
Una delle caratteristiche principali dello Stalker è il
narcisismo.
Prende il nome dal mito di Narciso, un uomo che, specchiandosi nelle acque, si compiaceva della sua bellezza, restando prigioniero di se stesso e invischiato in un rapporto fusionale con la sua immagine.
Nel mito Narciso fugge, non si concede a chi lo ama e soffre per lui. E’ autonomo, mostra di non aver bisogno di nessuno e di non accorgersi degli altri, che elude puntualmente…I narcisisti sono di solito intelligenti, simpatici, geniali, eloquenti, incantatori, desiderosi di conquistare tutti e molto sicuri di sé.Sono persone che attraggono e conquistano, ma dalle cui storie si esce spesso ‘massacrate’.
Si dice che viviamo in una società affetta dal narcisismo, dove il soddisfacimento immediato e lo sfruttamento interpersonale costituiscono il fine primario.
Uomini e donne possono essere ugualmente narcisisti, ma mentre le donne, per ragioni storico-culturali sono portate a smussare i loro tratti caratteriali perché culturalmente più bisognose e attente alle relazioni sentimentali, gli uomini invece, trovano nel lavoro, nella carriera e nel successo, la sicurezza e la soddisfazione personale.
Non sentono la necessità di smussare il loro carattere all’interno della relazione e vengono accettati maggiormente per quello che sono.
Ma come si riconosce un narcisista? Innanzitutto bisogna diffidare delle apparenze, ossia dall’uomo “troppo”: troppo brillante, simpatico, intelligente, spiritoso, galante…"troppo" perfetto per essere vero!
Un narciso un giorno ti fa sentire una regina e un altro ti mortifica e critica aspramente oppure t’ignora completamente.
Ti accusa apertamente di qualcosa, giocando il ruolo della vittima o di chi non ha alcuna responsabilità nella faccenda.
Cammina per strada alcuni passi davanti a te.
Osteggia qualsiasi tua decisione o iniziativa per il solo fatto che è partita da te e non da lui.
Quando è in compagnia, vuole stare al centro dell’attenzione e ti relega al ruolo di semplice spettatrice.
Nei piccoli gesti quotidiani, soddisfa le sue esigenze personali anziché quelle di entrambi.
Non solo. Il narcisista (o
narciso) mette in atto una serie di condizionamenti che paralizzano la partner, mettendola in uno stato di incertezza e tenendola in suo potere in maniera sadica.
Un narcisista è meglio averlo come amico che come partner!
Oggi viviamo purtroppo in una società in cui l’autonomia è considerata più importante della responsabilità morale. L’
eroe sembra essere chi vive le relazioni senza impegno e senza preoccupazione per il benessere della partner.
Il narciso vuole piacere alla gente, essere ammirato e gratificato.
Chi vive al suo fianco –
parlo della partner - è spesso il capro espiatorio dei suoi stati d’animo. Se il narciso si sente troppo “legato” a lei o se la sente troppo forte, si vendica colpevolizzandola e attaccandola apertamente oppure richiudendosi nel silenzio e nella passività per ristabilire la sua supremazia di potere.
A volte sceglie una donna forte per poterla rendere debole, e quando lei diventa debole, non prova più alcun interesse nei suoi confronti.
Con i narcisisti difficilmente s’instaura una relazione in cui l’uno dipende dall’altro per lo sviluppo delle rispettive potenzialità. Il narciso è diffidente, rende la compagna insicura e la svaluta, fa di tutto per ingelosirla…E’ un rapporto davvero frustrante!
Il narcisista attrae donne dipendenti. Il fatto di essere un uomo “perfetto”, dà loro l’illusione di poter instaurare un rapporto di condivisione totalizzante.
Un narciso ha un rapporto alla pari solo con un altro narciso, ma è un rapporto alla lunga difficile.
Pensare di poter cambiare un narcisista è come un gioco al massacro (
il proprio, però!). Egli desidera soltanto che la sua partner si adatti a tutti i suoi desideri. Sempre sulla difensiva, nel timore di darle troppo potere, è insofferente e permaloso. Non sopporta di essere criticato e reagisce in modo rabbioso anche per un appunto banale che lei gli fa.
Il narcisista è imprevedibile e ama stupire. Ha una grande capacità di cogliere i punti deboli degli altri e di farli notare.
La sua attività professionale, soprattutto se brillante e autonoma, costituisce l’aspetto predominante della sua vita perché gli dà la possibilità di dimostrare quanto vale.
Ha una forte tendenza a usare gli altri per ottenere ciò che vuole e quando non ottiene ammirazione, mette in atto giochi di potere per sentirsi più forte e lo fa o seducendo oppure denigrando e accusando chi non lo ammira o non la pensa come lui.
Vive in perenne competizione con gli altri, nel timore che qualcuno lo superi o sia migliore di lui.
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