15 luglio, 2008

L'Onestà


Mi capita spesso guardando trasmissioni popolari dove gli ospiti sono dei personaggi politici, di osservare l'immagine che essi danno al telespettatore.

Le loro parole, i discorsi e il modo in cui li pronunciano, la loro postura...fanno capire che sono tutte persone animate da sani principi come l'altruismo e il voler lavorare per migliorare la vita degli altri (lavoro, sanità, giustizia, ecc..).

E' davvero incredibile vedere come così tante persone (e non soltanto i politici) si adoperino in questo senso, ma la società e la qualità di vita della popolazione peggiorano ogni giorno di più! Quale sarà il motivo?

L'interesse privato. Non c'è nulla, non c'è ideale che tenga quando sull'altro piatto della bilancia c'è un interesse più appetibile e lucrativo per se stessi e per la propria famiglia. Ho preso come esempio quello dei politici perché sono quelli più 'visibili', ovvero quelli che 'ci entrano in casa' attraverso i mezzi d'informazione (TV, giornali, ecc..) in ogni momento della nostra giornata. E sono anche i personaggi più attaccati in assoluto (vedi le continue polemiche e i provvedimenti giudiziari che li riguardano..).

In realtà quello della 'doppia identità' è un fenomeno diffusissimo nella nostra società, a cominciare dai livelli più bassi. Ogni tanto i mass media sollevano qualche scandalo (il paziente che muore in ospedale in circostanze sospette, la giunta comunale corrotta, ecc..) ma poi ritorna tutto nella..rassegnazione. Perché il mondo è quello che è...

Oggi l'onestà, intesa come fedeltà ai propri valori morali, anche se predicata da molti, è soppiantata dall'interesse personale.

Oggi la disonestà nei confronti del proprio simile, ha mutato aggettivo. Si è trasformato in "furbizia", "capacità di cavarsela", "avere le palle e fare le scarpe agli altri"... la furbizia è, a mio modo di vedere, qualcosa che ha a che fare con l'intelligenza dell'uomo che opera nel bene e la disonestà e la scorrettezza...non c'entrano nulla!

Non stupiamoci dunque se la società va sempre più alla deriva...anche noi ne facciamo parte e ne diamo il contributo...iniziamo perciò a chiamare le cose col loro nome e a scindere la furbizia dalla disonestà!

http://escialloscoperto.blogspot.com

13 luglio, 2008

Proposta-choc della ministra: «Telefono verde per i violenti»


«Così si scarica l’aggressività a parole invece che con le botte»

DAL CORRIERE.IT 11.06.08
MADRID— Nell’ultimo anno la Spagna ha contato oltre 126 mila casi di maltrattamento (secondo gli esperti il 90 per cento non vengono denunciati). Il 95 per cento delle vittime sono donne. Trenta sono state uccise dai propri mariti o compagni nel 2008 (74 nel 2007). L’autorità giudiziaria ha emesso quasi 80 mila ordini di protezione (gli agenti preposti al servizio sono 1.614). Gli 83 tribunali istituiti con la legge del 2005 per giudicare i «crimini machisti» annaspano per il troppo lavoro. Il governo Zapatero ha deciso di correre ai ripari puntando anche sulla prevenzione. La ministra dell’Uguaglianza Bibiana Aído, trentunenne andalusa, la ragazza blogger del governo (anche se il suo ministero non ha ancora un sito Internet) nella sua prima apparizione in Parlamento ha presentato un pacchetto di misure. Quella che fa più discutere è l’istituzione di una nuova linea verde. Un telefono amico. Per le vittime? No, per gli aggressori. Se lo 016 è già in funzione per le donne maltrattate, il nuovo numero — ancora da definire—sarà riservato agli uomini (potenzialmente o di fatto) violenti. Un call center alla camomilla, gestito da psicologi e assistenti sociali che avranno il compito — ha detto la Aído — di «aiutare le persone a incanalare l’aggressività anziché ricorrere alle botte».

http://www.stalking.it/

05 luglio, 2008

L'assedio dell'ex partner che finge amore ma cerca vendetta


Uomo, partner o ex-partner. Età compresa tra 21 e 30 anni. Per sfiancare le sue vittime usa il telefono fisso, il cellulare, invia Sms o e-mail, e non le «molla» prima di un anno. È questo l'identikit della persona che si cela dietro i silenzi alla cornetta, dello «stalker» per antonomasia.

Ma stalker può essere chiunque. Uomo o donna, adolescente o anziano, amico o nemico, vicino di casa o sconosciuto, addirittura un genitore, una persona ferita nell'intimo o uno psicopatico. Lo stalker può disturbare, in rari casi essere piacevole, in altri ancora uccidere. Una ricerca dell'Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia indaga l'universo dello «stalking», cercando di comprendere le motivazioni e le dinamiche psico-comportamentali che scatenano gli stalker, e tentando di predisporre azioni efficaci di prevenzione. Un mondo descritto anche dallo psicologo Massimo Lattanzi in un libro intitolato «Finché morte non ci separi» (Edilservice Editore). Lo studio dell'AICP, se da un lato conferma che nel 55% dei casi lo stalking è legato a relazioni di coppia, dall'altro fornisce dati interessanti su altre tipologie. Nel 25% dei casi, gli stalker si annidano nei condomini. Il caso limite della strage di Erba ne è un esempio. Il 5% dei casi li vede in azione all'interno dei nuclei familiari. Nel restante 15%, si fa riferimento invece all'ambiente di lavoro e ad altre circostanze in cui si colloca la tipologia del «perfetto sconosciuto». Più in particolare, gli stalker estranei alla vittima rappresentano l'8%, contro il 33 degli amici e dei conoscenti. Il 4% dei molestatori possono essere parenti, il 9% colleghi di lavoro, nell'1% dei casi clienti più o meno soddisfatti. Nel 43% dei casi, però, si tratta di partner o ex-partner che non si sono rassegnati alla fine del rapporto. La telefonata, con o senza sospiro, che tanto piace agli sceneggiatori di thriller, horror e film erotici, è il mezzo più gettonato tra i molestatori con il 75% di preferenze. Oggi, però, con le nuove tecnologie, gli stalker meno attempati scelgono il 60% delle volte di usare sms o e-mail, meno inquietanti, certo, della cornetta, sicuramente più comodi ma sempre fastidiosi. I molestatori meticolosi, l'8%, restano però fedeli alla lettera scritta a mano. Il 38%, nudi o vestiti sotto l'impermeabile, scelgono il pedinamento, un altro classico che non passa mai di moda. I più arrabbiati, e sono il 2%, preferiscono danneggiare, magari l'auto o la buca delle lettere del malcapitato o della malcapitata di turno. Per lo stalker gentiluomo, l'8%, il regalo resta invece un punto fermo. Poco gentiluomo, comunque, se si tratta di un pacco bomba. Ma è la perseveranza la qualità che rende gli stalker così assillanti. Il 42% della categoria perseguita la vittima per un periodo individuato mediamente in 12 mesi. Solo l'11% si accontenta di «rompere» per una settimana. E i perseguitati? Nella Regione Lazio, sempre secondo lo studio dell'AICP, su 600 soggetti intervistati, 126 denunciano di essere stati/e o essere vittime di stalking, e nel 49% dei casi si tratta di persone comprese tra i 21 e i 30 anni. Donne, nella maggior parte dei casi.

Matteo Vincenzoni
http://iltempo.ilsole24ore.com/2008/06/23/894192-assedio_dell_partner_finge_amore_cerca_vendetta.shtml
23/06/2008