Il disprezzo concerne il partner odiato, quello che pensa e che fa, ma anche quanti lo circondano..
Disprezzo e derisione si rivolgono in particolar modo contro le donne. Nel caso dei perversi sessuali vi è un rifiuto del sesso femminile. I perversi narcisisti, dal canto loro, negano la donna nel suo complesso in quanto individuo. Traggono piacere da tutte le battute che la mettono in ridicolo.
La compiacenza dei testimoni può fungere da incoraggiamento...
I sarcasmi e i rilievi aspri sono accettati come il prezzo da pagare per conservare un rapporto con un partner affascinante ma difficile. Per tenere la testa fuori dall'acqua, il perverso ha bisogno di far affondare l'altro. A tale scopo, procede con stoccatine destabilizzanti, preferibilmente in pubblico, a partire da un dettaglio insignificante, talvolta intimo, descritto con esagerazione, magari prendendo un alleato tra i presenti.
Quello che conta è mettere l'altro in imbarazzo. Si percepisce l'ostilità, ma non si è sicuri che non si tratti di uno scherzo. Sembra che il perverso stuzzichi, in realtà attacca nei punti deboli: il "naso grosso", i "seni piatti", la difficoltà a esprimersi...
In queste aggressioni verbali, in queste prese in giro, in questo cinismo vi è anche una componente ludica: è il piacere della polemica, il gusto di spingere l'altro a opporsi...Se il partner non reagisce abbastanza, è sufficiente esagerare un pò con la provocazione. Il partner vittima di questa violenza non reagisce perchè tende a scusare l'altro, ma anche perchè la violenza si instaura in modo ingannevole. Se un atteggiamento aggressivo del genere sopraggiungesse all'improvviso, potrebbe suscitare solo rabbia, invece il fatto che sia messo in atto a poco a poco smorza ogni reazione. La vittima riconosce l'aggressività del messaggio solo quando è diventato quasi un'abitudine.
Le parole del perverso narcisista trovano uditori che egli riesce ad affascinare e che sono insensibili all'umiliazione subita dalla vittima. Non è raro che l'aggressore chieda a quanti assistono di partecipare, volenti o nolenti, alla sua azione demolitrice.
Riassumendo, per destabilizzare l'altro basta:
- farsi beffe delle sue convinzioni, delle sue scelte politiche, dei suoi gusti;
- non rivolgergli la parola;
- ridicolizzarlo in pubblico;
- denigrarlo davanti agli altri;
- privarlo di ogni possibilità di esprimersi;
- beffarsi dei suoi punti deboli;
- fare allusioni scortesi, senza mai esplicitarle;
- metter in dubbio le sue capacità di giudizio e di decisione.
...
Di fronte a una persona che blocca qualsiasi tipo di comunicazione, la vittima si trova costretta ad agire. Ma, impedita dal condizionamento, può farlo solo in un soprassalto violento, allo scopo di recuperare la propria libertà..L'aggredito, già colpevole per il perverso, agli osservatori esterni sembra essere l'aggressore. Ciò che essi non vedono è che la vittima è messa in una condizione tale per cui non ha più la possibilità di rispettare un
modus vivendi che è per lei una trappola. E' tra due fuochi e, qualunque cosa faccia, non può cavarsela. Se reagisce, accende il conflitto. Se non reagisce, lascia che la distruzione mortifera si espanda..
da
Marie-France Hirigoyen, Molestie Morali