare la stura a critiche e polemiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Angela&lt;/strong&gt;, 32 anni, credeva di essersi liberata di Raffaele, l´ex fidanzato di 33 anni manesco e ossessivo. Il primo giugno lo aveva accusato di stalking. Arrestato in flagranza di reato e ammesso ai domiciliari, formalmente invitato a stare alla larga dalla vittima, l´uomo un mese dopo ha riacquistato la libertà e le vecchie abitudini. Mercoledì sera ha caricato in auto la ex compagna, l´ha picchiata, l´ha costretta a fare sesso. Giovedì mattina è tornato ad assediarla a casa, a San Mauro. Angela ha chiamato i carabinieri prima che lui riuscisse a sfondare la porta, ha denunciato tutto e di nuovo lo ha fatto finire in carcere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche &lt;strong&gt;Cristina&lt;/strong&gt;, 27 anni e origini romene, è stata riscagliata in un incubo da un uomo che conosceva bene e dal quale era fuggita nel 2006 dopo un burrascoso fidanzamento. Nella primavera 2007 lui l´aveva cercata, trovata, punita. Tre cicatrici sul volto, i segni degli sfregi lasciati da una lametta, e un calvario di interventi chirurgici. Giovedì sera la donna è uscita dal bagno nel suo alloggio al quartiere San Donato e se lo è trovato davanti, seduto sul divano, ubriaco, cattivo. «Sono venuto dalla Romania per toglierti gli occhi, per ammazzarti - le ha urlato, tagliandole la maglietta che aveva addosso con un coltello - Devi stare con me, mi devi ospitare. Tu lavori e mi dai i soldi. Devi rubare con me e per me». Cristina, terrorizzata, si è dovuta rassegnare a subire un rapporto. Poi, quando lui si è addormentato, è corsa dai carabinieri. Costean, ancora appisolato, è stato svegliato dai militari e portato via in manette. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per &lt;strong&gt;Elena&lt;/strong&gt;, 19 anni appena, romena anche lei, il supplizio è cominciato con un incontro casuale per strada, un paio di settimane fa. Un connazionale di 34 anni con un trucco le ha carpito il numero di cellulare, usato tempestarla di messaggi e chiamate. Poi è andato oltre. Botte in pubblico. Imboscate. Intimidazioni. «Sono potente e ho amici importanti, pericolosi. Se non fai come dico io, ti manderanno a battere». Possibile? Verosimile? Lei, giovane, candida, gli ha creduto. Per paura è andata a letto con il molestatore, Corneliu, denunciato, rintracciato in un bar dai carabinieri di Po Vanchiglia e arrestato. La ragazza, come le altre due ultime donne abusate, è stata ritenuta credibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lorenza Pleuteri&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;(20 settembre 2009)&lt;br /&gt;http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/libero-dopo-lo-stalking-violenta-la-sua-ex/2110264&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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Da quando è entrato in vigore il disegno di legge sullo stalking nel nostro Paese non è più trascorso un giorno senza che non vi fossero almeno dieci denunce. Regione per regione, città per città, il provvedimento firmato dai ministri Alfano e Carfagna - approvato lo scorso febbraio - ha provocato più o meno ovunque lo stesso effetto: numerose segnalazioni alla magistratura e, in molti casi, porte del carcere che si aprono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si va dai 128 casi denunciati nel Lazio ai 242 della Lombardia, dai 58 dell'Abruzzo ai 159 della Toscana, per un totale di quasi duecento arresti: oltre il venti per cento dei colpevoli, tra l'altro, è donna. Il disegno di legge, fortemente voluto dal ministro per le Pari Opportunità e approvato a larga maggioranza dal Parlamento, ha introdotto nel nostro ordinamento il reato di molestie insistenti o «atti persecutori». Tra le misure è previsto il carcere fino a quattro anni, aggravanti se il fatto è commesso contro una ex moglie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;o un minore, possibilità di vietare, alla persona ritenuta colpevole, di avvicinarsi ai luoghi dove vive o lavora la persona offesa. Nel provvedimento varato, si stabilisce che il reato consiste nel «porre in essere minacce reiterate o molestie con atti tali da creare nella vittima un perdurante stato di ansia o paura o un fondato timore per l'incolumità propria o di persona legata da relazione affettiva o a costringerlo ad alterare le proprie abitudini di vita». Molte delle prime denunce riguardavano proprio telefonate o sms sgraditi, pedinamenti e minacce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un momento in cui l'argomento «molestie sessuali» è tornato all'ordine del giorno del dibattito politico dopo la polemica attorno alle vicende giudiziarie del direttore di «Avvenire», Dino Boffo, e alla vigilia del G8 contro la violenza sulle donne in programma la prossima settimana alla Farnesina, la fotografia scattata sui primi casi di reato di stalking in Italia evidenzia come si tratti di un fenomeno molto più diffuso di quanto si potesse immaginare. Secondo i dati provvisori, elaborati dalle forze dell'ordine e che arrivano fino al 30 giugno, la Regione con più casi di stalking è la Lombardia: 209 persone denunciate e 17 arresti compiuti. Seguono la Toscana con 158 denunce e 25 persone arrestate e, appunto, il Lazio, con 126 casi e 11 persone tradotte in carcere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«L'introduzione del reato di stalking mette l'Italia al passo con i Paesi più avanzati del mondo che avevano già legiferato in proposito», aveva detto il ministro Carfagna subito dopo l'approvazione del disegno di legge. «La tutela delle vittime delle molestie insistenti è necessaria soprattutto per prevenire reati ben più gravi, come la violenza sessuale o gli omicidi passionali». Ora aggiunge: «I numeri dimostrano che c'era assoluto bisogno di questa legge». Per l'Osservatorio nazionale stalking, infatti, le molestie in un caso su due sono a opera di ex mariti, ex conviventi, ex fidanzati, ma possono essere compiute anche da conoscenti, colleghi o estranei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando alla mappatura, la Regione con meno stalkers risulta essere, al momento, la Valle d'Aosta: solo 3 casi fino a giugno, un solo arresto. Anche al Sud il quadro è più o meno lo stesso. Si passa dalle 88 denunce presentate in Calabria ai 148 casi della Sicilia. Nel G8 della prossima settimana, dedicato al fenomeno della violenza sulle donne, ci sarà un'intera sessione sul fenomeno dello stalking calato nella vita quotidiana. A presiedere il dibattito il ministro le Pari Opportunità spagnolo Bibiana Aìdo Almagro: 32 anni, tra gli esponenti di governo più giovani e che di recente ha prodotto un video musicale contro il fenomeno degli stupri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/09/03/1065509-stalking_arresti_soli_mesi.shtml&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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Per l'Adoc sarà il terzo sportello attivo, dopo quello virtuale di Roma e il territoriale di Perugia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Dall'attivazione dello sportello anti-stalking, sia online che a Perugia, abbiamo ricevuto centinaia di segnalazioni - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'&lt;strong&gt;Adoc&lt;/strong&gt; - e dal prossimo 24 luglio sarà attivo anche il primo sportello del Sud, presso la sede Adoc di Potenza. Dalle rilevazioni finora effettuate, risulta che il 22% delle persone che si sono rivolte allo sportello online sono proprio stalker. Molti persecutori non sanno di esserlo, e ci chiedono se loro azioni da ritenersi un reato o meno. Il 95% degli stalker sono persone normali, che non presentano nessuna patologia psichica grave. C'è quindi una difficoltà a rendersi conto di essere un persecutore. Altro dato interessante è il fatto che il 15% delle vittime sono uomini. Riteniamo sia un dato sottostimato, data la reticenza dell'uomo ad ammettere di essere vittima di tale reato. Per quanto concerne la tipologia di atti persecutori, nel 35% dei casi lo stalking si è manifestato attraverso telefonate, sia quelle andate a buon fine che quelle senza risposta, i cosiddetti squilli. Su questo campo sorge un problema non di poco conto, in quanto i gestori telefonici conservano, per un congruo tempo di 5 anni, i dati di tutte le chiamate ad esclusione proprio di quelle senza risposta. Come conseguenza, la Polizia non può risalire allo stalker da queste chiamate. E' un problema serio, che va affrontato con urgenza, dato che molti utenti hanno denunciato questa modalità di persecuzione. Per i restanti casi, il 10% è costituito da appostamenti e citofonate presso l'abitazione di proprietà e/o l'ufficio, un altro 10% è rappresentato da diffamazioni e dichiarazioni di scherno e offensive lasciate su blog e social network. In questi casi, la maggior parte degli episodi riguarda problemi sorti tra condomini. Nel 25% dei casi la molestia è avvenuta tramite mail e sms. Sono episodi difficili da catalogare, in quanto poche mail o messaggi possono non essere considerati reato, ma una moltitudine degli stessi potrebbe essere intesa come persecuzione. E' da rilevare che su questo tipo di atti persecutori si concentra la maggior parte delle informazioni richieste dagli stalker ai nostri operatori, che chiedono quando l'invio di messaggi possa ritenersi un reato. Il restante 20% dei casi riguarda episodi vari, tra cui il furto d'identità o personalità, un fenomeno sempre più diffuso e grave. Pensiamo alla possibile creazione di pagine false su blog o social network come Facebook. In questo caso le opinioni espresse o le foto condivise dal falso proprietario potrebbero provocare un forte disagio sociale alla vittima, tanto da sfociare in stress, ansia o depressione."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Adoc è importante operare soprattutto sull'informazione e sull'educazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Vogliamo porre l'attenzione non solo sul fattore punibilità del reato ma anche sulla sua prevenzione - conclude Pileri - è importante far sviluppare questa cultura nei cittadini, far capire loro che determinati comportamenti sono sbagliati o possono costituire reato, al fine di far ravvedere per tempo le persone che si comportano in tale maniera. Vorremmo, in tal senso, che si attivassero campagne condivise con Enti nazionali e locali per l'informazione e l'educazione in materia, fin dalle prime classi della scuola, dove già sono presenti episodi di bullismo. Il bullo di oggi potrà essere lo stalker di domani, è bene quindi evitare l'insorgere di tale possibilità e fermare la diffusione del fenomeno stalking e del bullismo stesso."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dati Sportello Online&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;% &lt;span style="color:#6666cc;"&gt;&lt;strong&gt;vittime uomini: 15%&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;% &lt;span style="color:#6666cc;"&gt;&lt;strong&gt;stalker: 22%&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Tipologia stalking Casi %&lt;/strong&gt; :&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Telefonate e squilli 35%&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mail/sms 25%&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diffamazione su blog e social network 10%&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appostamento 10%&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altri casi (furto di personalità) 20% &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;center&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/center&gt;&lt;center&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;br&gt;**************&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.adoc.org/index/it/comunicati.show/sku/4486/comunicato.html"&gt;http://www.adoc.org/index/it/comunicati.show/sku/4486/comunicato.html&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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Si aggiunge alle norme anti-stalking (atti persecutori), fortemente volute dal ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, e già approvate dal Parlamento a larga maggioranza, oltre che al testo unificato contro la pedofilia ( di ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, firmata a Lanzarote nel 2007), in discussione in commissione giustizia della Camera. Il testo unico contro la violenza sessuale segna un giro di vite in termini di sanzioni penali introducendo aggravanti connesse alle modalità di azione del colpevole. Previsti anche protocolli di intesa fra istituzioni e associazioni di volontariato per l’assistenza delle vittime e campagne di informazione nelle scuole da parte del ministero dell’Istruzione. Stralciata invece la norma sui cosiddetti manifesti “wanted” con le foto dei latitanti.&lt;br /&gt;.....&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#6633ff;"&gt;&lt;strong&gt;Biancofiore: Donne più sicure grazie a Governo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; “Grazie all’attuale esecutivo le donne italiane sono più sicure e garantite”. E’ quanto dichiara Michaela Biancofiore, componente del direttivo del gruppo del Pdl alla Camera dei Deputati, firmataria del testo congiunto in materia di violenza sessuale, approvato oggi dall’aula di Montecitorio. “Ancora una volta il Governo Berlusconi - continua Biancofiore - è riuscito dove la sinistra ha sempre fallito. L’approvazione di una proposta di legge più dura contro orchi e criminali che abusano sessualmente di povere vittime inermi, costituisce un ottimo deterrente per combattere una piaga sociale che colpisce purtroppo milioni di donne e minori. Inasprimento delle pene, ampliamento delle circostanze aggravanti e intensificazione dei loro effetti, termini di prescrizione raddoppiati, disposizioni contro i maltrattamenti in famiglia, maggiore tutela di minori abusati, sono strumenti innovativi ed efficaci voluti fortemente dall’attuale esecutivo ed in particolar modo dal Ministro Carfagna. Dopo lo stalking, il Ministro per le pari opportunità, grazie anche al contributo delle proposte presentate in Parlamento, ottiene l’approvazione di un altro provvedimento fondamentale per la difesa e la protezione di donne e bambini nel nostro Paese”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#6633ff;"&gt;&lt;strong&gt;Violenza sessuale, Pd: Abbiamo votato sì, governo rispetti impegni&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; “Abbiamo votato a favore di questo provvedimento per senso di responsabilità e vicinanza nei confronti delle tante vittime della violenza sessuale”. Così la capogruppo democratica nella commissione Giustizia, Donatella Ferranti, ha annunciato in Aula alla Camera il voto favorevole del Pd alla proposta di legge contro la violenza sessuale. “Il nostro - aggiunge - è un sì che deve far riflettere maggioranza e governo perché dimostra come la nostra opposizione non è basata su pregiudizi ideologici e che se si mettono da parte slogan e provocazioni, penso ai manifesti ‘wanted’ e alla castrazione chimica, noi non siamo contrari a priori. Il nostro lavoro in commissione e in aula - sottolinea Ferranti - ha migliorato notevolmente il testo originario impedendo l’approvazione di norme che incitavano alla giustizia “fai da te”, superando l’approccio meramente repressivo e valorizzando le attività di prevenzione, informazione e formazione dei tanti operatori che devono intervenire nelle varie fasi delle indagini per la tutela ed il recupero delle vittime. Continueremo a vigilare sull’iter al Senato, così come vigileremo sull’attuazione della legge perché vogliamo essere certi che i tanti impegni del Governo, non ultima la promessa di ‘soldi veri’ per una pianificazione integrata degli aspetti sociali e repressivi dei fenomeni di violenza, siano effettivamente rispettati”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.italiachiamaitalia.net/news/124/ARTICLE/16644/2009-07-14.html"&gt;http://www.italiachiamaitalia.net/news/124/ARTICLE/16644/2009-07-14.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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Questo “codardo” si nasconde dietro l’anonimato per spaventare, annientare psicologicamente e con una modalità sistematica, la sua vittima. Pensa che, così facendo, non solo non potrà mai essere smascherato, ma potrà anche portare a termine il suo progetto distruttivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma sarà proprio così? No, &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;se si sporge formale denuncia alle autorità competenti per far cessare le molestie telefoniche anonime con o senza minacce&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso di chi riceve SMS anonimi, è possibile che essi siano generati dal molestatore seguendo una precisa sintassi e utilizzando una scheda WIND oppure TIM.&lt;br /&gt;Se sei un utente &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Wind&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;puoi disabilitare la ricezione dei messaggi anonimi chiamando gratuitamente il &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;155&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Se sei un utente &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Tim&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, vale lo stesso discorso: puoi inibire la ricezione degli sms anonimi chiamando il &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;119&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Cosa succede se invece i messaggi molesti e/o minacciosi provengono da un numero visibile ma sconosciuto&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;? E’ impossibile risalire a chi appartiene tale numero perché non esistono guide o siti internet che diano tali informazioni. Si consiglia, anche in questo caso, di denunciare alle autorità competenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ indispensabile conoscere anche questa realtà: &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;è possibile ricevere messaggi con mittente falso&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;(inviati da internet) ovvero che si spaccia per altra persona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su alcuni cellulari è possibile bloccare automaticamente le chiamate con numero privato e/o alcuni numeri poco graditi, evitando così di spegnere il telefono e risultare irraggiungibili a tutte le altre persone che ci cercano.&lt;br /&gt;All’occorrenza, esiste anche un programma da installare sul cellulare che serve allo scopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E&lt;strong&gt; &lt;span style="color:#cc0000;"&gt;se invece si ricevono SMS anonimi da cabine telefoniche pubbliche&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;? Le cabine telefoniche hanno un numero di telefono proprio con relativo prefisso, permettono di inviare SMS e di effettuare soltanto chiamate in uscita. Quindi, per poter risalire alla città dalla quale proviene l’SMS, basta fare una ricerca sulle pagine gialle e, attraverso il prefisso e i numeri iniziali, si può risalire alla zona dalla quale è partito il messaggio molesto.&lt;br /&gt;Con una regolare denuncia le forze dell’ordine riescono, con l’aiuto di Telecom, a risalire non soltanto alla cabina telefonica, ma anche a tutti gli altri sms e chiamate effettuate con la medesima scheda telefonica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo stesso modo e sempre con una regolare denuncia, le autorità competenti potranno avere dalla nostra compagnia telefonica il tabulato di tutte le chiamate che abbiamo ricevuto e il relativo numero tenuto volutamente anonimo dal nostro molestatore. Per poterlo meglio individuare, è preferibile che ci segniamo sempre il giorno e l’ora in cui riceviamo le chiamate moleste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://escialloscoperto.blogspot.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
&lt;div&gt;&lt;a expr:href='"http://www.addthis.com/bookmark.php?pub=anja&amp;amp;url=" + data:post.url + "&amp;amp;title=" + data:post.title' target='_blank' title='Bookmark and Share'&gt;&lt;img src='http://s9.addthis.com/button1-bm.gif' width='125' height='16' style='border: 0px; padding: 0px' alt='Bookmark and Share' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;&lt;a expr:href='"http://www.addthis.com/bookmark.php?pub=anja&amp;amp;url=" + data:post.url + "&amp;amp;title=" + data:post.title' target='_blank' title='Bookmark and Share'&gt;&lt;img src='http://s9.addthis.com/button1-bm.gif' width='125' height='16' style='border: 0px; padding: 0px' alt='Bookmark and Share' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;!-- AddThis Button for Post END --&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/686521832518369792-2117968095470922912?l=escialloscoperto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://escialloscoperto.blogspot.com/feeds/2117968095470922912/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://escialloscoperto.blogspot.com/2009/07/il-caso-jucker.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/686521832518369792/posts/default/2117968095470922912'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/686521832518369792/posts/default/2117968095470922912'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://escialloscoperto.blogspot.com/2009/07/il-caso-jucker.html' title='Il caso Jucker'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ImkHs4kReoE/Sk0Rv4Z2wZI/AAAAAAAAAj4/JTeVQS0AWEk/s72-c/alenja-bortolotto.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-686521832518369792.post-7953190758317445089</id><published>2009-06-25T15:47:00.004+02:00</published><updated>2009-06-25T16:00:00.402+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Casi di Stalking'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stalking'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>Indagato per stalking l'omicida dell'asilo</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ImkHs4kReoE/SkOB8uHr9aI/AAAAAAAAAjw/zyXVe6NzrpE/s1600-h/stalking_4.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:left;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 162px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ImkHs4kReoE/SkOB8uHr9aI/AAAAAAAAAjw/zyXVe6NzrpE/s200/stalking_4.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5351263662418687394" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È indagato per stalking, minacce e lesioni, &lt;strong&gt;Massimo Merafina&lt;/strong&gt;, l’uomo che ieri ha ucciso la sua ex, &lt;strong&gt;Monica Morra&lt;/strong&gt;, 33 anni, mentre questa accompagnava il figlio di 18 mesi al nido. L’uomo intercetta la ex col figlio nel tragitto tra l’asilo di Cova e via Forlanini, dove la donna viveva col figlioletto. Poi Massimo inizia a spintonare la ex, costringendola a lasciare a terra il bimbo per evitare che venga raggiunto dalle botte e che viene portato via da una delle educatrici del nido un attimo prima che l’uomo colpisca a coltellate Monica. &lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La procura ha intanto ricevuto le &lt;u&gt;denunce che Monica Morra aveva sporto contro l’ex convivente&lt;/u&gt;, dopo le ultime aggressioni subite nei pressi della sua abitazione, lo scorso 17 giugno. La donna aveva chiesto l’intervento della polizia perché l'ex marito si era presentato fuori dalla sua abitazione minacciandola. Un giorno dopo Successivamente, il 18 giugno, Monica Marra aveva messo per iscritto le percosse e le botte che aveva subito in passato da parte dell’ex marito. «&lt;strong&gt;Ti ammazzo, ti taglio la gola, non hai futuro&lt;/strong&gt;» le aveva urlato l’ex la notte di giovedì scorso, quando l’uomo aveva preso a calci la porta della casa dove viveva la donna e staccato il campanello.&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Non avrei mai pensato però a un simile epilogo - dice ora il portiere in viale Forlanini, dove Monica Morra, 33 anni, aveva inutilmente cercato rifugio dal marito alcolizzato e violento - sapevo dei litigi ma &lt;strong&gt;con me e i vicini era sempre educato, mai aggressivo&lt;/strong&gt;. Certo un po’ insistente. E strano. Come l’altro giorno che me lo sono trovato in cortile alle 6.30». È l’epilogo del dramma. Massimo ormai è convinto di aver perso per sempre la donna della sua vita e decide di farla finita. L’aspetta davanti all’asilo di via Cova, la picchia mentre ha ancora il bambino in mano. Una bidella riesce a portare in salvo il piccolo e lui la pugnala a morte. Poi il disperato tentativo di fuga e l’arresto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=361218&lt;br /&gt;http://milano.repubblica.it/dettaglio/Indagato-per-stalking-laccoltellatore-dellex-moglie/1660030&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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Si chiama &lt;strong&gt;Andrea Spinelli&lt;/strong&gt;, è un romano di 36 anni ed è stato condannato per aver molestato con minacce ed insulti la showgirl &lt;strong&gt;Michelle Hunziker&lt;/strong&gt;. La brutta storia che riguarda quest'uomo, ossessionato dalla conduttrice di ‘Striscia', era cominciata con una lettera spedita a Michelle il 12 Marzo 2008, in cui l'uomo scriveva: "Prima o poi ti trovo senza quel cane rognoso, guardia del corpo, e ti deturpo quel visino da p..". Per essere ancora più chiaro, l'uomo aveva inserito nella busta anche una lametta da barba. Il giorno seguente, lo stalker aveva inviato una mail alla redazione di ‘Striscia la notizia', in cui minacciava di ‘far saltare in aria' la soubrette. "Sono un amico di quello che ti ha mandato una lettera con le minacce - dice la lettera - Se fai indagare la polizia ti faccio saltare in aria, brutta z..". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La &lt;strong&gt;Hunziker &lt;/strong&gt;chiaramente turbata dai due episodi, si è rivolta alle forze dell'ordine, che non ci hanno messo molto a risalire al mittente della mail, registratosi qualche giorno prima presso un internet point. &lt;strong&gt;Andrea Spinelli&lt;/strong&gt;, romano di 36 anni, è ossessionato da &lt;strong&gt;Michelle Hunziker&lt;/strong&gt;, e per questo l'ha minacciata e insultata, provocando turbamento e disagio nella &lt;strong&gt;showgirl&lt;/strong&gt;. Adesso, però, l'uomo è stato condannato con rito abbreviato a nove mesi di reclusione dal giudice della quarta sezione penale del &lt;strong&gt;tribunale di Milano&lt;/strong&gt;, con l'accusa di stalking. Anche se la pena è stata sospesa, e Spinelli non finirà in carcere, l'uomo sa che, se commetterà un'altra volta il reato, sconterà tutti i nove mesi. &lt;br /&gt;E non è finita qui, perché Spinelli dovrà anche risarcire &lt;strong&gt;10mila euro &lt;/strong&gt;per i danni morali subiti dalla showgirl, oltre a &lt;strong&gt;1.500 euro &lt;/strong&gt;di spese processuali. Insomma, si tratta di una vera lezione per chi pensa di poter infastidire e molestare le altre persone, celebri e non. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio sull'onda emozionale degli eventi ma anche dalla seria presa di coscienza della diffusione del fenomeno dello ‘stalking', &lt;strong&gt;Michelle Hunziker &lt;/strong&gt;ha creato una fondazione chiamata «&lt;strong&gt;Doppia Difesa&lt;/strong&gt;», per il sostegno alle vittime di violenza, a cui destinerà i 10mila euro di risarcimento stabiliti dal giudice. "È la cosa giusta - commenta Michelle - con questi soldi che riceviamo possiamo aiutare altre donne. Lavoriamo in silenzio, stiamo aiutando concretamente delle persone. La violenza aumenta, ma ora restiamo in silenzio perché stiamo cercando fondi. La richiesta è troppa e dobbiamo aiutare più donne e bambini possibile". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Michelle crede nel progetto, perché il suo caso dimostra che "la giustizia esiste". "E ora - continua la Hunziker - con la nuova legge sullo stalking, le cose si stanno muovendo. Ringrazio la magistratura e le forze dell'ordine, in particolare il giudice Oscar Magi, che è stato incredibilmente efficiente. Il sollievo più grande è sapere che esiste una sanzione per chi minaccia e ha atteggiamenti ossessivi. Qualunque cosa mi succederà nella vita, voglio che la Fondazione vada avanti. A me interessa far capire - conclude la showgirl - che è importante denunciare".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://it.tv.yahoo.com/blog/article/24973/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
&lt;div&gt;&lt;a expr:href='"http://www.addthis.com/bookmark.php?pub=anja&amp;amp;url=" + data:post.url + "&amp;amp;title=" + data:post.title' target='_blank' title='Bookmark and Share'&gt;&lt;img src='http://s9.addthis.com/button1-bm.gif' width='125' height='16' style='border: 0px; padding: 0px' alt='Bookmark and Share' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;&lt;a expr:href='"http://www.addthis.com/bookmark.php?pub=anja&amp;amp;url=" + data:post.url + "&amp;amp;title=" + data:post.title' target='_blank' title='Bookmark and Share'&gt;&lt;img src='http://s9.addthis.com/button1-bm.gif' width='125' height='16' style='border: 0px; padding: 0px' alt='Bookmark and Share' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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E’ una forma d’abuso antica, perpetrata in modo particolare tra le “sicure” mura domestiche, che lascia profonde ferite psicologiche. Con il presente contributo ho voluto fornire una panoramica generale sugli aspetti psicologici del gaslighting e, in maniera particolare, analizzare l’aspetto giuridico del fenomeno, cercando di offrire indicazioni operative alle vittime di tale condotta.&lt;br /&gt;Gli aspetti psicologici del gaslighting: Il Gaslighting è una tecnica di crudele ed infida manipolazione mentale. Il termine è derivato dal titolo del film “Gaslight” (1944) del regista americano Georg Cukor, uscito in italiano con il titolo di “Angoscia” e tratto dalla pièce teatrale “Angel Street” di Patrick Hamilton (1938), rappresentata in Italia con il titolo “Via dell’angelo” o “Luce a gas”. Si tratta di un melodramma psicologico che narra della vita matrimoniale tra un uomo affascinante ed una bellissima donna. Dopo un periodo felice il rapporto si incrina ed il marito, con una diabolica ed artificiosa tecnica psicologica, alterando le luci delle lampade a gas della casa, spinge la moglie sull’orlo della pazzia. Solo l’intervento di un detective riuscirà a ristabilire la verità, scoprendo che il marito della vittima è uno psicopatico criminale&lt;/em&gt;.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Posto che l'inquadramento più frequente del GASLIGHTING è tra le mura domestiche, non è difficile ipotizzare che chi è capace di metterlo in atto possa adottarne le tecniche, ove se ne presenti l'occasione, anche in altri contesti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa fare per poter aiutare le vittime di questi soggetti?&lt;br /&gt;La prima cosa utile è l'informazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immaginate una vittima che, una volta resasi conto della situazione in cui si trova, pensi alla possibilità di reagire: come fa a spiegare tutto questo? A chi lo potrà spiegare? Ha denaro e disponibilità di tempo a sufficienza per potersi far aiutare da professionisti? Sarà compresa? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le sue possibilità aumenteranno proporzionalmente alla conoscenza di questi fenomeni nelle persone a cui si rivolgerà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche per questo è stata creata una guida per gli operatori di Polizia, affinchè possano meglio riconoscere il fenomeno e gestire il contatto con le potenziali vittime di questi fenomeni (http://poliziadistato.it/articolo/10144-Stalking_dalla_Polizia_un_aiuto_per_vittime_e_operatori).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Generalmente, va aggiunto, il contesto (quasi sempre controllato dal molestatore) difficilmente potrà aiutare la vittima in maniera efficace. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paura di problemi, indifferenza, pregiudizi, opera di diffamazione e manipolazione del gruppo da parte del molestatore, sembreranno alla vittima un muro invalicabile. Non va dimenticato che la stessa vittima, nella maggior parte dei casi, è una persona confusa e molto indebolita psicologicamente dal molestatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se ricevete richieste di aiuto (che sono spesso “cifrate” e quindi non esplicite), offrite supporto. Anche il semplice ascolto e lo sforzo di comprensione posso fare, soprattutto all'inizio, moltissimo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi chiede aiuto, del resto, ha già superato la fase di aver preso coscienza di essere vittima di uno di questi fenomeni, ma sente di trovarsi di fronte ad un problema enorme ed impalpabile, ramificato: un muro spesso e difficilmente sormontabile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se possibile, indirizzate queste persone a chiedere l'ausilio di professionisti: psicologi, avvocati, forze di polizia, centri di ascolto. Esortatele a documentarsi, anche in modo empirico, almeno inizialmente. Spesso queste persone non sanno nemmeno (o non si rendono pienamente conto) di essere vittima di qualcosa che è stato inquadrato, studiato, e magari anche punito dalla legge. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' auspicabile un inquadramento normativo, credo, che punisca anche questa varietà di comportamenti la cui soluzione più efficace, nella fase iniziale, sembra essere proprio quella dell'auto-aiuto, e soprattutto dell'aiuto di chi ha contatti con la vittima, onde attivare poi una vera reazione che possa portare a interventi esterni, anche di tipo giudiziario. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La parte più difficile del viaggio è uscire dalla porta.&lt;br /&gt;Nicky Persico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://lightonstalking.blogspot.com/search?zx=afb02d62e26cabcb&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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Il suo dolore, la sua sofferenza, le conseguenze sulla sua vita, lasciano assolutamente indifferente il molestatore. In determinati casi, invero, il molestatore usa queste situazioni a suo vantaggio, per avvicinare ancora di più a sé la vittima, per ridurne sempre più la lucidità (e conseguentemente la capacità di ribellarsi), ed anche per scoraggiarne la reazione, cercando di garantirsi l'impunità. L'indifferenza delle persone che hanno contatti con la vittima, la loro mancata percezione del problema, l'opportunismo o altri fattori, quando presenti le rendono di fatto parte inconsapevole del macchinoso piano del molestatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spesso queste dinamiche si incrociano con quelle del mobbing, inteso non in senso esclusivo ad un contesto lavorativo, ma anche a consessi scolastici o di gruppi similari.&lt;br /&gt;Il MOBBING, a ben vedere, rappresenta semplicemente una applicazione, generalmente riferita e adattata al contesto lavorativo, del medesimo meccanismo di base.&lt;br /&gt;Nel mobbing, tuttavia, è prevalente la manipolazione del gruppo, che diventa la vera arma vincente del molestatore, ma gli strumenti sono i medesimi. Un molestatore che opera in un contesto lavorativo dispone degli strumenti per attuare, alla bisogna, anche dinamiche di mobbing più o meno accentuate, magari in combinazione con altre metodiche, a fini di vendetta pura e semplice o al fine di neutralizzare una vittima che si sta ribellando. Le variabili sono praticamente infinite, e una peggio dell'altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa particolare tipologia di molestatori, per poter fare questo, deve necessariamente mancare di componenti caratteriali fondamentali per l'equilibrio di una personalità normale. Uno degli elementi comuni, quindi, è la presenza di turbe e alterazioni nella sfera affettiva, molto spesso anche in quella sessuale, che si traduce poi in estreme difficoltà relazionali, superate, appunto, con la manipolazione e la finzione.&lt;br /&gt;Non bisogna, però, commettere l'errore di considerarli dei semplici malati: questi soggetti sono estremamente pericolosi ed altrettanto dannosi per la società, in quanto individuabili con difficoltà, e in grado di arrecare danni notevoli e irreversibili sia in singole persone che in gruppi sociali ristretti e/o relativamente allargati (famiglia, amici, colleghi, etc).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Difficilmente questi soggetti riescono a raggiungere posti di rilievo in contesti numericamente significativi (da un canto perchè dotati di meccanismi diffusi di comunicazione delle informazioni, e dall'altro perchè hanno la necessità di mantenere il controllo della situazione attraverso il contatto diretto e costante con le persone che ne fanno parte, in quanto hanno anche la necessità di manipolare i canali di comunicazione del gruppo).&lt;br /&gt;In alcuni casi , infatti, il vero volto di questi soggetti emerge perchè qualcosa viene meno negli equilibri forzati che erano riusciti a creare nel contesto di riferimento, e la conseguente osmosi di informazioni non controllate ne decreta la rivelazione della reale personalità del molestatore. In questo caso, generalmente, il molestatore crea artatamente situazioni di conflittualità che ne giustifichino il successivo allontanamento dal consesso, che mette in atto appena può.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La menzogna, poi, è uno strumento particolarmente padroneggiato ed efficace, quando utilizzato da questi soggetti. Piuttosto che di “menzogna”, infatti, appare più corretto parlare di “lacerazione della verità”. Con questa operazione, che consiste nel costruire le menzogne mischiandole e supportandole parzialmente con accadimenti reali, il molestatore riesce a fornire visioni credibili ed in fondo verosimili delle proprie bugie e diffamazioni (diffuse in maniera subdola e capillare, talvolta propinata sotto forma di “innocente” gossip), rendendo estremamente difficoltosa l'individuazione della verità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi soggetti, generalmente, sono connotati da un ego “sovradimensionato”, da brame di potere, dall'uso spregiudicato e frequente della menzogna e della diffamazione, e da una assoluta freddezza anche in frangenti, o contesti, che metterebbero in difficoltà (o semplice imbarazzo) una persona normale.&lt;br /&gt;Questi dati di comunanza dipendono dal fatto che la loro intera esistenza, nonché la affermazione di sé, dipende dal controllo che esercitano sugli “altri” (e per questo si convincono di essere “superiori”, mentre non si rendono conto che gli altri non “controllano” i rapporti solo perchè non ne hanno alcuna necessità), dal fatto che hanno continua necessità di strumenti di “controllo” (da qui la brama di potere), e dal fatto che sono spesso totalmente incapaci di provare vere e proprie emozioni e/o affetti (da qui la freddezza e la lucidità).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In sintesi, ognuno questi soggetti è una sorta di “frankenstein” psicologico: una personalità costruita e finta, in assenza di una vera che non possiedono. Queste persone, in sostanza, non “vivono” la vita, perchè non ne sono in grado, e quindi ne “recitano” una che si sono costruiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per esemplificare il mio pensiero: questi soggetti sono, in versione psicologica, l'equivalente del personaggio principale descritto nel libro “Il profumo” di Patrick Suskind. Questo personaggio, infatti, resosi conto, nella sua vita, di non avere alcun odore “Capirà dunque di non essere mai stato nessuno agli occhi degli altri, di non esistere per il mondo. Sarà così che cercherà di prendersi una rivincita con il destino, cercando di costruirsi da solo un odore proprio talmente incantevole da far innamorare il mondo di lui” (tratto da wikipedia). Il personaggio, quindi, per raggiungere il suo fine (esistere) diventa un esperto creatore di profumi. La storia finisce tragicamente, perchè il fine che il personaggio persegue è, di fatto, impossibile da raggiungere: dedicare la propria esistenza senza viverla, a cercare di “esistere per poterla vivere", è una contraddizione in termini evidentissima a tutti, tranne che a lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello stesso modo, quindi, questi soggetti, nel cercare di costruirsi una personalità, diventano esperti delle emozioni altrui, delle logiche e delle dinamiche sociali, e spesso si impadroniscono, nel loro percorso, di strumenti utilizzabili per la manipolazione psicologica che possono essere utili al loro scopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altro dato saliente, è che i molestatori di questa specie si nutrono di informazioni: hanno bisogno di sapere quali persone attraversano un periodo di maggiore difficoltà, e quindi sono più vulnerabili. Nella prima fase, quindi, si approvvigionano di notizie personali sulle potenziali vittime, e, se possibile, di confidenze intime e di segreti, che poi useranno per conoscere meglio le dinamiche mentali ed il contesto personale della persona, per penetrare sempre più nella loro esistenza. &lt;br /&gt;Molto spesso sono proprio loro i primi a confidare (fintamente) le loro storie intime. Narrano per primi, ad esempio, la loro vita (“adattata” per l'occasione) spingendo le leve della solidarietà e della comprensione, e costruendo l'immagine psicologica che vogliono dare di sé, iniziando ad innescare il meccanismo che li porterà ad acquisire, se possibile, notizie riservate e confidenziali che poi useranno anche a fini “bloccanti”, per aumentare i sensi di colpa nella vittima ed anche per limitarne a livello inconscio un eventuale desiderio di ribellione. E' sufficiente che dicano, ad esempio, frasi del tipo “.. sai, pensa se si venissero a sapere certe cose ...”, per innescare dei veri e propri blocchi mentali. &lt;br /&gt;Quasi sempre questi “input” vengono dati a freddo, in momenti di assenza di conflittualità. E per questo sono ancor più subdolamente sufficienti ad instaurare nella vittima una sensazione di paura per i danni derivanti da una reazione, anche se maturata in tempi successivi. La chiave di lettura è la instaurazione, nella psiche della vittima, di una artata e costruità “complicità”, che la deve spingere a sentirsi “colpevole” della situazione di molestia e controllo in cui si è venuta a trovare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il termine “perverso”, per definire questa situazione, è certamente riduttivo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi soggetti, generalmente, hanno anche altri tratti riconoscibili: dato che hanno bisogno di apparire “normali”, ma hanno bisogno di “controllare” le loro relazioni, difficilmente hanno rapporti di frequentazione assidua con più di una o due persone alla volta (che loro propinano all'esterno come rapporto di amicizia – più avanti questo concetto sarà chiamato“wing”), e generalmente queste persone sono, rispetto a loro, in qualche modo dipendenti (gerarchicamente, o economicamente, o in qualche altro modo). Si associano spesso a gruppi di qualche tipo, per simulare passioni o hobbies, e dare parvenza di vita sociale in contesti che li hanno “approvati”.&lt;br /&gt;Generalmente, in sintesi, non hanno amici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quasi sempre questi soggetti “costruiscono” la loro vita familiare secondo i medesimi canoni. Il partner, coniuge o meno, viene “selezionato” tra soggetti che non hanno un tessuto familiare che li supporta. Il contesto di controllo non può venir meno, e questi soggetti sono capaci di simulare per una vita intera. Quando i rapporti non consentono più di essere governabili, cessano (separazioni, etc) e il partner viene “rimpiazzato” con uno più “idoneo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella stragrande maggioranza dei casi, inoltre, questi soggetti sono mal considerati dalla famiglia di provenienza (la classica “pecora nera”), perchè i familiari conoscono bene la loro vera natura. Molto frequente anche l'essere stati addirittura “banditi” dalla famiglia di provenienza (verso i cui componenti nutriranno per sempre un rancore feroce, anche se dissimulato da rapporti più o meno normali, ma solo all'apparenza).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente, non tutti possono cadere così facilmente nella rete di questi soggetti. Di conseguenza le loro vittime preferite sono rappresentate da chiunque attraversi un periodo di maggiore difficoltà. Alcuni di questi soggetti, quindi, adottano sistemi, o tendono a ricoprire ruoli sociali, che gli permettano di incontrare persone che potranno, in qualche modo, manifestare loro uno stato di difficoltà, e che, ancor meglio, si debbano rivolgere proprio a loro per avere aiuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' il semplice principio della tela del ragno, che esemplifica, però, il grado di pericolosità sociale di questi soggetti, e rappresenta, al contempo, una delle loro migliori armi di difesa: la difficoltà ad essere individuati. E' il classico caso dell'insospettabile, secondo la logica del “chi l'avrebbe mai detto”? Per la nostra mente, infatti è molto più difficile accettare il concetto che proprio da certi soggetti possano provenire determinati comportamenti negativi. Il modo migliore di non essere scoperti, infatti, è mimetizzarsi. E loro lo sanno molto bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si sentono messi in pericolo nel loro mimetismo, di solito, questi soggetti reagiscono con inusitata violenza, determinazione e cattiveria. Tutto, purchè non emerga la loro vera natura. In questi frangenti possono essere veramente pericolosi. Per difendersi, non esiteranno a scatenare tutta la loro capacità di manipolazione e, se si vedono perduti, possono giungere alla violenza fisica senza esitare...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.lightonstalking.blogspot.com/?zx=3cf27d0933d666e1&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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Vuoi che ti faccia un esempio?&lt;br /&gt;Prova a rivolgerti ai Servizi Sociali per difficoltà economiche o di accudimento dei tuoi figli minori...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ma ci prendono in giro???&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, ci prendono in giro. &lt;br /&gt;Una cosa è certa: laddove c'è un bisogno, un problema o una difficoltà, c'è un &lt;strong&gt;business&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;I nostri problemi e le nostre difficoltà sono un dramma per noi e un'opportunità di guadagno per gli altri.&lt;br /&gt;Disgraziatamente però, quando si finisce coinvolte in certi ingranaggi non se ne esce fuori più...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inutile dire che maggiori sono le disponibilità economiche di cui si dispone, meno si corre il rischio di finire in questi circuiti di ingiustizia sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima ci spingono a chiedere aiuto e poi ci abbandonano al nostro destino...quando non ci danneggiano addirittura!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forza dunque, rimbocchiamoci le maniche senza chiedere aiuto a nessuno...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http:;//escialloscoperto.blogspot.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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Grazie, ministro Carfagna</title><content type='html'>&lt;br&gt;&lt;b&gt;Finalmente è arrivata la Legge!&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;APPROVATA LA LEGGE CONTRO LO STALKING&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Roma &lt;/b&gt;- La Camera ha approvato il Ddl anti-stalking che istituisce il reato di atti persecutori, reato che prevede il carcere da 6 mesi a 4 anni e aggravanti di pena nel caso in cui il reato sia commesso ai danni di minori, disabili, o donne incinte. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. Grande soddisfazione è stata espressa dal relatore del provvedimento, Giulia Bongiorno, che ha sottolineato, nell’intervento che ha concluso il dibattito, "la caratteristica essenziale di questo ddl: è stato condiviso". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Documento condiviso&lt;/b&gt; Il presidente della commissione giustizia lo ribadisce con forza: "Ho di fronte a me in sequenza - ha detto - i passaggi in commissione, dove ho visto i contributi del centrodetra e del centrosinistra, senza opposizioni nè veti. Sorprende invece che l’unica voce di dissenso provenga da chi non ha partecipato ai lavori della commissione". Giulia Bongiorno ha poi detto che "forse alcuni pensano che questa sia una legge di cui si poteva tranquillamente fare a meno. Non è così. Me ne sono accorta nella mia carriera di avvocato, quando 14 anni fa ho assistito una donna vittima di persecuzioni. La denuncia si è arenata nei tribunali e sapete che fine ha fatto quella donna? È morta vittima di stalking. Questa legge - ha proseguito la Bongiorno - ha una portata innovativa straordinaria: non è una legge contro il corteggiamento insistente, ma contro i persecutori insistenti. La donna molestata può, con questa legge, rivolgersi al questore e ricevere aiuto immediato".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Carfagna: "Grande giorno per il paese"&lt;/b&gt; Il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna ha espresso grande soddisfazione per l’approvazione alla camera del disegno di legge contro le molestie insistenti. "Oggi è un grande giorno per il paese e per la politica", ha dichiarato ai giornalisti a Montecitorio, "è una vittoria per il Paese". Ora, ha aggiunto, "mi auguro che la legge verrà approvata celermente in Senato e dal giorno dopo le donne avranno uno strumento in più per difendersi da comportamenti che rendono la loro vita un inferno". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Venti  milioni per le vittime dello stalking&lt;/b&gt; Carfagna ha poi assicurato che "c’è un fondo di 20 milioni di euro "per le vittime dello stalking "a disposizione del ministero delle Pari opportunità". Già, ha detto, è stato completato un bando da 3 milioni e mezzo di euro "per sostenere i centri antiviolenza" che aiutano le donne. "Sarà mia cura ottenere altri fondi", ha promesso. Quanto ai recenti casi di stupri, "il governo ha dimostrato non solo di avere grande sensibilità, ma che si tratta di priorità da affrontare subito e con decisione". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Priorità dell'esecutivo&lt;/b&gt; Non a caso, ha ricordato, i disegni di legge sullo stalking e la violenza sessuale "sono stati approvati il 18 giugno in uno dei primi consigli dei Ministri" dell’esecutivo Berlusconi. È stato inoltre "siglato un protocollo d’intesa con l’arma dei Carabinieri per un gruppo di studio" sulle violenze contro le donne, ha sottolineato, e "protocolli con Milano e Roma per installare mille scatole rosa nelle auto di donne a rischio per gli orari in cui si spostano in macchina o le zone che devono frequentare". Dunque, ha insistito, "è un tema che ci sta molto a cuore".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324733&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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Il mio allora marito, anzichè preoccuparsi di portarmi a fare una visita oculistica, si affrettò di farmi comprare dei grossi occhiali scuri che coprissero il suo gesto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al ritorno dalla vacanza, dovetti dare un dispiacere ai miei familiari che, avendomi cresciuta in una cultura di non-violenza, titubanti, mi domandarono in che modo mi ero fatta quell'occhio nero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per essere più originale, mi inventai che ad una frenata in auto con mio marito, avevo sbattuto la faccia contro il vetro (&lt;em&gt;allora non c'era ancora l'obbligo delle cinture)&lt;/em&gt;. Scusa alquanto stupida, visto che non ci credettero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la verità, già da fidanzati mio marito mi aveva schaffeggiata, ma lo avevo giustificato dicendo a me stessa che si era trattato di un "incidente", considerato i problemi egli diceva di avere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Peccato che questi "incidenti" negli anni si sono susseguiti fino a convolgere gli stessi figli e la stessa bambina della vacanza che, divenuta più grandicella, ha ricevuto dal padre uno schiaffo con una violenza tale da non farla sentire dall'orecchio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa volta, denunciato l'accaduto ai Servizi Sociali, la loro psicologa ha liquidato l'episodio come "normale metodo educativo".  Se tale psicologa ritiene "normale" un simile comportamento...! E non è stato purtroppo solo un caso isolato...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ImkHs4kReoE/ST0R7BkflRI/AAAAAAAAAhQ/SDa6ExsFr_o/s1600-h/schiaffo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 180px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ImkHs4kReoE/ST0R7BkflRI/AAAAAAAAAhQ/SDa6ExsFr_o/s200/schiaffo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5277394044079543570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I peggiori nemici delle donne sono proprio...alcune donne!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Non so quanti soldi si spendano per le campagne antiviolenza...La violenza si combatte innanzitutto destituendo coloro che, immeritatamente, ricoprono ruoli di tutela ai più deboli mentre invece non lo fanno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordi il caso dei bambini di Gravina di Puglia? La madre per anni ha denunciato il marito violento ma i Servizi Sociali non le hanno creduto, arrivando addirittura, a preferire lui nell'affidamento dei figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di casi come questi, ahimè, ce ne sono tanti, ma nessuno ne parla perchè sull'operato di questa, &lt;em&gt;se si può dire&lt;/em&gt;, "specie protetta", cala il silenzio stampa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finchè i giudici si affideranno a questi operatori per dirimere le controversie familiari e finchè l'opinione pubblica (&lt;em&gt;ovvero chi non ha mai avuto a che fare direttamente con queste persone&lt;/em&gt;)  continuerà a considererle delle "fatine buone con la verità in tasca che aiutano le persone", in molte famiglie italiane, secondo me,  regnerà l'ingiustizia e la tragedia (anche senza morti).&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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Tutti a piede libero</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.tgcom.mediaset.it/bin/43.$plit/C_0_articolo_381933_listatakes_itemTake_1_immaginetake.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 375px;" src="http://www.tgcom.mediaset.it/bin/43.$plit/C_0_articolo_381933_listatakes_itemTake_1_immaginetake.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Michelle Hunziker dice "In Italia c'è la legge ma non la giustizia". BENVENUTA NEL MONDO DELLA GRANDE SCOPERTA!! &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Leggi la notizia...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ROMA &lt;/strong&gt;-  I molestatori di &lt;strong&gt;Michelle Hunziker &lt;/strong&gt;sono tuttora a piede libero e a quanto pare non sembrano avere intenzione di cessare con le minacce e le lettere molestatrice. Lo ha rivelato lei stessa in una intervista di prossima pubblicazione sul settimanale Chi. "Ho vissuto violenze e ingiustizie che mi hanno sensibilizzato forse più di altri al problema", rivela Michelle Hunziker.  La showgirl svizzera, che ha costituito con l´avvocato Giulia Bongiorno la Fondazione Doppia Difesa proprio per aiutare le persone, soprattutto donne, vittime di abusi, violenze e sopraffazioni, denuncia le difficoltà che ha incontrato lei come donna molestata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"I miei tre stalker? Sono tutti a piede libero. Per forza, in Italia c´è la legge, ma non c´è giustizia, perché per via di lungaggini e scappatoie burocratiche la pena non viene scontata. Quel reato prevede solo tre mesi di carcere? Va bene, ma che li facciano... Ma è comunque importante denunciare tutto, tutto dev´essere documentato". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"I miei stalker sono tre", continua la Hunziker. "Il primo, quello che mi molestava da tre anni, l´abbiamo ´sistemato´: è stato processato e ha preso tre, quattro mesi di carcere, è scappato e mi manda comunque lettere da Londra o dalla Germania. Il secondo è stato anche lui processato, poi l´abbiamo fatto contattare dalla fondazione e gli abbiamo chiesto se voleva esser seguito dai nostri psicologi, ma ha detto di no. E poi c´è quello delle minacce di morte, al quale di essere stato rinviato in giudizio non gliene frega niente. E due giorni fa mi ha mandato l´ennesima lettera minatoria". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo molestatore, Tibor Turza, slovacco di 40 anni,  è stato condannato a tre mesi di reclusione. Era  un fan sfegatato della showgirl ma il modo di manifestare la sua passione per la Hunziker era andato oltre il lecito. Nel dicembre 2005 aveva iniziato a spedirle lettere e cartoline in cui la avvertiva di essere in pericolo così come in pericolo, a suo dire, era la figlia di Michelle, avuta da Eros Ramazzotti. Turza sosteneva invece di essere lui il vero padre della bambina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei mesi successivi si era presentato sotto casa di lei e prima che la soubrette scappasse in casa le aveva detto: "Mi hai riconosciuto?". Anche nel settembre 2006, si era presentato sotto casa suonando molte volte al citofono. Infine nell´ottobre del 2006 era stato bloccato da una guardia del corpo della donna assunta proprio in seguito alle numerose molestie da lei subite ad opera dei suoi fan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=427193&amp;idsezione=4&amp;idsito=37&amp;idtipo=195&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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Colazioni a letto? Una al mese. Regali romantici? Due al mese&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa tiene unita negli anni una coppia? Esiste una sorta di formula magica? La risposta arriva dal Regno Unito, dove un gruppo di ricercatori ha intervistato 4mila coppie felicemente sposate. Passare in un mese almeno 22 momenti di qualità, almeno 7 notti di coccole e tenerezze e due appuntamenti a cena da dedicare a voi stessi. Sono le coccole la chiave di un matrimonio felice perché «Coccole, attenzioni e gesti romantici significano "Mi piaci, sto bene con te, mi piacciono e apprezzo il tuo sostegno e le tue cure» spiega lo psicologo che ha curato lo studio Ludwig F. Lowenstein.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le giornate sono frenetiche, i ritmi al lavoro e in famiglia sono a volte stressanti e così spesso capita che si tenda a dimenticare l'importanza degli abbracci quando la familiarità diventa parte della nostra vita, ma attenzioni e coccole diventano parte della nostra relazione quando la relazione diventa forte e rimane forte dicono gli studiosi. Insomma, ci vuole impegno e dedizione e sbaglia chi dà tutto per scontato. E non si tratta neppure di passare del tempo insieme perché un buon matrimonio, dicono, è quello che lascia uno spazio per stare al di fuori. Magari si passa un fine settimana via con amici o amiche ma poi si fanno i bagagli per partire insieme almeno un paio di week-end l'anno e due lunghe vacanze. Si aiuta in casa senza bisogno di sentirselo chiedere e si rispetta il lavoro fatto dall'altro. Ogni mese si dovrebbero fare cene a lume di candela, stupirsi con dei fiori o dei cioccolatini, una poesia o un brano musicale, con qualsiasi cosa piaccia al coniuge, passeggiare insieme e andare al cinema. Di sicuro non impigrirsi e non guardare in silenzio la televisione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 98% delle coppie felicemente sposate che ha partecipato allo studio ha dichiarato di sentirsi particolarmente fortunata ad avere una relazione così stabile e il 94% si è detto sinceramente convinto che nessun'altra lo sia come la propria. I ricercatori, dopo tante interviste, sono sicuri di aver trovato la formula perfetta, quella che può aiutare a rendere duratura una relazione:&lt;br /&gt;&gt;&lt;strong&gt;coccole&lt;/strong&gt;: 4 al giorno&lt;br /&gt;&gt;&lt;strong&gt;gesti romantici&lt;/strong&gt;: 3 al mese&lt;br /&gt;&gt;&lt;strong&gt;appuntamenti a cena&lt;/strong&gt;: 2 al mese&lt;br /&gt;&gt;&lt;strong&gt;passeggiate romantiche&lt;/strong&gt;: 2 al mese&lt;br /&gt;&gt;&lt;strong&gt;regali romantici&lt;/strong&gt;: 2 al mese&lt;br /&gt;&gt;&lt;strong&gt;cenette romantiche cucinate in casa&lt;/strong&gt;: 3 al mese&lt;br /&gt;&gt;&lt;strong&gt;colazioni a letto&lt;/strong&gt;: 1 al mese&lt;br /&gt;&gt;&lt;strong&gt;conversazioni adeguate&lt;/strong&gt;: 6 al mese&lt;br /&gt;&gt;&lt;strong&gt;serate di coccole&lt;/strong&gt;: 7 al mese&lt;br /&gt;&gt;&lt;strong&gt;pulire casa da cima a fondo&lt;/strong&gt;: 3 volte al mese&lt;br /&gt;&gt;&lt;strong&gt;notti fuori senza l'altro&lt;/strong&gt;: 1 al mese&lt;br /&gt;&gt;&lt;strong&gt;cinema o teatro&lt;/strong&gt;: 1 al mese&lt;br /&gt;&gt;&lt;strong&gt;week-end breve&lt;/strong&gt;: 2 all'anno&lt;br /&gt;&gt;&lt;strong&gt;vacanze&lt;/strong&gt;: due all'anno &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://donna.libero.it/sotto_le_lenzuola/la-formula-segreta-di-un-lungo-matrimonio-ne1362.phtml&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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Girolamo Aliberti&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo abituati a sentire parlare di &lt;strong&gt;mobbing &lt;/strong&gt;nell’ambito del mondo del lavoro, dove viene definito come un insieme di comportamenti (abusi psicologici, angherie, vessazioni, demansionamenti, emarginazione, umiliazioni, maldicenze, ostracizzazione, etc.) perpetrati da parte di superiori e/o colleghi nei confronti di un lavoratore, prolungati nel tempo e lesivi della dignità personale e professionale nonché della salute psicofisica dello stesso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I singoli atteggiamenti molesti (o emulativi) non raggiungono necessariamente la soglia del reato né debbono essere di per sé illegittimi, ma nell'insieme producono danni anche gravi, con conseguenze sul patrimonio della vittima, la sua salute, la sua esistenza. Questa pratica è spesso condotta con il fine di indurre la vittima ad abbandonare da sé il lavoro, senza quindi ricorrere al licenziamento, o per ritorsione a seguito di comportamenti non condivisi (ad esempio, denuncia ai superiori o all'esterno di irregolarità sul posto di lavoro), o per il rifiuto della vittima di sottostare a proposte o richieste immorali (sessuali, di eseguire operazioni contrarie a divieti deontologici o etici, etc.) o illegali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meno diffuso nella consapevolezza comune, ma molto presente, invece, nella società è, il &lt;strong&gt;mobbing familiare &lt;/strong&gt;da intendersi come l’insieme degli atti e delle omissioni, di un coniuge verso l’altro, caratterizzati da intento denigratorio o persecutorio, e finalizzati alla sistematica distruzione della personalità altrui. Questi atti, se presi singolarmente, non necessariamente assumono la dimensione dell’illecito. Ma considerati nel loro insieme hanno una lesività tale da ledere e limitare la libertà di autodeterminazione del coniuge. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando parliamo di mobbing, dunque, dobbiamo andare oltre la violenza fisica (che di per sé integra il carattere di illecito) facendovi rientrare tutti quegli atti di &lt;strong&gt;violenza psicologia ed emotiva&lt;/strong&gt;, cioè quegli atti che nelle forme più manifeste creano ansia e angoscia, e nelle forme più subdole (e dunque più pericolose perché non facilmente riconoscibili e dimostrabili all’esterno) creano una sorta di impotenza e di costrizione, portando la vittima ad un vero e proprio isolamento. Purtroppo questi comportamenti, che sono senza dubbio fonte di un danno esistenziale, non trovano facilmente una corretta sanzione, non essendo, a volte, nemmeno qualificabili come atti illeciti o perché non è facile dimostrare l’intenzionalità (il dolo) del comportamento di chi li compie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come detto, il mobbing familiare può manifestarsi in diverse forme: dalla &lt;strong&gt;violenza psicologica&lt;/strong&gt; che assume le forme di minacce, insulti, continue mortificazioni e svalutazioni del valore dell’altro, alla &lt;strong&gt;violenza economica&lt;/strong&gt; che consiste nel privare l’altro coniuge della libertà di disporre di una indipendenza economica al punto da far dipendere la propria esistenza dall’altro partner; questi atti, come è facile intuire, sono perpetrati spesso dal marito nei confronti della moglie, il quale le impedisce di lavorare e dunque di avere una propria fonte di reddito oppure controlla ossessivamente tutte le spese effettuate dalla moglie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro modo in cui il mobbing si manifesta è lo &lt;strong&gt;stalking&lt;/strong&gt;, cioè una serie di atteggiamenti tenuti dal marito che perseguita la moglie attraverso un ossessivo controllo a distanza, con continue telefonate, lettere, SMS, e-mail, pedinamenti che ingenerano stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della vita quotidiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comportamenti mobbizzanti nell’ambito del conflitto coniugale possono essere rivolti anche a danno dei figli. Il &lt;strong&gt;mobbing genitoriale &lt;/strong&gt;è l’insieme dei comportamenti, anche omissivi, che violano gli obblighi sanciti dagli articoli 147 e 155 Cod. Civ. Questi comportamenti si ravvisano molto spesso quando la coppia va in crisi e si giunge alla separazione. Non a caso, molti autori parlano di “infantilizzazione" della coppia in via di separazione” proprio per indicare gli atteggiamenti irragionevoli che molti genitori tengono allo scopo di danneggiare l’altro coniuge, senza però rendersi conto di strumentalizzare i propri figli a questo scopo, arrecando loro un danno notevole a livello psicologico (sindrome del genitore separato). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque, rientrano in questi comportamenti gli inadempimenti agli obblighi di cura, educazione, istruzione, la violazione sistematica degli obblighi di visita, il non contribuire al mantenimento dei figli, ostacolare i rapporti del minore con l’altro coniuge. Attraverso questi atti i genitori violano il diritto del minore a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori, sancito dalla L.54/2006. Anche l’assistere ai comportamenti illeciti di un genitore verso l’altro, (come essere presenti durante i litigi o assistere a violenze fisiche e morali), sopportare la costante denigrazione e delegittimazione di un genitore da parte dell’altro è un comportamento mobbizzante (mobbing genitoriale mediato).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti questi atti, però, trovano una difficile forma sanzionatoria, perché spesso vengono considerati come un’espressione della conflittualità dei coniugi durante la separazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali sono, dunque, le reali forme di tutela? E soprattutto sono realmente efficaci? La &lt;strong&gt;tutela penale &lt;/strong&gt;ex art 572 Cod. Pen. (maltrattamenti in famiglia) comporta una difficoltà nel dimostrare l’intenzionalità (il dolo) degli atti mobbizzanti, oltre al fatto che le pene editali sono basse ed una carcerazione priverebbe i figli di una figura genitoriale. Gli &lt;strong&gt;ordini di protezione contro gli abusi familiari&lt;/strong&gt; ex art. 342 Cod. Civ. potrebbero essere considerati come una anticipazione degli effetti della separazione, con la conseguenza che il tutto possa essere rimandato in questa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio la separazione con richiesta di addebito è un’altra forma di tutela, che però non sanziona del tutto gli atti mobbizzanti a cui si è stati sottoposti. L’unica forma di tutela con maggiore efficacia sembra essere la &lt;strong&gt;tutela risarcitoria&lt;/strong&gt; (art. 2043 Cod.Civ.) ma anche in questo caso, si ripropongono i problemi della prova del comportamento mobbizzante, la prova del danno, e la concreta liquidazione del risarcimento. La nuova legge sull’affido condiviso, infine, ha introdotto l’art 709-ter Cod. Proc. Civ., ma anche qui si ripropongono le sesse difficoltà che si trovavano con i rimedi ordinari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo di fronte all’ennesima debolezza del nostro sistema legislativo a cui, solo qualche sentenza innovativa della magistratura riesce a porre un rimedio che però non è del tutto soddisfacente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.vivicorato.it/Rubriche/dettaglio_recensioni.aspx?rbval=n6ZNrZuqCA8%3D&lt;br&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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&lt;div&gt;&lt;a expr:href='"http://www.addthis.com/bookmark.php?pub=anja&amp;amp;url=" + data:post.url + "&amp;amp;title=" + data:post.title' target='_blank' title='Bookmark and Share'&gt;&lt;img src='http://s9.addthis.com/button1-bm.gif' width='125' height='16' style='border: 0px; padding: 0px' alt='Bookmark and Share' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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Su internet un sito per aiutare le persone con le stesse difficoltà&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Porto Tolle, 3 ottobre 2008&lt;/strong&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i familiari di V.B., la donna che si è suicidata martedì notte, a Donzella di Porto Tolle, ieri è stato il giorno del dolore e del silenzio. Dopo che la 26enne, originaria di Villanova di Bagnacavallo, nel Ravennate, si è tolta la vita non sopportando più la separazione dal proprio bambino, i familiari attendono giustizia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era stata proprio la madre di V.B., ieri, a raccontare ai giornali il calvario della figlia. Di come le fosse stato tolto il suo bambino e di come la ragazza fosse caduta in depressione. Tanto da giungere al suicidio. La madre di V.B. aveva anche attaccato il Tribunale dei Minori: "Istituzione vecchia- aveva detto- che va cancellata"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia era iniziata nel 2002: V.B, residente a Villanova di Bagnacavallo, dà alla luce un bimbo all’ospedale di Lugo. Il padre naturale lo riconosce solo dopo la nascita e dopo l’accertamento del Dna. Il bimbo vive con la mamma e la nonna Loretta, che gestiscono un bed &amp; breakfast nella loro abitazione di Villanova, mentre il padre, che fa il facchino, vive con la propria famiglia d’origine. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2003 il padre d invia al Tribunale per i minori di Bologna richiesta di affidamento del figlio, affermando che il bambino vive in un ambiente inaffidabile. La madre risponde con una denuncia per calunnia, ma il figlio viene affidato al padre. Nel 2004, i due genitori vengono convocati dal Tribunale dei minori che emette un decreto in cui si dispone che ‘i servizi sociali ‘vigilino sulla situazione, fornendo sostegno ed indicazioni educative’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel settembre 2005 lo stesso Tribunale conferma l’affidamento del piccolo alla famiglia paterna, La mamma va in crisi tanto che nell’ottobre 2005 il Dipartimento di Salute Mentale di Lugo inizia a seguirla per problemi di carattere psicologico, che nel 2006 definisce ‘disagio psicologico espresso con ansia e angoscia di non avere il figlio con sé’. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel maggio 2006, viene confermata la collocazione del bambino presso il padre, sia ‘per le condizioni di salute della madre sia per gli interventi attuati dalla nonna materna, che avrebbe verso il nipote un attaccamento eccessivo’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Madre e nonna presentano ricorso e nel 2006 si incatenano davanti al Tribunale dei Minori di Bologna. Ma non c’è nulla da fare, e alla fine del 2007 le visite che la mamma può fare al bambino vengono sospese, poi ripristinate, ma con la presenza della sola madre e di assistenti sociali addette al controllo, mentre la nonna materna viene esclusa da queste visite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per mercoledì scorso era fissato un incontro con i dirigenti dei servizi sociali per chiedere maggiori visite della madre. Ma nel frattempo era arrivata la notizia del suicidio e tutto era precipitato. &lt;br /&gt;"&lt;strong&gt;E’ giusto che tutti sappiano, in modo che qualcuno ci aiuti a cambiare le cose. Solo così&lt;/strong&gt; - aveva detto ieri la madre di V.B.-&lt;strong&gt; il suo sacrificio non sarà inutile&lt;/strong&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/rovigo/2008/10/03/122608-madre_della_giovane_suicida.shtml&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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E’ autonomo, mostra di non aver bisogno di nessuno e di non accorgersi degli altri, che elude puntualmente…&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I narcisisti sono di solito intelligenti, simpatici, geniali, eloquenti, incantatori, desiderosi di conquistare tutti e molto sicuri di sé.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono persone che attraggono e conquistano, ma dalle cui storie si esce spesso ‘massacrate’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si dice che viviamo in una società affetta dal narcisismo, dove il soddisfacimento immediato e lo sfruttamento interpersonale costituiscono il fine primario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uomini e donne possono essere ugualmente narcisisti, ma mentre le donne, per ragioni storico-culturali sono portate a smussare i loro tratti caratteriali perché culturalmente più bisognose e attente alle relazioni sentimentali, gli uomini invece, trovano nel lavoro, nella carriera e nel successo, la sicurezza e la soddisfazione personale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sentono la necessità di smussare il loro carattere all’interno della relazione e vengono accettati maggiormente per quello che sono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Ma come si riconosce un narcisista?&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Innanzitutto bisogna diffidare delle apparenze, ossia dall’uomo “troppo”: troppo brillante, simpatico, intelligente, spiritoso, galante…"troppo" perfetto per essere vero!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Un narciso un giorno ti fa sentire una regina e un altro ti mortifica e critica aspramente oppure t’ignora completamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ti accusa apertamente di qualcosa, giocando il ruolo della vittima o di chi non ha alcuna responsabilità nella faccenda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Cammina per strada alcuni passi davanti a te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Osteggia qualsiasi tua decisione o iniziativa per il solo fatto che è partita da te e non da lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Quando è in compagnia, vuole stare al centro dell’attenzione e ti relega al ruolo di semplice spettatrice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Nei piccoli gesti quotidiani, soddisfa le sue esigenze personali anziché quelle di entrambi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo. Il narcisista (o &lt;em&gt;narciso&lt;/em&gt;) mette in atto una serie di condizionamenti che paralizzano la partner, mettendola in uno stato di incertezza e tenendola in suo potere in maniera sadica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un narcisista è meglio averlo come amico che come partner!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi viviamo purtroppo in una società in cui l’autonomia è considerata più importante della responsabilità morale. L’&lt;em&gt;eroe&lt;/em&gt; sembra essere chi vive le relazioni senza impegno e senza preoccupazione per il benessere della partner.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il narciso vuole piacere alla gente, essere ammirato e gratificato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi vive al suo fianco – &lt;em&gt;parlo della partner &lt;/em&gt;- è spesso il capro espiatorio dei suoi stati d’animo. Se il narciso si sente troppo “legato” a lei o se la sente troppo forte, si vendica colpevolizzandola e attaccandola apertamente oppure richiudendosi nel silenzio e nella passività per ristabilire la sua supremazia di potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A volte sceglie una donna forte per poterla rendere debole, e quando lei diventa debole, non prova più alcun interesse nei suoi confronti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con i narcisisti difficilmente s’instaura una relazione in cui l’uno dipende dall’altro per lo sviluppo delle rispettive potenzialità. Il narciso è diffidente, rende la compagna insicura e la svaluta, fa di tutto per ingelosirla…E’ un rapporto davvero frustrante!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il narcisista attrae donne dipendenti&lt;/strong&gt;. Il fatto di essere un uomo “perfetto”, dà loro l’illusione di poter instaurare un rapporto di condivisione totalizzante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un narciso ha un rapporto alla pari solo con un altro narciso, ma è un rapporto alla lunga difficile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensare di poter cambiare un narcisista è come un gioco al massacro (&lt;em&gt;il proprio, però!&lt;/em&gt;). Egli desidera soltanto che la sua partner si adatti a tutti i suoi desideri. Sempre sulla difensiva, nel timore di darle troppo potere, è insofferente e permaloso. Non sopporta di essere criticato e reagisce in modo rabbioso anche per un appunto banale che lei gli fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il narcisista è imprevedibile e ama stupire. Ha una grande capacità di cogliere i punti deboli degli altri e di farli notare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sua attività professionale, soprattutto se brillante e autonoma, costituisce l’aspetto predominante della sua vita perché gli dà la possibilità di dimostrare quanto vale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha una forte tendenza a usare gli altri per ottenere ciò che vuole e quando non ottiene ammirazione, mette in atto giochi di potere per sentirsi più forte e lo fa o seducendo oppure denigrando e accusando chi non lo ammira o non la pensa come lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vive in perenne competizione con gli altri, nel timore che qualcuno lo superi o sia migliore di lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://escialloscoperto.blogspot.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div  style="font-family:Berlin Sans FB;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;big&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(255,217,86)"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(255,255,153)"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(255,217,86)"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(255,255,153)"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(0,0,94)"&gt;Scarica Ora con sicurezza la&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style="font-family:Berlin Sans FB;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;big&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(255,217,86)"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(255,255,153)"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(255,217,86)"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(255,255,153)"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(0,0,94)"&gt;Tua copia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; COLOR: rgb(255,217,86)"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(255,255,153)"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; COLOR: rgb(255,217,86)"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(255,255,153)"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;big&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(255,217,86)"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(255,255,153)"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(255,217,86)"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(255,255,153)"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(0,0,94)"&gt;in &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; COLOR: rgb(223,45,141)"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;&lt;big&gt;REGALO&lt;/big&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(0,0,94)"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;big&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;dell' e-book&lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;/span&gt;&lt;big&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(0,0,94)"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Troppo Innamorato o...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Persecutore?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;" &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(0,0,94)"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;E' solo per te!&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;small  style="font-family:Latha;"&gt;&lt;small&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;(clicca sull'immagine)&lt;/span&gt;&lt;/small&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt; &lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.geocities.com/esci.alloscoperto/STALKING.html"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; COLOR: rgb(255,217,86)"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;center&gt;&lt;img style="BORDER-RIGHT: 0px solid; BORDER-TOP: 0px solid; BORDER-LEFT: 0px solid; WIDTH: 274px; BORDER-BOTTOM: 0px solid; HEIGHT: 314px" alt="Troppo Innamorato o...Persecutore?" src="file:///C:/Documents%20and%20Settings/pc_USER/Documenti/Immagini/esci.allo.scoperto.jpg" /&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;BR&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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Mariano Balistreri, sergente a Trento nel II Reggimento Genio Guastatori, non voleva rinunciare a lei e la tempestava di telefonate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'inizio l'aveva inutilmente pregata di ripensarci e poi l'aveva minacciata tanto che, il padre di Antonella, l'aveva denunciato ai carabinieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Data la distanza chilometrica tra i due ex fidanzati (uno in Trentino e l'altra in Sicilia) nulla lasciava presagire che Mariano stesse preparando l'omicidio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mariano, in licenza ordinaria per qualche giorno, quella mattina del 20 marzo 2000, si recò a Raffadali (Agrigento), paese di Antonella e attese sotto casa che lei uscisse, cosa che lei fece alle 7.30. Salita sul suo scooter, Mariano la colpì tre volte accoltellandola (una di queste al cuore), non dandole neppure il tempo di rendersi conto di ciò che le stava succedendo. Soccorsa dai suoi familiari, Antonella morì poco dopo durante la corsa in ospedale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mariano si costituì ai carabinieri dichiarando: "&lt;em&gt;Continuava a respingermi, ma io l'amavo, non potevo vivere senza di lei&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                      &lt;center&gt; *  *  *  *  *  *  *  *  *  *&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Antonella Russo &lt;/strong&gt;ha lasciato un grande vuoto, soprattutto per la lezione di coraggio che ci ha dato. Lei, una ragazza di appena 23 anni, ha pagato con la vita il suo rifiuto alla violenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindici anni fa suo padre morì e lei, insieme alla sorella Milena e alla madre, strinsero un legame affettivo ancora più forte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando la mamma di Antonella trovò un nuovo compagno, le due sorelle lo accolsero come uno di famiglia. Ma Antonio Carbonara diventò col tempo sempre più violento con la sua mamma e questo Antonella non poteva sopportarlo, sentiva che doveva proteggerla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei, così giovane, trovò la forza e la determinazione di cacciare di casa il Carbonara e di cambiare la serratura dell'abitazione. Andò anche a denunciarlo ai carabinieri per detenzione di un'arma da fuoco. Temeva per sua madre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, quella mattina del 20/02/2007 a Solofra (Avellino), Antonella accompagnò la madre al lavoro molto presto e, ritornando verso casa, incontrò Carbonara che la fermò (&lt;em&gt;forse credette che l'uomo volesse chiederle un chiarimento&lt;/em&gt;). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece Carbonara si avvicinò al finestrino dell'auto e le esplose quattro colpi di pistola, due dei quali alla testa. L'uomo non sopportava che quella ragazza così coraggiosa e forte potesse opporsi alla sua relazione con la madre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonella era una ragazza che amava la vita, era gioiosa e stava per laurearsi. Il Rettore dell'Università che frequentava ha deciso di assegnarle la laurea ad honorem.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il coraggio di Antonella ha commosso tutti. Laura Pausini (sua cantante preferita) le ha dedicato il concerto del 2 giugno. Numerose sono state le iniziative per ricordarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Terra!", il settimanale del TG5, le ha dedicato uno speciale. Vedi video:&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href="http://www.tg5.mediaset.it/video/2007/03/vedivideo_14203.shtml"&gt;http://www.tg5.mediaset.it/video/2007/03/vedivideo_14203.shtml&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Visita il sito di Antonella &lt;a href="http://www.antonellarusso.com"&gt;www.antonellarusso.com&lt;/a&gt;, una ragazza davvero unica.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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Gli stessi Autori nella definizione clinica segnalavano la presenza di un atto manifesto non desiderato dalla vittima e percepito da questa come molesto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1997 Pathè e Mullen adottavano, invece, la definizione di un insieme di diversi comportamenti con cui un soggetto impone ad un altro ripetute intrusioni e comunicazioni quali il pedinare,il sorvegliare,il sostare nelle vicinanze o tentare approcci con la vittima,mentre per comunicazioni si intendono l’invio di lettere e-mail,l’effettuare telefonate, e lasciare messaggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1998 Meoly indicava come stalking la «persecuzione e molestia voluta, ripetuta e malintenzionata, perpetrata nei confronti di una persona che sente così minacciata la sua sicurezza personale».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre nel 1998 Tjaden e Thoennes definirono lo stalking come un insieme di condotte dirette verso una precisa persona che implica un avvicinamento visivo o fisico, una comunicazione senza consenso, minacce o verbali o scritte o implicite, o una combinazione di esse, che comporta una ragionevole paura nella persona per messaggi ripetuti in due o più occasioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre nel 1998 in America veniva promulgata una legge specifica, la «Model Antistalking Law»,che indicava come stalli un insieme di comportamenti che comprendevano un avvicinamento fisico ripetuto e/o minacce continue, che si erano verificati per almeno due volte, includevano minacce esplicite o implicite nei confronti della vittima, che erano rivolte verso una persona o i membri della sua famiglia e che causavano alla vittima ed ai suoi familiari intensi sentimenti di angoscia,paura o ansia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia, nel 2001, Galeazzi e Curci introdussero il concetto di «sindrome dalle molestie assillanti» intendendo con queste «un insieme di comportamenti ripetuti ed intrusivi di sorveglianza e controllo, di ricerca di contatto e di comunicazione nei confronti di una vittima che risulta infastidita e/o allarmata da tali attenzioni e comportamenti»;si tratta in sostanza di un quadro sintomatico che rimanda ad una patologia della comunicazione e della relazione,quadro che,dunque, mette al centro dell’attenzione la relazione molestatore-vittima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla scorta delle predette definizioni è possibile indicare genericamente con il termine stalking un insieme di comportamenti8ad es. molestie, minacce, pedinamenti, telefonate indesiderate, ripetute lettere, plurimi messaggi nella posta elettronica ecc.) ripetuti ed intrusivi di sorveglianza e di controllo,di ricerca di contatto e comunicazione che una persona compie nei confronti di una «vittima» che risulta infastidita e7o preoccupata da tali attenzioni e comportamenti non graditi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta quindi di una condotta riferibile ad un modello di comportamento e non invece alle motivazioni ed agli effetti che tale comportamento persegue ed ottiene Sebbene si tratti di un fenomeno che ha iniziato ad interessare gli psichiatri ed i medici forensi intorno alla prima metà degli anni novanta,sia in ambito internazionale che nazionale, a tutt’oggi è spesso ancora celato dalle stesse vittime, mentre è oggetto di studio principalmente da parte di sociologi,medici legali e psichiatri forensi, oltre che delle forze dell’ordine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla base della documentata sottostima del fenomeno in letteratura sono riportate diverse motivazioni fra cui: una ridotta segnalazione data la presenza di condotte di per sé stesse innocue e non oggettivamente illecite o dannose; un comprensibile senso di pudore o riservatezza(dal momento che i predetti comportamenti hanno luogo nel corso di una qualche relazione personale già conclusa); un sentimento di paura o sfiducia per le concrete difficoltà di affrontare e risolvere la campagna di molestie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei molteplici studi eseguiti in tema di stalking sono stati delineati gli elementi costitutivi dello stesso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella sindrome del molestatore assillante è, infatti, possibile distinguere: 1) un attore ovvero il molestatore (stalker), 2) una vittima nei cui confronti lo stalker sviluppa un’intensa polarizzazione ideo- affettiva e verso cui mette in atto una serie ripetuta di comportamenti tesi alla sorveglianza e/o comunicazione e7o ricerca di contatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il molestatore assillante (stalker) è stato classificato in uno studio del 1996 in stalker violento domestico, stalker deluso e stalker seccatore; nel 1998 altri autori segnalavano lo stalker come erotomane, amante ossessivo e semplice ossessivo.&lt;br /&gt;Nel 1999 Mullen et al. Distinsero lo stalker in:&lt;br /&gt;a)     &lt;strong&gt;rifiuto&lt;/strong&gt; (si oppone alla fine di una relazione intima con azioni finalizzate a ripristinarla);&lt;br /&gt;b)     &lt;strong&gt;rancoroso &lt;/strong&gt;( compie molestie per vendicarsi di un torto che ritiene di aver subito da parte della vittima);&lt;br /&gt;c)     &lt;strong&gt;predatore &lt;/strong&gt;(insegue la vittima, nei cui confronti prepara l’attacco, costituito spesso da una violenza sessuale);&lt;br /&gt;d)     &lt;strong&gt;corteggiatore inadeguato &lt;/strong&gt;trattasi del corteggiatore fallito in cerca di patner);&lt;br /&gt;e)     &lt;strong&gt;cercatore di intimità &lt;/strong&gt;(aggredisce vittime sconosciute e personaggi celebri di cui è innamorato per istaurare una relazione).&lt;br /&gt;f)       Nel 2005 Hege segnalava 3 tipi di stalking rispettivamente quello «&lt;strong&gt;emotivo&lt;/strong&gt;» (Emotional Stalking: trattasi del tipo più comune,perpetrato da ex coniugi, ex fidanzati,ex amanti,ma anche ex pazienti,ex vicini di casa, o ex colleghi:in tutti i casi sussisteva una precedente relazione affettiva interrotta e che non risulta accettata dallo stalker. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo caso l’interesse che spinge lo stalker può essere sia positivo ovvero un tentativo di riavvicinamento sia negativo ovvero una vendetta; ne conseguono comportamenti ambigui e paradossali come ad esempio le minacce di morte seguite da invio di costosi regali. In questo gruppo rientrano il «Respinto», il «Bisognoso di affetto», il «Corteggiatore incompetente», il «Predatore») quello «delle celebrità» (Star Stalking: trattasi della persecuzione perpetrata ai danni di persone di una certa visibilità come ad esempio personaggi dello spettacolo,della politica ecc., ad opera di sostenitori o invidiosi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo gruppo rientrano i «Bisognosi di affetto» ed il «Corteggiatore Incompetente»:entrambi ricercano infatti un rapporto idealizzato, concretamente impossibile. Nel caso di stalker spinti da odio e gelosia si sono verificati casi estremi di ferimento o addirittura omicidio della vittima) e quello «occupazionale» (trattasi di un particolare tipo di stalking che inizia sul posto di lavoro che poi sconfina nella vita privata della vittima, ovvero, la motivazione proviene dal mondo del lavoro dove lo stalker ha realizzato, subito o desiderato una situazione di conflitto o persecuzione. L’interesse nello stalking occupazionale è quasi sempre negativo e lo stalker occupazionale più comunemente rientra nella tipologia del «risentito»).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella maggior parte dei casi trattasi di soggetti di sesso maschile che non accettano la fine di un rapporto affettivo; in particolare, è stato segnalato in letteratura che è più probabile che gli uomini stalker agiscano nei confronti di una persona con cui hanno avuto in precedenza una relazione intima. Inoltre, è stato segnalato che quanto più la relazione interrotta era stata lunga e seria, tanto maggiori risultano gli atti posti in essere dello stalker ed in particolare l’approccio scelto è maggiormente quello fisico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, si tratta di soggetti di etnia caucasica, di circa 34 anni nel caso di pregresse relazioni intime e di 36 anni e mezzo nel caso di relazioni non intime,con un livello di occupazione inferiore alla vittima prescelta, con una storia affettiva caratterizzata da relazioni intime sfortunate e che solitamente non vive una relazione affettiva al momento della condotta di stalking. Inoltre, è segnalato in letteratura, un pregresso uso di alcol o droghe, pregressi episodi di violenza o maltrattamenti,pregressa diagnosi di malattia mentale o di precedenti penali.&lt;br /&gt;Quanto alla sussistenza di sindromi o disturbi psichiatrici tipici degli stalker non risultano sussistere fattispecie. Di fatto egli soffre spesso di una combinazione di disturbi ma lo stalker può anche essere un individuo sano di mente allo stesso modo di tutti coloro che pongono in essere atti illeciti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le ipotesi patologiche è indicata l’erotomania e il delirio erotomanico, spesso espressioni di un quadro psicotico più complesso; spesso sono presenti disturbi della personalità (in particolare i quadri border-line, paranoidi e narcisistici).&lt;br /&gt;Gli atti che costituiscono lo stalking sono comportamenti solitamente accettati socialmente e considerati normali, ma che nel caso dello stalking si caratterizzano per invadenza e persistenza nel tempo, causando effetti psicologici sulla vittima e rischio di violenza associato:lo stalker,infatti, agisce con minacce esplicite ed atti di violenza a cose e persone, anche se la maggior parte degli stalker non è violenta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i predetti atti- comportamenti- sono ricompresi: l’invio ripetuto di regali,fiori,telefonate assillanti o solo squilli,posta assillante e disturbante (bigliettini,lettere, messaggi fax),il pedinamento cibernetico(con ripetuto invio di e-mail ma anche messaggi di messaggeria istantanea sms),gli appostamenti,i frequenti incontri(apparentemente casuali,ma in realtà voluti e ricercati) sul luogo di lavoro della vittima o nelle vicinanze di esso o nei pressi dell’abitazione,gli atti vandalici nella casa o dei beni di proprietà della vittima(come ad esempio il danneggiamento dell’automobile),l’appropriazione della sua posta,l’osservazione della vittima da lontano o il furto di suoi oggetti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va sottolineato che non esiste un comportamento o una serie di comportamenti sempre presenti nello stalking.&lt;br /&gt;E’ dunque, se non ogni attenzione indesiderata va interpretata quale atto di stalking e neanche ogni atto persecutorio o molesto, ne consegue che risulta estremamente difficile individuare il momento preciso in cui è possibile identificare il fenomeno come tale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perciò, in ogni caso d’ipotetico stalking occorrerà prestare attenzione a tutte le condotte dell’asserita vittima, in particolare alla ripetitività dell’atto subito ed al suo perdurare nonché all’esistenza di una precedente relazione tra molestatore e vittima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto al numeros minimo di eventi molesti necessari ed all’arco di tempo in cui questi si devono sviluppare per qualificare come stalking una determinata condotta ripetitiva,tra gli studiosi non sussiste accordo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su quanto possa durare il periodo in cui la vittima patisce lo stalking, in letteratura è indicato un lasso di tempo variabile; Hall,nel 1998,indicava un periodo compreso tra 1 e 3 anni, mentre i dati della NVAW Survey (National Violence Against Women Survey) segnalavano una durata fino a un anno con un periodo significativamente maggiore nei casi di stalking coinvolgenti persone che avevano una relazione intimas; Aramini segnalava una durata variabile fra 3 settimane e 2 anni; Hege segnalava come parametro minimo una durata di tre mesi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto alla frequenza degli atti a parere di Pathè e Mullen lo stalking si verifica solo se le intrusioni hanno raggiunto una frequenza di almeno dieci episodi nell’arco di quattro settimane; a parere di Hege,invece, le azioni moleste devono avere cadenza almeno settimanale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riguardo al tipo di violenza essa può essere sia fisica (uso di qualsiasi atto teso a far male od a spaventare la vittima:può trattarsi di aggressione fisica grave con ferite che richiedono cure mediche, ma anche di un semplice contatto fisico mirante a spaventare ed a rendere la vittima soggetta al controllo dell’aggressore) che psicologica(rappresentata da una serie di atteggiamenti intimidatori, minacciosi,vessatori, con tattiche di isolamento poste in essere mediante ricatti, insulti verbali,colpevolizzazioni pubbliche e private, ridicolizzazioni e svalutazioni continue,denigrazioni ed umiliazioni; di fatto l’aspetto psicologico più grave è l’imprevedibilità dell’aggressione).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I dati riportati in letteratura sono molto controversi: la maggior parte degli stalker non sembrerebbero di indole violenta ed i loro gesti sarebbero per lo più benigni come l’offerta di regali, l’invio di lettere o messaggi lasciati sull’auto o sulla porta di casa,i pedinamenti ecc.; le predette azioni,però, vengono percepite dalla vittima con paura ed è stato osservato che, proprio i ripetuti rifiuti possono portare lo stalker ad assumere comportamenti estremi come minacce esplicite e violenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fatto, occorre tenere presente, che le azioni dello stalker possono essere percepite in maniera diversa a seconda della vittima ovvero della percezione soggettiva della stessa che risulta direttamente correlata al suo stato culturale:ad esempio un soggetto potrebbe trovare violenta ed intollerabile un’azione che invece un’altra persona potrebbe considerare come una sciocchezza neanche fastidiosa.&lt;br /&gt;Passando ora ad analizzare le caratteristiche della vittima, trattasi nella preponderanza dei casi di soggetti di sesso femminile, con cui lo stalker uomo ha avuto in precedenza una relazione; al contrario, le donne Autrici di stalking per lo più agiscono nei confronti di una vittima con la quale hanno avuto una relazione non intima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto all’età della vittima nel 1998 Tjaden et al. Identificavano nei giovani adulti compresi nella fascia di età fra i 18 ed i 29 anni, l’obiettivo primario dello stalker; nel 1999 palarea et al. Segnalavano che l’età media della vittima di stalking è di 32. 3 anni nei casi di persone che avevano/hanno avuto una relazione non intima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo uno studio condotto da Hall et al. Nel 1998, e successivamente è confermato anche da altri Autori, si tratterebbe di donne che non hanno una situazione relazionale stabile al momento dello stalking in particolare meno di ¼ delle vittime è sposata o risposata o convivente. Trattasi di donne il cui livello d’istruzione risulta più elevato di quello dello stalker e nella maggior parte dei casi appartenenti alla razza caucasica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ stato segnalato che una pregressa relazione tra stalker e vittima è un fattore discriminante, ovvero, sono più frequenti le minacce verso la vittima,la violenza verso le persone e verso le proprietà e le minacce effettivamente seguite da violenza rispetto ai casi in cui la vittima non è intima; vi è,inoltre, la ricerca da parte dello stalker di un rapporto più fisico con la vittima anche per il fatto di conoscere il suo stile di vita ed i luoghi frequentati;inoltre,i comportamenti di stalking possono essere alimentati da risposte affettive alla dissoluzione della relazione(collera,gelosia, rifiuto,ecc.) che sono più intense se la relazione è intima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è nemmeno escluso che le vittime dello stalker possano essere più persone appartenenti ad un medesimo gruppo familiare:è il caso di persecuzioni e molestie telefoniche perpetrate contro i coniugi e persino contro i figli della coppia da parte di un ex amico di famiglia, innamorato della donna:sono le cosiddette vittime secondarie ovvero vittime coinvolte nelle molestie senza esserne l’oggetto primario.&lt;br /&gt;E’ inoltre segnalata la tipologia di vittime fittizie.Trattasi di stalker con inversione di ruolo o persone affette da deliri persecutori o da disturbi fittizi propriamente detti o di simulatori che, appunto, simulano per ottenere benefici economici o di altro tipo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto al profilo sociale la vittima può anche essere un personaggio dello spettacolo, oppure un medico (è il caso del paziente che perseguita il proprio terapeuta), o il caso di un infermiere, un perito, un giudice, un assistente sociale, ma anche un vicino di casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Maria Anna Filosa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;http://www.diritto.it/art.php?file=/archivio/26391.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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Sua unica "colpa" fu quella di aver voluto troncare la relazione che aveva con Aldo Cagna. Una relazione burrascosa e violenta durata anni e che aveva visto Silvia ricorrere più volte alle cure dell'ospedale per le percosse ricevute dal fidanzato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quattro anni fa Silvia decise di guardare al suo futuro, lasciò Aldo, s’impegnò negli studi e trovò un altro fidanzato. Ma Aldo non voleva far parte del suo passato, non voleva essere un semplice "ex". Voleva continuare a far parte della vita di Silvia, come se gli appartenesse, così iniziò a tormentarla e le giurò che prima o poi l'avrebbe uccisa per averlo lasciato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Silvia e la sua famiglia presentarono diversi esposti e denunce alle forze dell'ordine nella speranza di ricevere tutela. Tutto inutile.&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una sera di settembre del 2006 Aldo (di famiglia agiata ma con precedenti penali), si appostò davanti alla ditta di pomodori di Martorano, dove la ragazza svolgeva lavori saltuari per mantenersi agli studi (&lt;em&gt;le mancava l'ultimo esame per laurearsi in Medicina&lt;/em&gt;)...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verso le 23 Silvia uscì dal lavoro a bordo della sua Fiat Brava, Aldo la seguì con la sua Panda per un chilometro, poi la tamponò, quindi speronò, finché Silvia si  fermò. Allora Aldo scese dalla sua auto, le aprì la portiera della macchina e  iniziò a colpirla più volte, al torace e al viso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La trovarono con le mani appoggiate sul volante, la cintura di sicurezza ancora allacciata, il viso sfigurato e il cuore spaccato da una coltellata. Quel cuore che aveva offerto amore ad Aldo ma che ha trovato solo violenza e ferocia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;*  *  *  *  *  *  *  *  *&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Morte altrettanto terribile quella della povera &lt;strong&gt;Stella Katia Palermo&lt;/strong&gt;, 25 anni di Leca (SV), fidanzata con un uomo violento: Fabio D'Errico, 32 anni. Già in passato Fabio aveva manifestato atteggiamenti violenti e intimidatori nei confronti di Stella, tanto che era stato diffidato da parenti e amici della ragazza a starle lontano. Stella non l’aveva mai denunciato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rapporto tra i due fidanzati era stato da sempre difficile a causa dell'immotivata, ossessiva ed esasperante gelosia di Fabio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sera del 4 luglio 2006, Stella era a casa con sua madre quando ricevette la visita di Fabio. Forse in presenza della madre si sentiva più sicura e non poteva prevedere quello che sarebbe accaduto di lì a poco. Verso le 22 Stella ricevette un sms sul suo cellulare da parte di un amico e questo bastò a far scattare la furia omicida di Fabio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Afferrò la ragazza e si chiuse in stanza da letto con lei, dove tentò dapprima di strangolarla con il filo per caricare il cellulare, non riuscendoci, la sgozzò con un taglierino. La madre, sentendo le urla della figlia, non riuscendo a entrare nella stanza in suo aiuto, uscì da una finestra laterale e la trovò in una pozza di sangue. Stella morì poco dopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;*  *  *  *  *  *  *  *  *&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In nessuno di questi due casi è stata emessa la pena dell'ergastolo. In America vige ancora la pena di morte, io non la condivido, ma il carcere di Guantanamo per assassini di questo tipo sarebbe auspicabile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://escialloscoperto.blogspot.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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L'incontro, patrocinato dal comune di Castel Ritaldi, nasce dal disagio sociale della violenza, sempre più frequente e, sembra, sempre meno prevedibile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse gli ultimi fatti di cronaca che hanno visto protagonista il territorio spoletino hanno spinto il concretizzarsi di questa iniziativa, se non per risolvere, almeno per iniziare a capire. Il filmato racchiudeva il senso profondo dello stalking con una ragazza angosciata dalle molestie ossessive di un'altra persona. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al convegno è intervenuto il dott. &lt;strong&gt;Massimo Lattanzi&lt;/strong&gt;, psicologo, psicoterapeuta e coordinatore A.I.P.C.. "Lo stalking - ha spiegato - è una condotta comportamentale particolare. Lo stalker, non dobbiamo pensare che sia un pazzo o un mostro. In genere si tratta di persone normali, che perdono il controllo solo in alcune relazioni sentimentali, vere o inventate che siano"."L'associazione Italiana di Psicologia e criminologia - ha continuato il dott. Lattanzi - è da circa 7 anni che si occupa di questi fenomeni sociali, ma è ancora difficile poter fare un elenco di tutti i comportamenti tipici del presunto colpevole. Ogni caso analizzato porta alla luce nuovi orientamenti dell'atteggiamento. Questa è una realtà che colpisce tutti, - ha evidenziato dando anche qualche cifra - il 20% delle vittime sono uomini, l'80% donne. Uno degli errori più grandi è l'isolamento della vittima, che diventa così ancora più a rischio". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comprendere il disagio di una vittima è più facile e naturale da capire, pensare che il colpevole possa essere aiutato, non è altrettanto semplice.Il dottore ha quindi riportato un racconto di un paziente: "mi è capitato di parlare con un uomo che aveva tentato di sgozzare la moglie e si era rivolto alla struttura per due motivi, innanzi tutto perché nessuno, neanche lo Stato, si occupa di persone di questo tipo, se non a livello cautelativo, il secondo motivo era perché aveva paura di ricommettere lo stesso reato. Quell'uomo era stato condannato a 6 mesi di reclusione e aveva ricevuto una diffida dal paese dove era successo il fatto e basta. E' qui che si capisce l'importanza della prevenzione e dell'aiuto che si può dare ai presunti colpevoli. Nel caso citato, la reiterazione è probabile, magari con altre modalità o scegliendo un'altra vittima, ma il problema si sposta, non si elimina. La prevenzione è necessaria per rendere consapevoli tutti, uomini e soprattutto donne, quali sono i comportamenti che non è giusto subire e che non vanno considerati normali". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli stalker, solitamente, secondo quanto evidenziato nel corso del convegno, portano dentro di loro un disagio che insanamente li porta a vivere i rapporti interpersonali, specie quelli sentimentali, in maniera ossessiva, pretendendo un pieno controllo sul partner. Il 5% dei colpevoli ha tentato il suicidio, molti soffrono di attacchi di panico, flash back notturni, incubi. Una grande percentuale ha subito un distacco o un lutto che non è riuscito ad elaborare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E a livello locale? "In Umbria i casi di stalking - ha sottolineato il dottor Lattanzi - sono il 9% su un'incidenza del 20%. Ma c'è una percentuale oscura, che non ci perviene solo perché la vittima non sporge denuncia. Nell'80% dei casi la vittima conosce il suo persecutore e nel 55% dei casi si tratta di un parente". La funzione delle forze dell'ordine in questo tipo di reati è molto importante, anche se per lo stalking, proprio perché non si manifesta necessariamente con atti i violenza fisica, gli agenti spesso devono arrendersi, perché se non scatta le denuncia, non possono procedere. L'auspicio emerso dal convegno, quindi, è che anche la normativa con il tempo cambi e che ci sia il riconoscimento per questo tipo di reati, altrettanto devastanti, per la procedura d'ufficio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al tal proposito è in previsione l'apertura, proprio nel comune di Castel Ritaldi, di un centro che si occupi di questa problematica, molto più diffusa di quanto uno possa immaginare. Un centro che sostenga le vittime, che si occupi dei colpevoli, ma soprattutto che sia capace di fare un'assidua e costante campagna di prevenzione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Valentina Ballarani) http://www.tuttoggi.info/articolo-7618.php&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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Lo comunica l'Istat che sottolinea la continua tendenza alla flessione per le separazioni osservata nel 2005 (-1,1% rispetto al 2004). Entrambi gli eventi sono però notevolmente aumentati nell'ultimo decennio: rispetto al 1996, le separazioni hanno avuto un incremento del 39,7% e i divorzi del 51,4%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La dinamica opposta delle separazioni e dei divorzi&lt;/strong&gt;, spiega l'Istat, può essere in parte riconducibile alla costante diminuzione del numero di matrimoni celebrati nell'ultimo decennio, di cui cominciano a risentire l'effetto proprio le separazioni. I divorzi, che dalle separazioni derivano a distanza di almeno tre anni, sono invece ancora influenzati dalla fase crescente registrata nelle separazioni fino al 2004. Le separazioni consensuali, nel 2006, sono state 68.820 (l'85,6% del totale) e i divorzi 39.012 (78,8%). I tassi generici di diffusione dei due fenomeni sono del 5,4 per le separazioni e del 3,3 per i divorzi ogni mille coppie coniugate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il tasso maggiore di separazioni e divorzi &lt;/strong&gt;si registra al Nord: 6 separazioni e 4,2 divorzi ogni 1.000 coppie coniugate contro 4,3 separazioni e 2,1 divorzi nel Mezzogiorno. A livello regionale, la Liguria è in testa (7,5 separazioni e 5,1 divorzi ogni 1.000), seguita da Lazio (7,4 separazioni e 3,9 divorzi ogni 1.000) e Valle d'Aosta (6,7 separazioni e 5,6 divorzi ogni 1.000 coppie coniugate). Valori più bassi in Calabria (3,1 separazioni e 1,8 divorzi) e Basilicata (3,2 separazioni e 1,5 divorzi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il 70,6% delle separazioni e il 60,1% dei divorzi&lt;/strong&gt; hanno riguardato coppie coniugate con figli avuti durante il matrimonio. I figli coinvolti nella crisi coniugale dei propri genitori sono stati 98.098 nelle separazioni e 46.586 nei divorzi. Oltre la metà (52,8%) delle separazioni e oltre un terzo (37,1%) dei divorzi provengono da matrimoni con almeno un figlio minore di 18 anni. Il numero di figli minori implicati nei casi di conflitto coniugale nel 2006 è stato 63.256 nelle separazioni e 23.940 nei divorzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Aumenta la pratica dell'affidamento condiviso&lt;/strong&gt; dopo l'entrata in vigore della nuova legge che prevede che nei casi di divorzio e separazione questo istituto sia la regola mentre l'affidamento esclusivo ad un genitore costituisce l'eccezione a cui ricorrere con provvedimento motivato soltanto se lo sia necessario per l'interesse del figlio. Nel 2006, è stato applicato nel 38,8% degli affidamenti a seguito di separazione e nel 28% in quelli relativi ai divorzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il dato, specifica l'Istat&lt;/strong&gt;, è riferito a soli 9 mesi dall'entrata in vigore della legge. Infatti, scorporando i dati 2006 per singolo trimestre, l'Istituto evidenzia la progressiva entrata a regime della nuova normativa, con un "costante incremento del ricorso all'affidamento condiviso": dal 20,2% registrato nel primo trimestre al 54,4% nel quarto trimestre nei procedimenti di separazione e, rispettivamente, dal 15,2% al 40% in quelli di divorzio. "I primi dati provvisori relativi all'anno 2007 - dice l'Istat - confermano questo andamento, in quanto la quota di figli minori in affidamento condiviso si attesta al 71,5% nelle separazioni e al 51% nei divorzi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nel 2006, i figli sono stati affidati &lt;/strong&gt;alla madre nel 58,3% dei casi di separazione e nel 67,1% dei divorzi, soprattutto nel Mezzogiorno. La custodia esclusivamente paterna è pari al 2,4% negli affidamenti a seguito di separazione e al 4,2% nei procedimenti di divorzio. L'affidamento a terzi interessa meno dell'1% dei bambini. L'affidamento condiviso è, invece, più diffuso nel Nord e nel Centro, dove, negli anni precedenti all'introduzione della legge, la tipologia di affidamento congiunto o alternato era più frequente rispetto al resto del Paese. Nel 2006, gli affidamenti condivisi interessano il 49,6% dei casi di separazione, superando quello esclusivo alla madre, e il 32,7% dei casi di divorzio. Si tratta di valori "sensibilmente maggiori", conclude l'Istat, di quelli rilevati nel Mezzogiorno (rispettivamente 21,4% e 17,5%).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2008/08/06/109832-coppie_sempre_crisi_impennata_divorzi.shtml&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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&lt;div&gt;&lt;a expr:href='"http://www.addthis.com/bookmark.php?pub=anja&amp;amp;url=" + data:post.url + "&amp;amp;title=" + data:post.title' target='_blank' title='Bookmark and Share'&gt;&lt;img src='http://s9.addthis.com/button1-bm.gif' width='125' height='16' style='border: 0px; padding: 0px' alt='Bookmark and Share' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;&lt;a expr:href='"http://www.addthis.com/bookmark.php?pub=anja&amp;amp;url=" + data:post.url + "&amp;amp;title=" + data:post.title' target='_blank' title='Bookmark and Share'&gt;&lt;img src='http://s9.addthis.com/button1-bm.gif' width='125' height='16' style='border: 0px; padding: 0px' alt='Bookmark and Share' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;&lt;a expr:href='"http://www.addthis.com/bookmark.php?pub=anja&amp;amp;url=" + data:post.url + "&amp;amp;title=" + data:post.title' target='_blank' title='Bookmark and Share'&gt;&lt;img src='http://s9.addthis.com/button1-bm.gif' width='125' height='16' style='border: 0px; padding: 0px' alt='Bookmark and Share' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;&lt;a expr:href='"http://www.addthis.com/bookmark.php?pub=anja&amp;amp;url=" + data:post.url + "&amp;amp;title=" + data:post.title' target='_blank' title='Bookmark and Share'&gt;&lt;img src='http://s9.addthis.com/button1-bm.gif' width='125' height='16' style='border: 0px; padding: 0px' alt='Bookmark and Share' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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Vietato l'ingresso nei locali frequentati dalla moglie</title><content type='html'>&lt;a href="http://www-org.giustizia.it/newsonline/data/mediateca/147.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://www-org.giustizia.it/newsonline/data/mediateca/147.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;ROMA (19 luglio) - Il marito manesco, separato o ancora coniugato che sia, si può vedere inibito, per ordine del giudice, l'ingresso in tutti «i luoghi frequentati abitualmente dalla moglie»: dalla casa coniugale, al bar, al supermercato e via di questo passo. Il concetto è che i due evitino le occasioni di incontro. Parola di Cassazione, che ha confermato l'allontanamento dalla casa familiare a Gabriele P., un 43enne di Cagliari indagato per maltrattamenti in famiglia che, pure abitando nello stesso palazzo della consorte, era andato a vivere in un appartamento separato con tanto di ingresso indipendente. Nonostante ciò, ogni qualvolta all'uomo capitava di incontrare la consorte, ricostruisce la sentenza 28958 della Sesta sezione penale, diventava violento e le metteva le mani addosso. Da qui il provvedimento adottato dal Tribunale della Libertà di Cagliari, nell'ottobre 2007, convalidato ora da piazza Cavour. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La sentenza&lt;/strong&gt;. Scrive la Cassazione che «le inevitabili possibilità doi incontro tra le parti non impedirebbe comunque la reiterazione del reato», ecco perchè è legittimo «non solo l'allontanamento dal convivente dalla casa familiare, ma anche la prescrizione di non avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa». Inutilmente Gabriele P. si è rivolto alla Cassazione, sostenendo che l'allontanamento dalla casa familiare poteva essere applicato solo in ipotesi «di reale ed effettiva convivenza, e non pure in ipotesi in cui il soggetto del reato dimori in casa autonomamente e in via esclusiva». Il Supremo tribunale ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha ricordato che «l'allontanamento dalla casa familiare non presuppone necessariamente la convivenza tra le parti, ma è applicabile anche quando l'indagato abbia già abbandonato il domicilio domestico per intervenuta separazione coniugale».&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Nel caso in questione, poi, la Suprema Corte, ha evidenziato che «correttamente il Tribunale ha escluso ogni rilevanza alla circostanza che i coniugi abitassero in due distinte unità abitative dello stesso immobile sul rilievo, tutt'altro che illogico, che i predetti condividono comunque gli spazi comuni, dove sono avvenuti i fatti di causa e ciò non impedirebbe le innumerevoli possibilità di incontro tra l'indagato» e la consorte maltrattata e quindi l'occasione per la reiterazione delle condotta criminosa». Ecco perchè il tribunale, alla luce di queste considerazioni, evidenzia come l'art. 282 bis c.p.p. «prevede espressamente non solo l'allontanamento del convivente dalla casa familiare, ma anche la prescrizione di non avvicinarsi ai luoghi abitualmente fequentati dalla persona offesa». Lo scopo è quello di ridurre il più possibile, se non proprio annullare, le occasioni di incontro tra la coppia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=27976&amp;sez=HOME_INITALIA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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&lt;div&gt;&lt;a expr:href='"http://www.addthis.com/bookmark.php?pub=anja&amp;amp;url=" + data:post.url + "&amp;amp;title=" + data:post.title' target='_blank' title='Bookmark and Share'&gt;&lt;img src='http://s9.addthis.com/button1-bm.gif' width='125' height='16' style='border: 0px; padding: 0px' alt='Bookmark and Share' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;!-- AddThis Button for Post END --&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/686521832518369792-9061679400140140180?l=escialloscoperto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://escialloscoperto.blogspot.com/feeds/9061679400140140180/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://escialloscoperto.blogspot.com/2008/07/lonest.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/686521832518369792/posts/default/9061679400140140180'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/686521832518369792/posts/default/9061679400140140180'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://escialloscoperto.blogspot.com/2008/07/lonest.html' title='L&apos;Onestà'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-686521832518369792.post-3762756389217303331</id><published>2008-07-13T08:35:00.003+02:00</published><updated>2008-07-15T15:27:14.032+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Molestie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stalking'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Violenza'/><title type='text'>Proposta-choc della ministra: «Telefono verde per i violenti»</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_ImkHs4kReoE/SHmj_dufTBI/AAAAAAAAARQ/CCQNqxpY5Ss/s1600-h/stalk2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_ImkHs4kReoE/SHmj_dufTBI/AAAAAAAAARQ/CCQNqxpY5Ss/s200/stalk2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5222385553619504146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;«Così si scarica l’aggressività a parole invece che con le botte»&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;DAL CORRIERE.IT 11.06.08&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;MADRID&lt;/strong&gt;— Nell’ultimo anno la Spagna ha contato oltre 126 mila casi di maltrattamento (secondo gli esperti il 90 per cento non vengono denunciati). Il 95 per cento delle vittime sono donne. Trenta sono state uccise dai propri mariti o compagni nel 2008 (74 nel 2007). L’autorità giudiziaria ha emesso quasi 80 mila ordini di protezione (gli agenti preposti al servizio sono 1.614). Gli 83 tribunali istituiti con la legge del 2005 per giudicare i «crimini machisti» annaspano per il troppo lavoro. Il governo Zapatero ha deciso di correre ai ripari puntando anche sulla prevenzione. La ministra dell’Uguaglianza Bibiana Aído, trentunenne andalusa, la ragazza blogger del governo (anche se il suo ministero non ha ancora un sito Internet) nella sua prima apparizione in Parlamento ha presentato un pacchetto di misure. Quella che fa più discutere è l’istituzione di una nuova linea verde. Un telefono amico. Per le vittime? No, per gli aggressori. Se lo 016 è già in funzione per le donne maltrattate, il nuovo numero — ancora da definire—sarà riservato agli uomini (potenzialmente o di fatto) violenti. Un call center alla camomilla, gestito da psicologi e assistenti sociali che avranno il compito — ha detto la Aído — di «aiutare le persone a incanalare l’aggressività anziché ricorrere alle botte». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.stalking.it/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
&lt;div&gt;&lt;a expr:href='"http://www.addthis.com/bookmark.php?pub=anja&amp;amp;url=" + data:post.url + "&amp;amp;title=" + data:post.title' target='_blank' title='Bookmark and Share'&gt;&lt;img src='http://s9.addthis.com/button1-bm.gif' width='125' height='16' style='border: 0px; padding: 0px' alt='Bookmark and Share' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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Età compresa tra 21 e 30 anni. Per sfiancare le sue vittime usa il telefono fisso, il cellulare, invia Sms o e-mail, e non le «molla» prima di un anno. È questo l'identikit della persona che si cela dietro i silenzi alla cornetta, dello «stalker» per antonomasia.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma stalker può essere chiunque. Uomo o donna, adolescente o anziano, amico o nemico, vicino di casa o sconosciuto, addirittura un genitore, una persona ferita nell'intimo o uno psicopatico. Lo stalker può disturbare, in rari casi essere piacevole, in altri ancora uccidere. Una ricerca dell'Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia indaga l'universo dello «stalking», cercando di comprendere le motivazioni e le dinamiche psico-comportamentali che scatenano gli stalker, e tentando di predisporre azioni efficaci di prevenzione. Un mondo descritto anche dallo psicologo Massimo Lattanzi in un libro intitolato «Finché morte non ci separi» (Edilservice Editore). Lo studio dell'AICP, se da un lato conferma che nel 55% dei casi lo stalking è legato a relazioni di coppia, dall'altro fornisce dati interessanti su altre tipologie. Nel 25% dei casi, gli stalker si annidano nei condomini. Il caso limite della strage di Erba ne è un esempio. Il 5% dei casi li vede in azione all'interno dei nuclei familiari. Nel restante 15%, si fa riferimento invece all'ambiente di lavoro e ad altre circostanze in cui si colloca la tipologia del «perfetto sconosciuto». Più in particolare, gli stalker estranei alla vittima rappresentano l'8%, contro il 33 degli amici e dei conoscenti. Il 4% dei molestatori possono essere parenti, il 9% colleghi di lavoro, nell'1% dei casi clienti più o meno soddisfatti. Nel 43% dei casi, però, si tratta di partner o ex-partner che non si sono rassegnati alla fine del rapporto. La telefonata, con o senza sospiro, che tanto piace agli sceneggiatori di thriller, horror e film erotici, è il mezzo più gettonato tra i molestatori con il 75% di preferenze. Oggi, però, con le nuove tecnologie, gli stalker meno attempati scelgono il 60% delle volte di usare sms o e-mail, meno inquietanti, certo, della cornetta, sicuramente più comodi ma sempre fastidiosi. I molestatori meticolosi, l'8%, restano però fedeli alla lettera scritta a mano. Il 38%, nudi o vestiti sotto l'impermeabile, scelgono il pedinamento, un altro classico che non passa mai di moda. I più arrabbiati, e sono il 2%, preferiscono danneggiare, magari l'auto o la buca delle lettere del malcapitato o della malcapitata di turno. Per lo stalker gentiluomo, l'8%, il regalo resta invece un punto fermo. Poco gentiluomo, comunque, se si tratta di un pacco bomba. Ma è la perseveranza la qualità che rende gli stalker così assillanti. Il 42% della categoria perseguita la vittima per un periodo individuato mediamente in 12 mesi. Solo l'11% si accontenta di «rompere» per una settimana. E i perseguitati? Nella Regione Lazio, sempre secondo lo studio dell'AICP, su 600 soggetti intervistati, 126 denunciano di essere stati/e o essere vittime di stalking, e nel 49% dei casi si tratta di persone comprese tra i 21 e i 30 anni. Donne, nella maggior parte dei casi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Matteo Vincenzoni&lt;br /&gt;http://iltempo.ilsole24ore.com/2008/06/23/894192-assedio_dell_partner_finge_amore_cerca_vendetta.shtml&lt;br /&gt;23/06/2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
&lt;div&gt;&lt;a expr:href='"http://www.addthis.com/bookmark.php?pub=anja&amp;amp;url=" + data:post.url + "&amp;amp;title=" + data:post.title' target='_blank' title='Bookmark and Share'&gt;&lt;img src='http://s9.addthis.com/button1-bm.gif' width='125' height='16' style='border: 0px; padding: 0px' alt='Bookmark and Share' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;!-- AddThis Button for Post END --&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/686521832518369792-1205883975935579985?l=escialloscoperto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://escialloscoperto.blogspot.com/feeds/1205883975935579985/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://escialloscoperto.blogspot.com/2008/07/lassedio-dellex-partner-che-finge-amore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/686521832518369792/posts/default/1205883975935579985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/686521832518369792/posts/default/1205883975935579985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://escialloscoperto.blogspot.com/2008/07/lassedio-dellex-partner-che-finge-amore.html' title='L&apos;assedio dell&apos;ex partner che finge amore ma cerca vendetta'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_ImkHs4kReoE/SG7-4wqwzAI/AAAAAAAAAQg/EDWmD48nxpo/s72-c/stalking2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-686521832518369792.post-3028148440132493267</id><published>2008-06-05T19:47:00.008+02:00</published><updated>2008-06-15T17:04:10.143+02:00</updated><title type='text'>VIOLENZA DONNE: Carfagna, al primo CDM presenterò DDL su STALKING</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ImkHs4kReoE/SEgoWYmRu2I/AAAAAAAAAQY/fU4ZWl6i0to/s1600-h/stalking.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ImkHs4kReoE/SEgoWYmRu2I/AAAAAAAAAQY/fU4ZWl6i0to/s200/stalking.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5208457334079208290" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(ASCA) - Roma, 5 giu - &lt;br /&gt;Se il nostro ordinamento avesse previsto il reato di stalking, ''probabilmente Maria Antonietta sarebbe ancora viva'', per questo ''al prossimo Consiglio dei ministri presentero' un disegno di legge sullo stalking, perche' credo sia necessario evitare che accadano altri delitti come quello''. Cosi' il ministro per le Pari Opportunita', Mara Carfagna, intervenuta stamane a Canale 5 nella trasmissione di Maurizio Belpietro. Il ministro ha rivelato di aver incontrato i genitori di Maria Antonietta Multari, 33 anni, la giovane uccisa a coltellate per strada a Sanremo dall'ex fidanzato Luca Delfino, il 10 agosto del 2007, dopo un lungo periodo di prevaricazioni, minacce e violenze: lo stalking, appunto.&lt;a href="http://escialloscoperto.blogspot.com/2008/03/in-ricordo-di-debora-e-antonella.html"&gt;Vedi articolo&lt;/a&gt;. Carfagna ha detto di aver invitato la madre della vittima al ministero, ''anche per metterla al corrente del percorso legislativo che sto intraprendendo''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;''Nella scorsa legislatura - spiega - era stato presentato un disegno di legge che non venne approvato per una serie di ragioni. Io presentero' il disegno di legge sullo stalking al prossimo consiglio dei ministri operativo perche' credo sia assolutamente necessario evitare che accadano altri episodi come quello di Genova''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sperèm!...e che sia la volta buona&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.asca.it/&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Per leggere i commenti clicca sul titolo del post&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
&lt;div&gt;&lt;a expr:href='"http://www.addthis.com/bookmark.php?pub=anja&amp;amp;url=" + data:post.url + "&amp;amp;title=" + data:post.title' target='_blank' title='Bookmark and Share'&gt;&lt;img src='http://s9.addthis.com/button1-bm.gif' width='125' height='16' style='border: 0px; padding: 0px' alt='Bookmark and Share' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;!-- AddThis Button for Post END --&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/686521832518369792-3028148440132493267?l=escialloscoperto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://escialloscoperto.blogspot.com/feeds/3028148440132493267/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://escialloscoperto.blogspot.com/2008/06/violenza-donne-carfagna-al-primo-cdm.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/686521832518369792/posts/default/3028148440132493267'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/686521832518369792/posts/default/3028148440132493267'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://escialloscoperto.blogspot.com/2008/06/violenza-donne-carfagna-al-primo-cdm.html' title='VIOLENZA DONNE: Carfagna, al primo CDM presenterò DDL su STALKING'/><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ImkHs4kReoE/SEgoWYmRu2I/AAAAAAAAAQY/fU4ZWl6i0to/s72-c/stalking.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-686521832518369792.post-3940620425462054666</id><published>2008-06-03T20:26:00.004+02:00</published><updated>2008-06-04T20:54:47.255+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Molestie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stalking'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Violenza'/><title type='text'>Si risparmia sulla pelle delle donne</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/cronaca/istat-violenza-donne/istat-violenza-donne/stor_7892705_41350.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/cronaca/istat-violenza-donne/istat-violenza-donne/stor_7892705_41350.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dopo una campagna elettorale incentrata sulla questione sicurezza, il governo taglia i fondi per la lotta alla violenza alle donne&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'erano 20 milioni di euro destinati al Piano nazionale contro la violenza alle donne. Quei soldi servivano ad attivare numeri verdi, istituire un osservatorio per il monitoraggio dei soprusi subiti, dare vita a una campagna per il rispetto delle donne e sostenere case anti-violenza e associazioni territoriali. Ora quei soldi non ci sono più: Alitalia e Ici se li sono mangiati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo l'ultima indagine targata Eures in tutta Italia il 31,9% delle donne tra i 16 e i 70 anni hanno subito violenza fisica o sessuale (in totale 6.743mila vittime). Le più colpite sono le separate o divorziate (69,3%), le dirigenti, imprenditrici e libere professioniste (50,5%). &lt;strong&gt;E sono sempre più numerose le vittime di omicidi: il 70% è donna, soprattutto casalinghe uccise per motivi passionali.&lt;/strong&gt; Hanno diversa estrazione sociale, economica, culturale. Sono accomunate però da un dato sconvolgente: difficilmente l'omicida è, come leggiamo nei titoli a caratteri cubitali dei giornali, uno sconosciuto, un delinquente, un clandestino, un extracomunitario senza lavoro. &lt;strong&gt;L'assassino è il più delle volte il marito, il convivente, il fidanzato&lt;/strong&gt;. L'Istat rivela che nel 2007 le vittime di violenza sono state 1 milione e 150mila (5,4%). Il 3,5% ha subito violenza sessuale, il 2,7% fisica, mentre 74mila ha subito stupri o tentativi di stupro. Quasi la totalità non denunciati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora molte case di anti-violenza, che accolgono le vittime e i loro figli, rischiano la chiusura. Sicurezza, sicurezza… ma quando questa sicurezza manca tra le mura domestiche la soluzione più facile chiudere un occhio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://donna.libero.it/lifestyle/ne1086.phtml&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
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E' difficile, ma tu sai che ce la farai. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se soltanto "lui" non ti tormentasse così...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono settimane che ricevi incessantemente i suoi sms, le sue email e che il tuo telefono squilla incessantemente sia il giorno che la notte..Te lo vedi comparire dappertutto, anche davanti alla tua scuola e sul posto di lavoro...Ma quando finirà questa persecuzione?..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Forse ha bisogno di tempo per rassegnarsi&lt;/em&gt;..", pensi dentro di te. Ti guardi oramai guardinga ogni volta che esci di casa, sai che lui sbucherà fuori da un momento all'altro. Che fare??, ti domandi..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli hai spiegato che oramai la vostra storia è finita, ma lui ti dice sempre che non accetta la separazione e che senza di te non ce la fa...vuole che torniate insieme!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni giorno che passa cresce sempre di più dentro di te un disagio e un senso di ansia e di inquietudine che ti impediscono di vivere una vita 'normale'. Senti che lui a poco a poco si sta impadronendo della tua vita e della tua libertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sai a chi poter confidare i tuoi stati d'animo. Gli amici e i conoscenti ti scherniscono, dicono che esageri e che dovresti sentirti lusingata dal fatto di avere una persona così innamorata che ti vuole..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni di loro hai saputo che sono stati avvicinati da lui e qualcuno si è allontanato da te per non essere coinvolto..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più passa il tempo e più ti pervade questo senso di &lt;strong&gt;soffocamento&lt;/strong&gt;. Lui è sempre lì presente, sa sempre tutto di te. Spesso è minaccioso e a volte anche violento. &lt;br /&gt;E' una situazione angosciante...vivi sempre all'erta, come se il peggio dovesse arrivare da un momento all'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo controllo eccessivo è diventato insopportabile..è come un cancro che sta consumando giorno dopo giorno la tua voglia di vivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti senti sola, incompresa, diffidente verso tutti e &lt;strong&gt;impotente&lt;/strong&gt;. Non sai più come affrontare questo problema e ti sembra di vivere un incubo da cui non intravedi una via d'uscita...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://escialloscoperto.blogspot.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;!-- AddThis Button for Post BEGIN --&gt;
&lt;div&gt;&lt;a expr:href='"http://www.addthis.com/bookmark.php?pub=anja&amp;amp;url=" + data:post.url + "&amp;amp;title=" + data:post.title' target='_blank' title='Bookmark and Share'&gt;&lt;img src='http://s9.addthis.com/button1-bm.gif' width='125' height='16' style='border: 0px; padding: 0px' alt='Bookmark and Share' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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