19 settembre, 2010

Il prezzo di un nuovo amore? La perdita di due cari amici


MILANO - Sembra un luogo comune, adatto soprattutto ai teenagers, eppure accade veramente, sempre più spesso e senza alcuna distinzione di genere: all’inizio di una relazione amorosa si perdono alcuni tra i migliori amici.

LO STUDIO
- Lo sostiene una ricerca guidata da Robin Dunbar, a capo dell’Istituto di Antropologia Cognitiva ed Evoluzionista della Oxford University, finalizzata a contabilizzare l’impatto di una love story al debutto sui rapporti con famigliari e amici: in media, a fronte di un nuovo amore si perdono due amici. Alla base dello studio c'era un questionario che ha coinvolto 428 donne e 112 uomini: 363 di loro stavano vivendo una nuova relazione sentimentale. Ciascuno si è espresso sul proprio parco-amici prima e dopo l’entrata nella vita del nuovo partner e i ricercatori hanno contabilizzato il costo dell’amore, arrivando alla conclusione che in media ciascuno di noi può contare su cinque cari amici/amiche nella vita. Ma all’inizio di una relazione si registra l’addio a due dei più intimi confidenti, compensato generalmente da una new entry, l’innamorato/a.

I MOTIVI - Tra le cause la minor disponibilità di tempo e di energie, ma anche un cambiamento interiore che porta a un graduale deterioramento di alcuni rapporti, come ha spiegato Dunbar nel corso del British Science Festival. Dunbar si è detto stupito del bilancio dell’amore, ma in realtà si tratta di uno di quei luoghi comuni molto veritieri, pur nella loro banalità. Le risorse e il tempo non sono infiniti e di fronte alla scelta gli esseri umani tendono a preferire la persona amata. Perdono probabilmente i due meno importanti o forse meno tolleranti o ancora i meno graditi all’attuale partner amoroso.

È anche probabile che nelle storie adolescenziali gli amici sacrificati alle cause dell’amore siano più di due: la forza di un sentimento sconosciuto, la brama di vivere un legame romantico e la voglia di esclusività finisce con il relegare l’amicizia ai margini della vita quotidiana e affettiva. Ma chi si distanzia da più di due rapporti amicali è fuori media. Ed è anche possibile che stia sbagliando qualcosa.

Emanuela Di Pasqua
16 settembre 2010

L’ex della ragazza li perseguita, lui si ammazza



Dopo i pestaggi
L’ex della sua compagna, un pregiudicato, li ha picchiati e minacciati per mesi e costretti a lasciarsi
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Hanno perseguitato per mesi una coppia di giovani di Taranto, lui di 22 anni e lei di 26, con pestaggi, minacce, intimidazioni. Tanto che nel maggio scorso i due conviventi sono stati costretti a interrompere la loro relazione e il ragazzo si è impiccato. Ora l’ex convivente e stalker della donna, Settimo Belfiore Smiraglia, di 29 anni, e il cognato del suicida, Fabio Stola, di 32 anni, sono stati arrestati per le persecuzioni.

Toppa paura per denunciare

Le indagini sono state molto difficili perché le vittime non avevano mai fatto denuncia. La donna aveva un figlio con Settimo Belfiore Smiraglia, un pregiudicato. In 7 anni di relazione l’uomo l’avrebbe maltrattata continuamente. Quando poi lei si è decisa a lasciarlo e si è messa con il 22enne, Smiraglia ha iniziato a perseguitare e picchiare entrambi, con l’aiuto del cognato del ragazzo finito poi suicida.


Da City, 16/09/10

26 luglio, 2010

IL FEMMINICIDIO E’ UN’EMERGENZA SOCIALE!


Li chiamano “delitti passionali” ma quale tipo di passione può mai spingere a uccidere un numero così elevato di donne?

L’amore è desiderare la felicità della persona amata, non il suo annientamento! Ogni giorno, quando leggiamo il quotidiano o ascoltiamo le notizie al telegiornale, speriamo in cuor nostro che qualche altra donna non sia “caduta ” per mano di colui che sosteneva di amarla.

Ci auguriamo che questa carneficina sia cessata, invece, inesorabilmente, la notizia arriva puntuale come una pugnalata al cuore: un’altra donna è stata uccisa. Solo in quest’ultimo periodo ne sono state assassinate parecchie; la vita delle donne oggi sembra non avere più alcun valore.

Senza citare le statistiche, diciamo che non sono solo le donne a morire in questa “mattanza”: qualcosa si spegne anche nell’animo dei loro figli, i fratelli, i genitori, gli amici, i parenti e tutti quelli che le hanno amate in vita.

Il sangue versato si trasforma in dolore immenso per chi rimane i quali si aggrappano all’illusione che la giustizia possa punire in modo esemplare i colpevoli di tanta crudeltà dando un po’ di sollievo alla loro sofferenza inconsolabile.

Ma ahimè, la giustizia apre una nuova ferita nel loro cuore e altro dolore si aggiunge al dolore: le pene comminate agli assassini sono inadeguate al tipo di omicidio commesso. Gli sconti di pena e i benefici di cui godono gli assassini servono a tutelarli e così i loro massacri rimangono impuniti. Nessuno può arrogarsi il diritto di togliere la vita a un altro, la vita c’è donata da Dio e solo Lui può togliercela! La giustizia è chiamata a dare ordine alla vita sociale e a impedire che gli uomini possano uccidere.

Non si può più continuare a vivere con un simile peso sul cuore.

OGGI LE DONNE VIVONO NELLA PAURA DELLA VIOLENZA NON SOLO FUORI CASA MA ANCHE TRA LE MURA DOMESTICHE!

Siamo diventati in tanti purtroppo a convivere con quest’angoscia, troppi perché nessuno possa più far finta di non “vederci”! Ma non siamo soli, gli omicidi delle donne sono un dolore e una preoccupazione condivisi dalla popolazione di tutto il Paese. Siamo stanchi di tanta ingiustizia e poca considerazione, vogliamo delle risposte concrete.

Chiediamo pene adeguate, severe e certe per questi efferati assassinii. Desideriamo che chi causi intenzionalmente la morte di una donna, sia condannato all’ergastolo. Scriviamo per dare voce a chi voce non può più avere: le donne uccise.

Le donne devono essere tutelate soprattutto sotto il profilo dell’immagine: basta rappresentarle come un “corpo” da esibire e da vendere, basta con questa campagna che dipinge in modo negativo le ex mogli (molte donne sono uccise da ex mariti o compagni)! Vogliamo che ci sia riconosciuta la nostra dignità come persone, siamo o non siamo la metà della popolazione italiana?

Ci auguriamo anche che venga approvata la proposta di legge che prevede un sostegno alle vittime di reati violenti e che questo governo ci sostenga e non ci deluda.

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